28, Novembre, 2022

Bollette triplicate, le difficoltà delle aziende valdarnesi. “Servono misure per bloccare le speculazioni e incentivi sulle rinnovabili”

Più lette

In Vetrina

Dai negozianti alle industrie, passando per le attività dell’artigianato, anche in Valdarno il mondo imprenditoriale si trova in queste settimane a fare i conti con bollette energetiche diventate salatissime, a volte anche insostenibili. Per capire qual è la situazione, abbiamo chiesto a quattro rappresentanti delle categorie economiche di rispondere ad alcune domande, partendo dai costi attuali per l’energia, dalle tasse e tariffe locali, per arrivare ad una riflessione sulle prospettive future e le misure che sarebbero da adottare. Ecco le loro risposte.

Paolo Pernici è il referente valdarnese di CNA Arezzo, imprenditore artigiano. “I costi energetici per le nostre imprese – spiega – ad oggi sono all’incirca triplicati. E per i prossimi mesi è impossibile fare previsioni su questo fronte, si lavora insomma nell’incertezza”. Per quanto riguarda la tassazione locale, Pernici rileva che ci sono stati alcuni rincari “all’inizio di quest’anno, per l’applicazione del nuovo metodo di calcolo sulla Tari”. Infine, il responsabile valdarnese di CNA propone alcune misure concrete che potrebbero aiutare le aziende a superare questa fase estremamente critica: “Nell’immediato una riduzione delle accise e l’abolizione dell’applicazione dell’iva sulle accise, lo svincolo del prezzo dell’energia da quello del gas, l’acquisto di forniture di gas da parte dell’Europa per avere un maggiore potere contrattuale e una riduzione del prezzo. Per l’immediato futuro una defiscalizzazione di impianti fotovoltaici e impianti di accumulo per le imprese”.

Giacomo Magi è responsabile di area Valdarno per Confartigianato Arezzo. “Cercando di aggregare dati delle imprese nostre associate, che sono in prevalenza quelle artigiane e quelle più strutturate della produzione, posso dire innanzi tutto che i costi dell’energia hanno subito un crescente rincaro dallo scorso anno ad oggi. In media le bollette sono aumentate da un minimo del 90% a picchi del 250%. Le variazioni dipendono, chiaramente, non solo dal piano tariffario dell’azienda, ma anche dalla presenza di sistemi alternativi di energia che possono abbattere, e non poco, le tariffe correnti, come pannelli fotovoltaici e sistemi a biomasse. I costi dell’energia rappresentano l’incognita maggiore per la produttività e per il futuro delle imprese; come testimoniano i dati del PIL, stiamo ancora usufruendo di una forte spinta del mercato di cui beneficiano numerosissimi settori produttivi; tutta la filiera dell’edilizia, sebbene in flessione a seguito dei problemi legati alla incerta politica di incentivi e bonus fiscali, e la filiera del lusso riscontrano dati che non si vedevano da anni; tutto questo rischia di essere fortemente ridimensionato se non addirittura azzerato dai costi energetici che, se proseguiranno su questi livelli, condizioneranno, e non poco, le scelte strategiche delle imprese con conseguenze non soltanto sul lato della produzione, ma anche su quello dell’occupabilità.

Sul fronte della tassazione locale, rileva invece Magi, “non abbiamo subito in questo periodo aumenti significativi se non quelli fisiologici a cui le imprese sono abituati… certamente, rispetto agli aumenti energetici, i dati sono poco significativi. Inoltre è difficile dare un dato aggregato in quanto la tassazione varia da Comune e Comune”. E anche Magi avanza alcune proposte per sostenere le imprese in questa fase difficile: “È indispensabile un intervento Comunitario che ridimensioni le speculazioni sul mercato dell’energia e che riporti a prezzi sostenibili il costo della stessa. Sarebbero auspicabili, infine, incentivi ed agevolazioni alle imprese non solo per l’istallazione di pannelli fotovoltaici, ma anche a tutte le forme di energia alternativa e rinnovabile”.

Federica Vannelli rappresenta la Confcommercio Valdarno, ed è titolare di un negozio a Montevarchi. Analizzando la situazione, spiega: “La nostra attività ha conosciuto un aumento contenuto nei costi energetici rispetto ad altre realtà. Ma c’è stato, ed è un costo fondamentale e irrinunciabile. Nel tempo abbiamo cercato di avere illuminazione a basso consumo e in un negozio abbiamo pannelli solari. Ma francamente in questi ultimi mesi abbiamo raccolto molte testimonianze di una realtà difficile e di difficile gestione, in particolare per chi ha laboratori o lavorazioni industriali e alimentari. Non sono stati semplici aumenti: in qualche caso fino a quattro volte in più. Sul fronte della tassazione locale invece non ci sono stati rincari per le aziende, come invece hanno registrato le famiglie. La preoccupazione, oggi, è per il tessuto sociale ed economico in cui andremo ad operare vista la situazione e al fatto che interventi a sostegno delle aziende non sono arrivati. Le aziende sono in sofferenza e le famiglie vedranno anche loro gli effetti della speculazione energetica. Perché è in atto una speculazione”.

