30, Novembre, 2022

Serristori, sopralluogo di Artini e Calò. “Così la struttura non può svolgere il ruolo di ospedale di zona”

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Dopo aver sollecitato più volte i sindaci di Reggello e Rignano, il consigliere provinciale e comunale di Rifondazione comunista Andrea Calò e il deputato del Movimento 5 Stelle Massimo Artini, hanno effettuato un sopralluogo al Serristori. Molti i problemi riscontrati. Non risulta attuato il protocollo firmato dai sindaci del Valdarno fiorentino con la Asl10

I sindaci, nonostante le sollecitazioni, non sono sinora intervenuti quindi il consigliere provinciale di Firenze e comunale a Reggello Andrea Calò e l'onorevole del Movimento 5 Stelle Massimo Artini hanno effettuato in prima persona un sopralluogo all'interno del Serristori. Lo scopo è stato quello di verificare se il protocollo firmato il 20 dicembre 2013 dai quattro sindaci del Valdarno fiorentino, dalla Regione e dalla Asl 10 fosse stato o meno rispettato. L'esito è stato demoralizzante, affermano in coro i due esponenti politici.

A distanza di tre mesi secondo Calò e Artini niente è stato attuato. Anzi. E questo nonostante che i numeri facciano ancora del presidio e del suo pronto soccorso un punto di riferimento importante per il Valdarno fiorentino.

La situazione documentata con tanto di foto da Artini e Calò è a loro dire "imbarazzante" e per questo chiedono ancora una volta ai sidaci, istituzioni competenti in materia, di verificare di persona la stato del Serristori a cominciare dalle tante promesse fatte con i patti territoriali.

“Siamo venuti per mandare un segnale – afferma Andrea Calò – Avevamo chiesto ai sindaci del Valdarno fiorentino, che hanno sottoscritto gli impegni del patto territoriale, di verificare in quali condizioni fosse il Serristori. Il sopralluogo purtroppo ci ha dimostrato che questo è un ospedale abbandonato, degradato e che comunque continua a rappresentare un polo di attrazione".

"La manutenzione non viene fatta. I cantieri, i progetti e i sopralluoghi non ci sono. Abbiamo trovato situazioni che segnalano necessità di intervento. In medicina, in oncologia, nel laboratorio, nella palazzina amministrativa, nella dialisi vi sono infiltrazioni di acqua. Nell'ingresso delle sale operatorie i cornicioni si staccano".

Oltre ai problemi strutturali vi sono quelli legati alla carenza del personale. A cominciare dalla cardiologia che prima era aperta fino alle 19.00 mentre adesso solo fino alle 15.00. L'onorevole Massino Artini rincara la dose:

“In ortopedia vi sono soltanto due ortopedici. Nei patti territoriali era stato specificato quali erano le presenze del personale in realtà o non sono state rispettate o lo sono state ma in maniera onerosa. In chirurgia vengono utilizzati medici di Torregalli o Ponte a Niccheri con costi esorbitanti e che servono solo a coprire ciò che il personale poteva fare prima che venisse ideata la week surgery”.

Il grido di allarme, dopo il sopralluogo, continua. Si parla anche di rifiuti abbandonati sotto la scala monumentale e di una situazione di incuria e degrado.

“I sindaci dovrebbero controllare – continua Massimo Artini – La gente del Valdarno sente la necessità di questo ospedale. I sindaci dovrebbero prendersi la responsabilità di quanto firmato. I patti sono stati siglati da loro, noi eravamo contrari. I sindaci, autorità competenti, vengano qua e controllino. C'è una discarica di cemento e di residui abbandonata sotto la scala monumentale. L'incuria è incredibile. L'ospedale dovrebbe dare un'idea di salute e buona sanità invece ci sono zone non illuminate, con gli intonaci da rifare. Ci sono reparti come la cardiologia che se il medico si ammala chiudono”.

Andrea Calò, poi, torna sulla ortopedia:

“I pazienti operati vengono trasferiti in medicina con problemi di promiscuità e di rischi clinici. Poi la pediatria: avvisiamo in tempo utile l'azienda e i sindaci, a luglio cessa l'attività uno dei due pediatri, ne rimarrà soltanto uno creando una situazione di grande sofferenza. Sulla chirurgia, poi, continuano a dire che non ci sono criticità. L'azienda ha ideato la week surgery: i medici lavorano su cinque giorni quindi hanno un debito orario. Per questo l'azienda li manda a Ponte a Niccheri per concludere l'orario di servizio e non certo per farsi un'esperienza professionale come dicono”.

Lunedì la Rsu farà un'assemblea con tutti i lavoratori del territorio e del distretto. “Sappiano i sindaci Lorenzi e Benucci e il direttore generale della Asl1 – continua Calò – che la settimana successiva noi saremo a fare la verifica sulla tenuta distrettuale”.

Su tutto infine si ergono i dati del pronto soccorso: nonostante la carenza del personale gli accessi non diminuiscono.

“È inutile che qualcuno giochi contro il Serritori: resterà sempre un ospedale, punto di riferimento importante per il Valdarno fiorentino. Non si pensi di indebolirlo. L'ospedale regge. Il tempo è scaduto: intervenite e ripristinate la legittimità delle cose”.

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