“Radici e Futuro”, quattro incontri per il rilancio rurale di Castelnuovo d’Avane

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Memoria storica, vocazione agricola e visione del futuro si intrecciano nel progetto “Radici e Futuro”, promosso dal Distretto Rurale e Bio del Valdarno di Sopra all’interno del programma Avane Centrale Creativa, dedicato alla rigenerazione socioculturale del borgo.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di costruire un percorso di sviluppo territoriale fondato sull’integrazione tra cultura, agricoltura, sostenibilità e comunità, mettendo in rete imprese agricole, operatori turistici, istituzioni e cittadini. Non un semplice ciclo di incontri, ma un vero lavoro di coprogettazione che punta a sperimentare modelli sostenibili e replicabili di economia rurale, capaci di valorizzare paesaggio, prodotti locali e identità storica del Valdarno.

Il progetto si articola in una serie di workshop, visite sul campo e incontri pubblici dedicati alla narrazione delle aziende agricole e dei prodotti del territorio, con particolare attenzione agli elementi identitari delle realtà coinvolte e alla costruzione di esperienze turistiche autentiche.

A sottolineare il valore simbolico dell’iniziativa è il paesaggista Elia Renzi, che richiama la storia complessa di Castelnuovo d’Avane, luogo profondamente trasformato dalle attività minerarie e industriali del secolo scorso:”Ripartire proprio da qui, dove il rapporto tra uomo e natura ha conosciuto forti squilibri, significa ricostruire un’armonia perduta. Oggi il paesaggio torna a essere spazio di cultura, socialità e nuove prospettive”.

Per Michele Rossi, rappresentante del Distretto Rurale, il progetto va ben oltre il semplice ciclo di incontri:“Non è solo formazione, ma un vero percorso di coprogettazione territoriale che mette insieme agricoltura, cultura, comunità e territorio. Da qui possono nascere modelli sostenibili replicabili in tutto il Valdarno”.

Un ruolo centrale è affidato anche al Comune di Cavriglia, partner istituzionale dell’iniziativa. L’assessore Paola Bonci parla di un progetto strategico all’interno del programma culturale del borgo:“È un percorso che unisce ruralità, cultura del cibo, turismo sostenibile e ricostruzione del paesaggio. Un vero fiore all’occhiello per Castelnuovo d’Avane”.

Sul piano tecnico, i contenuti degli incontri saranno approfonditi da Pietro Isolan, divulgatore e formatore specializzato in agricoltura ecologica: “Affronteremo temi cruciali come fertilità dei suoli, sostanza organica, biodiversità e buone pratiche per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e dell’erosione dei terreni”.

Il calendario prevede quattro appuntamenti: il 21 aprile dedicato a inclusione e agricoltura sociale, il 9 maggio su eredità e visioni condivise, il 18 maggio focalizzato su turismo rurale e cultura locale e il 28 maggio incentrato su agricoltura biologica e innovazione green. Gli ultimi due appuntamenti si svolgeranno presso Piano di Erboli e Tenuta San Jacopo, eccellenze del territorio cavrigliese.

Il progetto si chiuderà nel mese di giugno con la presentazione di un report finale sulle attività svolte, strumento che potrà diventare la base per nuove strategie di rigenerazione del borgo e per futuri modelli di sviluppo rurale sostenibile.

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