06, Febbraio, 2023

Serristori, interviene il PCI del Valdarno fiorentino

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La sezione valdarnese e fiorentina entra nel merito delle ultime notizie relative al presidio figlinese diventato per la Asl Toscana centro ‘ospedale Covid’

Sulla trasformazione del Serristori di Figline in ospedale Covid interviene il PCI del Valdarno fiorentino.

"L'ultima di una serie di notizie apparse nelle ultime settimane, è quella della trasformazione temporanea del presidio in ospedale specifico per l'accoglienza di pazienti affetti da infezione SARS CoV2. Fin qui tutto bene: l'emergenza impone scelte difficili e soprattutto occorrono posti letto, anche nella prospettiva di una curva epidemica ormai esponenziale. L'annuncio è dapprima apparso sui giornali e poi, a quanto sembra, vi è stata una comunicazione istituzionale. Comunicazione apparsa, tuttavia, su Facebook, divenuto ormai l’organo ufficiale della comunicazione politica. Si rimane perplessi se si ricapitolano le ultime settimane: chiusura del reparto "bolla" per i pazienti positivi; – spostamento del servizio di effettuazione tamponi; focolaio di contagi; scontro politico tra maggioranza ed opposizione sulla mancata convocazione di una commissione preposta ad accertare quale fosse l'origine del focolaio e quali azioni avesse intrapreso la ASL di concerto con il comune".

"Accanto a questo occorre anche chiedersi altre cose:  la ASL ha concertato con i sindacati di categoria questa scelta? I lavoratori sono stati coinvolti e, di conseguenza, debitamente formati? E' previsto un incremento di specialisti medici, anestesisti e rianimatori nonché la creazione di un’area sub intensiva per quei casi in peggioramento e in attesa di essere trasferiti? L'accesso al nosocomio sarà interdetto per le altre attività (visite ed esami specialistici)? E se sì dove e per quanto tempo? E se no con quali misure di sicurezza? Continueranno le attività chirurgiche programmate? Il CUP sarà spostato in altra sede? È già stata individuata? Crediamo che a queste domande (ma anche alle molte altre che possano giungere) sia la ASL che la Regione nonché l'Amministrazione Comunale debbano rispondere". 

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