23, Maggio, 2024

Tutti d’accordo sul Valdarno superiore per dare voce alla sanità e al territorio

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Incontro sulla sanità nella Pieve di San Giovanni Battista organizzato da Lions Club Masaccio Valdarno. Presenti, tra gli altri, il presidente della Conferenza dei sindaci, Maurizio Viligiardi, i sindaci di Figline Incisa Giulia Mugnai, di Montevarchi, Francesco Maria Grasso, di Terranuova Sergio Chienni, la presidente del Calcit Valdarno, Roberta Soldani, e il vicepresidente del Calcit Valdarno fiorentino, Mario Bonaccini.

"Quali ospedali in Valdarno?": il tema della sanità, quanto mai attuale e ricco di interesse per tutti i cittadini a giudicare dalla sala piena, è stato discusso in un incontro organizzato dal Lions Club Masaccio Valdarno nella pieve di San Giovanni Battista a San Giovanni. Sono intervenuti il presidente della Conferenza dei sindaci, Maurizio Viligiardi, i sindaci di Figline Incisa Giulia Mugnai, di Montevarchi, Francesco Maria Grasso, di Terranuova Sergio Chienni, la presidente del Calcit Valdarno, Roberta Soldani, e il vicepresidente del Calcit Valdarno fiorentino, Mario Bonaccini. Presenti anche alcuni gruppi di opposizione, associazioni, medici e tanti cittadini.

Ad aprire l'incontro è stato il dottore Gianni Mura che ha ripercorso le ultime tappe della sanità in Valdarno, quelle che al momento stanno destando preoccupazione in tutti. Da una parte la riforma sanitaria della Regione Toscana, con la creazione di tre Asl, i tagli, i risparmi sulle spese anche del personale, e il rischio per il Valdarno di diventare sempre più area periferica, dall'altra il regolamento attuativo approvato nel mese di gennaio dalla Conferenza Stato – Regioni che potrebbe avere ripercussioni importanti per i due ospedali della Gruccia e del Serristori di Figine con la riorganizzazione dei presidi su tre livelli. Mura ha terminato l'intervento con una domanda rivolta ai sindaci e al Calcit: non sarebbe adesso il caso di unire le forze e creare un bacino d'utenza di 150.000 abitanti per salvaguardare gli attuali ospedali e i servizi offerti?

Su un Valdarno aretino e fiorentino unito si sono espressi tutti favorevolmente. Si è iniziato a parlare, infatti, di Valdarno superiore con la possibilità di coinvolgere anche la Valdisieve e non solo per la sanità.

Giulia Mugnai, sindaco di Figline Incisa

"Vedo con favore l'unione. Nel documento che abbiamo presentato alla Regione parliamo di centralità del territorio. Quindi la mia risposta alla domanda è 'si' purchè questo significhi un potenziamento dei presidi, mantenendo i due poli con le eccellenze che sinora ci sono state. Nel 2013 abbiamo firmato con la Asl10 e la Regione i patti territoriali con i quali si garantisce il mantenimento delle attività con investimenti di 6 milioni di euro, oltre ai 7 spesi per le sale operatorie, e si ribadisce l'importanza dei servizi specialistici. Quei patti devono essere rispettati. Per quanto riguarda la sinergia e la collaborazione tra i due ospedali sono già iniziate con l'oculistica. Questo percorso deve continuare".

Maurizio Viligiardi, sindaco di San Giovanni e presidente della Conferenza dei sindaci

"Siamo d'accordo sul Valdarno superiore e abbiamo anche già iniziato il percorso. A tutti i candidati per la presidenza della Regione Toscana e per la carica di consiglieri nelle prossime elezioni abbiamo presentato un documento che prende in esame tre importanti realtà: la sanità, le infrastrutture e l'economia. Se vogliamo però stare tutti insieme in un territorio occorrono scelte frutto di una discussione e a scegliere dovranno essere i cittadini". Nel secondo intervento Viligiardi ha precisato: "La situazione ci deve far preoccupare. Le rassicurazioni non ci bastano. I patti devono essere rispettati". Poi ha concluso puntualizzando che la stessa appartenenza politica dei sindaci del Valdarno e del presidente della Regione Toscana non influirà sulle decisioni e sulle scelte future.

Mario Bonaccini, Calcit Valdarno fiorentino

"Stiamo valutando la situazione perchè adesso si sta attaccando la sanità pubblica. Il Valdarno è una realtà importante anche da un punto di vista produttivo e per questo si deve far valere. Noi vogliamo una sanità efficiente".

Roberta Soldani, Calcit Valdarno

"Noi siamo nati il 3 maggio 1991 a San Giovanni ma ci siamo chiamati Calcit Valdarno. Ci siamo costruiti il centro oncologico, la Radioterapia e tantissimi altri servizi come il Progetto Scudo. Invito tutti, quindi, a tutelare queste attività e a vigilare. La sanità ce la siamo costruita insieme ai cittadini e non vogliamo vederla rovinata da un foglio di carta".

Francesco Maria Grasso, sindaco di Montevarchi

"Il Valdarno è una città diffusa, se pensiamo singolarmente ai servizi altri prenderanno decisioni al posto nostro. Sono d'accordo sull'ambito unitario del Valdarno superiore ma dobbiamo far seguire i fatti alle parole, perchè rischiamo di perdere servizi di alto livello. Dobbiamo essere tutti uniti e che la parola passi ai cittadini".

Sergio Chienni, sindaco di Terranuova

"Si al Valdarno superiore perchè la nostra è un'area omogenea. I patti devono essere rispettati per esempio per il mantenimento dell'esistente e per la riduzione delle liste d'attesa tra le altre cose. Nella sanità si sono impegnati anche i nostri cittadini ed è per loro che i patti si devono rispettare".

Tra gli altri interventi quello di Paola Manetti della Lista civica Terranuova in Comune che da una parte ha espresso preoccupazione per la situazione a cominciare dai tagli e dall'altra si è detta favorevole alla creazione di un unico distretto sanitario ma nell'ottica dei servizi. "Vogliamo avere risposte politiche non tecniche dai nostri sindaci".

Poi il dottore Lucio Colonna: "Va bene batterci per un Valdarno unito ma rischiamo di trovarci davanti un macigno che ce lo impedisce come la legge regionale che, con la creazione di tre Asl, colloca di fatto il Valdarno già in periferia. Credo quindi che il primo passo da compiere sia chiedere l'abolizione della legge sul riordino del servizio sanitario".

Dunque tutti d'accordo sulla nascita del Valdarno superiore, una realtà omogenea da tanti punti di vista, che garantirebbe un bacino d'utenza importante e necessario per dare al territorio autonomia economica, sanitaria, e gestionale. Ma per questo occorre ancora lottare. 

Il prossimo appuntamento con la sanità è il consiglio comunale aperto alla cittadinanza che si terrà martedì 31 marzo alle 17.00 nella sala della musica di San Giovanni. Interverrà anche il direttore generale della Asl8 Enrico Desideri.

 

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