22, Giugno, 2024

Una nuova associazione culturale. MAHmutt: eterogeneità, arti e aggregazione

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Nasce in Valdarno una nuova associazione culturale: MAHmutt. Una ventina di componenti di età ed estrazioni sociali differenti che scavando tra passioni e inclinazioni proprie, durante il periodo del lockdown, si sono poi costituiti come associazione culturale e stanno dando vita a progetti di diverso genere. MAHmutt, dopo mesi di lavori, progettazione e confronto, si è presentata al pubblico il 5 settembre in occasione della Festa del Perdono, pe rpoi insediarsi nello Spazio Politeama, in via Mochi a Montevarchi; dove attualmente sono tre i progetti che si stanno svolgendo in maniera incrociata: Una rassegna di musica immersiva “Pòlys-Theàma Èch-ò – Incontri immersivi tra suoni e arti figurative;  un’altra rassegna con protagonista l’ascolto di musica ed altro: “Ascoltami” e infine “Leggimi” una serie di incontri volta alla presentazioni di alcuni libri.

Andrea Bigazzi, Presidente dell’associazione, ne racconta la genesi e illustra i progetti in corso e futuri:“MAHmutt nasce durante il lockdown quando come persone singole abbiamo iniziato a pensare a quelli che sono i nostri sogni, le nostre necessità, i nostri desideri, immaginandoci un dopo. Ora è troppo fresca come dinamica per capire cosa è successo veramente nella struttura sociale però noi in qualche modo ci siamo messi a dire di voler creare qualcosa. Quindi ci sono state due o tre persone che hanno iniziato per gioco ad immaginarsi attravaerso le proprie attitudini e necessità o sogni, cosa voler vivere, trasmettere, fare, per quello che in quel momento mancava: la socializzazione; il poter stare insieme. Era nata l’idea che attraverso la cultura e l’aspetto anche sociale si creasse un luogo dove si potesse concretizzare questa cosa.”

Continua Andrea: ” Quando abbiamo iniziato a pensare a un luogo dove creare tutto questo, ci siamo imbattuti in una struttura che avrebbe avuto bisogni di costi di ristrutturazione che non avremmo potuto permetterci; poi l’incontro quasi casuale col proprietario del Politeama. Da quel momento sono passati molti mesi di tentativi di avvicinamento per raggiungere un accordo. Siamo 15 persone molto variegate sia come età che astrazione sociale: ci sono artisti, professionisti, studenti. Persone che vanno dai 25 ai 65 anni che hanno portato fino ad ora un loro messaggio, desiderio che si trova un po’ mappato sulla nostra mission. Quindi siamo un gruppo di persone che ha rinnovato l’esigenza di aggregarsi da lontano, da punti diversi di partenza con l’intento di trovare un denominatore comune che è quello di far emergere dal territorio e attraverso il territorio, tutta una serie di elementi relativi all’arte e alla socialità che portano a rinnovare un desiderio di aggregazione.”

“Una volta insediati nello Spazio Politeama, abbiamo capito che l’ambizione non può mancarci” – spiega Andrea- “ Qui puoi vederci qualsiasi tipo di intervento perchè l’ambiente è neutro,c’è un aspetto positivo e uno negativo a questo riguardo. Da una parte ci puoi vedere sia un mercato, che un concerto, un balletto – ma allo stesso tempo è un ambiente da organizzare di volta in volta; non ha specificità a livello architettonico e di arredamento. Ciò che ci stimola in questo momento è far sì che tutte le realtà di età e astrazione sociale si mettano in moto per trovare i collegamenti per passare dal territorio.”

Quali i prossimi eventi? Andrea:”All’attivo abbiamo una rassegna musicale che dura un mese, sono quattro eventi; c’è un mercato dell’artigianato che ci sarà il 18 e il19 dicembre, una domenica dedicata al balletto, c’è una compagnia teatrale che collaborerà con noi per un mese durante il quale organizzeremo delle cene con teatro. Quindi da dicembre un menù variegato e vastissimo di iniziative che da subito fanno capire la multidisciplinarità dell’ambiente.” Conclude Andrea: ” Come associazioni culturale, non siamo smaniosi del profitto. Cerchiamo, attraverso il confronto, di proporre una rete di eventi veramente variegata. Sfuggire alle idee del mercato è difficile ma, collaborando con l’amministrazione e cercando di partecipare ai bandi, riusciremo a collocarci e trovare il nostro raggio d’azione. L’inizio è buono, siamo soddisfatti del lavoro che stiamo facendo. Durante gli eventi, il nostro gruppo di lavoro è sorridente, questo è il vero indice di buona riuscita”.

 

 

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