20, Aprile, 2024

Abbattimento Spremiagrumi, Rignano Passione in Comune: “Perchè tanta fretta? Solo campagna elettorale”

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Rignano Passione in Comune va all’attacco sull’abbattimento dello Spremiagrumi: “Tanta fretta di demolirlo, ma solo per la campagna elettorale”. E punta il dito sui costi: “Con gli affidamenti diretti si è pagato di più”.

Lo Spremiagrumi è stato abbattuto ma l'opera continua a far discutere anche dopo la sua demolizione. Rignano Passione in Comune va all'attacco e critica apertamente l'amministrazione Lorenzini: "Tutti affidamenti diretti, perché tanta fretta di abbattere il birillo? Ci è costato di più".

“E' facile trovare consenso nell'abbattimento di un'opera inutile, mai funzionante e che ha attirato le critiche di tutta la cittadinanza, il classico esempio di spreco di risorse pubbliche col quale fare  propaganda populista. Se l'amministrazione ha finalmente trovato il coraggio di interloquire con la sovrintendenza per l'abbattimento, proponendo un progetto di riqualificazione della piazza e che garantisse il superamento delle barriere architettoniche per l'accesso ai binari,  perché tanta fretta di abbattere il birillo?” si domanda il consigliere Niccolò Bassilichi di Rignano Passione in Comune.
 
“Lo chiedo – prosegue – perché l'appalto per i lavori di demolizione (solo di demolizione, ancora per la nuova piazza ci sarà da aspettare almeno 5 anni, parole dell'assessore Uccella) è stato scorporato in più parti per avere importi inferiori ai 40.000 euro, cifra per la quale serve una gara pubblica. Tutte le lavorazioni sono state divise e date alle ditte per affidamento diretto. Questa procedura ha garantito la rapidità dell'esecuzione ma ci è costata sicuramente di più dato che le gare d'appalto servono proprio ad aumentare la concorrenza tra le imprese ed evitare sdoppiamento di voci all'interno dei capitolati: ponteggi, cantierizzazione, ecc”.
 
“Quindi, perché tanta fretta anche a costo di spendere di più? La risposta – attacca il gruppo di opposizione – purtroppo è semplice, il grande risultato deve essere visibile entro maggio, in perfetta concomitanza con le elezioni regionali, poco importa se così, di fatto, la campagna elettorale del Sindaco avrà dei costi indiretti a carico del cittadino. Valutando poi nello specifico questi costi, emergono molti dubbi: sull'ultimo pannello di cantiere esposto l'importo dei lavori ammonta a 30 mila euro ma dalle delibere trovate sull'albo del comune risultano 22.570 euro per la demolizione del manufatto e ponteggi, 8.720 euro per il solo getto integrativo del solaio che chiude il vano ascensore, l'allestimento di cantiere e nuovamente i ponteggi, 7.917 euro per la carpenteria metallica portante del solaio e 1.903 euro per la progettazione strutturale di tale solaio”.
 
“Totale, 41.111 euro, esclusi ulteriori 1.991 euro per il Coordinamento della sicurezza che dovrebbe essere già compreso all'interno degli altri computi ma che è stato comunque presentato come ulteriore affidamento.  Da tutto ciò – si legge nel comunicato stampa – manca inoltre il costo di rimozione dell'ascensore, la prima lavorazione eseguita. Sempre sul pannello di cantiere compare il nome di una ditta che si occupa di smaltimento di  materiali vari, ma non risultano voci di costo per questa lavorazione neanche nel primo pannello di cantiere, messo forse un po' frettolosamente visto che mancava l'indicazione dell'importo dei lavori e la data di fine lavori. Ci sono poi ancora molte incognite sul dopo-demolizione: il progetto della nuova piazza, sul quale non esistono certezze in quanto ai tempi di realizzazione, non risolverà i problemi di accessibilità ai binari, infatti il nuovo ascensore porterà dalla piazza del Comune al sottopassaggio e lì una persona con disabilità motoria potrà andare poco lontano, visto che non potranno essere fatte le rampe di accesso ai binari a causa delle pendenze. Anche la fermata dell'autobus, dall'altra parte della strada, non ha le dovute caratteristiche di accessibilità”.
 
“Sembra insomma che per l'amministrazione i risultati della buona politica siano i tagli dei nastri. Per noi la buona politica è il buon uso delle risorse pubbliche” conclude Rignano Passione in Comune.

 

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