01, Luglio, 2022

Confartigianato Toscana lancia l’allarme: “Prezzi aumentati del 4,8%, bollette e carburanti del 26,9%. Servono interventi immediati”

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In Toscana nel mese di febbraio bollette e carburanti sono aumentati del 26,9%, i trasporti del 8,1% e i generi alimentari del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2021: a dirlo sono i dati del report pubblicato dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che evidenziano come l’inflazione a febbraio sia in accelerazione per il nono mese consecutivo.  Il presidente di Confartigianato Imprese Toscana, Luca Giusti, commenta: “In Toscana, da rilevazioni effettuate su 9 province, gli aumenti dei prezzi rispetto al mese di febbraio dello scorso anno sono stati del 4,8%. Dopo il rallentamento che si è verificato a gennaio a causa dei saldi, sono ripresi gli incrementi ed ora siamo ad un livello che non si registrava da luglio 1991. Sono prevalentemente gli aumenti dei prezzi del gas, dell’energia e dei carburanti a determinare le tensioni inflazionistiche”.

“La guerra in Ucraina è una tragedia umanitaria – ha aggiunto Luca Giusti – che ha aggravato le condizioni di tante imprese impegnate in processi di ristrutturazione dopo la pandemia. Ha amplificato gli effetti della crisi energetica, del caro materie prime e della difficoltà del loro reperimento. Ha fatto aumentare i prezzi dei semilavorati in ferro, ghisa e acciaio, dei materiali per le costruzioni come la ghiaia, la sabbia e l’argilla. Dalla Russia importiamo cereali e fertilizzanti utilizzati dalle aziende dell’agroalimentare. Ci saranno ulteriori aumenti dei prezzi e si allungheranno i tempi di consegna. Importanti settori della nostra economia, quelli a maggiore intensità energetica, come la metallurgia, il vetro, la ceramica, la carta, i trasporti, rischiano il fermo delle attività a causa di costi ormai insostenibili”.

Alle criticità per l’aumento di materie prime e energia si aggiungono anche i freni all’export verso la Russia a causa delle sanzioni internazionali, fa notare ancora il presidente di Confartigianato Imprese Toscana: “Gravi difficoltà si rilevano per circa 107.200 aziende toscane del tessile-moda, un settore molto colpito dagli effetti delle sanzioni sui prodotti di lusso varate il 15 marzo, e della meccanica che esportano in Russia e Ucraina. Pesanti effetti anche per circa 119.000 imprese del settore alloggio e ristorazione che si trovano nelle località turistiche toscane abitualmente frequentate dai turisti russi”.

“È fondamentale – conclude Giusti – che il Governo intervenga con provvedimenti immediati volti a ridurre l’impatto dei rincari e per le famiglie e le imprese ma serve in tal senso l’impegno di tutti, anche delle parti sociali e delle istituzioni. Bisogna mettere in campo contributi ai nuclei familiari in difficoltà economica, accordi per la rateizzazione e la riduzione delle bollette, delle imposte e delle tasse e soprattutto si contrastino e si dica basta alle speculazioni che si stanno verificando in tante filiere”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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