Misure possibili per sostenere le imprese? “Sicuramente occorrerebbero intanto interventi immediati, come la sospensione delle stesse; si poteva togliere o almeno ridurre l’IVA, questo avrebbe ridotto l’impatto. Oppure garantire un credito di imposta. Poi a lungo termine va sicuramente rivisto tantissime cose, come lo svincolo del prezzo dal gas e da giochi di borsa assolutamente lesivi per tutti, creazione di gruppi di acquisto energetico anche a livello regionale o territoriale, sicuramente un calmiere ai prezzi delle risorse energetiche. Si sta minando e minacciando un tessuto sociale ed economico continuando così. Questo non va permesso”, conclude Vannelli.

Egisto Nannini, titolare di uno stabilimento industriale a Laterina Pergine, è presidente dell’area Valdarno di Confindustria. “Ad oggi i nostri costi per l’energia rispetto allo scorso anno sono più che raddoppiati – spiega – e visto l’andamento dei costi delle bollette energetiche, ci aspettiamo di vedere i costi per l’energia triplicati nei prossimi mesi; se si confrontano le bollette energetiche di un mese, ad esempio, come luglio (in cui si fa molto uso del condizionamento) si nota che il prezzo del 2022 è più che quadruplicato rispetto a quello dello scorso anno. Aumenti di queste entità, uniti al rialzo dei prezzi da parte dei nostri fornitori, vengono in parte assorbiti dall’azienda che, così facendo, ridurrà il proprio profitto; in parte comporteranno inevitabilmente un aumento dei prezzi dei nostri prodotti. Molti dei nostri listini sono infatti già stati rivisti al rialzo, con un sicuro effetto negativo sugli ordinativi, che a sua volta si riflette sull’occupazione: nel migliore dei casi saranno bloccate le assunzioni, sperando di non dover operare una vera e propria riduzione del personale”.

Nannini spiega che invece sul fronte delle tassazioni locali ci sono stati soltanto “lievi rincari non necessariamente legati alla situazione energetica”, e poi propone le soluzioni a breve e medio termine per sostenere il mondo dell’impresa: “Le proposte di Confindustria sul tema energia per mettere in sicurezza il nostro paese e mantenere l’industria competitiva sono chiare. Le principali riguardano lo sganciamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas con l’introduzione di un tetto al prezzo di quest’ultimo. E’ necessario poi adottare una strategia di diversificazione del mix energetico nazionale e proseguire con l’esecuzione del PNRR, che vede nella transizione ecologica uno dei suoi pilastri fondanti. Vanno infine sbloccate le pratiche ferme sui nuovi impianti di rinnovabili”.

Sara Ballerini è la responsabile Area Valdarno di Confesercenti Arezzo, e spiega: “L’aumento dei costi energetici, la corsa di prezzi delle materie prime e il calo dei consumi stanno pesando fortemente sul settore alimentare, mettendo a rischio gli equilibri del comparto. La crisi economica in atto, conseguente ai rincari della componente energetica, che sono quasi triplicati, sta generando un nuovo pericoloso vortice per le attività delle nostre imprese, operanti nel settore della ristorazione. Ad oggi, tali rincari hanno portato il costo delle utenze a un livello insostenibile e, peraltro, il quadro è destinato in prospettiva a peggiorare ulteriormente. Come se non bastasse, costi energetici e aumenti delle materie prime stanno facendo lievitare i prezzi dei beni alimentari, ben oltre la media registrata dall’indice generale dei prezzi al consumo. Ciò ha costretto molte attività ad aumentare i prezzi dei propri listini. La paura è quella di allontanare sempre più i clienti dal consumo fuori casa”.

“Sicuramente – continua Ballerini – oggi il caro energia è l’emergenza da affrontare e serve trovare un equilibrio per evitare chiusure delle attività. Senza aiuti il prossimo passaggio, prima di abbassare le saracinesche, sarà quello di mandare a casa i dipendenti, ma così si entra in un circolo vizioso. Le Ns imprese chiedono un intervento immediato che faccia da argine all’incremento esponenziale dei costi delle bollette per luce e gas. Bisogna intervenire in modo drastico e veloce per trovare un meccanismo che ponga un tetto agli aumenti delle tariffe di gas e luce, trovando un accordo a livello europeo, per difendere famiglie ed imprese da un pericoloso avvitamento dell’economia. Bisogna, inoltre, incentivare le aziende ad investire sulle energie rinnovabili. Per quanto riguarda la tassazione locale è quella che al momento ha subito meno aumenti. Non è, quindi, al momento la principale preoccupazione del settore alimentare”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati