03, Marzo, 2024

Il Liberty a Montevarchi protagonista di un video, frutto del lavoro degli studenti del Petrarca

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Raccontare il liberty a Montevarchi attraverso gli esempi architettonici, la storia, i monumenti, ma anche foto, disegni ed elaborazioni tecniche: è il lungo lavoro che hanno portato avanti gli studenti della scuola media dell’Istituto Petrarca di Montevarchi, che su questo progetto si sono impegnati anche fuori dall’orario scolastico, persino durante i mesi estivi. Ora tutto viene raccontato con un video, realizzato dagli stessi studenti e dai loro insegnanti, che sarà proiettato per la prima volta sabato 25 febbraio, alle ore 17, al Palazzo del Podestà: nell’occasione si aprirà anche una mostra di lavori e oggetti che raccontano il Liberty, sempre a cura degli studenti del Petrarca.

“Un evento molto importante per la nostra comunità – ha commentato il sindaco, Silvia Chiassai Martini – questo video ripercorre la storia imprenditoriale e culturale artistica della nostra città. Montevarchi a cavallo fra ‘800 e ‘900 era una realtà industriale fervida, soprattutto per la produzione del cappello, e gli imprenditori avevano rapporti con la Francia e Parigi, non solo dal punto di vista degli scambi commerciali ma anche culturali. Così iniziò a diffondersi il Liberty nel nostro territorio. I ragazzi della Petrarca, con questa ricerca, hanno lavorato sul territorio studiando la storia e l’arte, per tramandare tutto questo con uno stile moderno e attuale”.

“Il lavoro – ha spiegato la professoressa Simona Chimentelli, dirigente scolastica – nasce da un bando dello scorso anno che puntava a lavorare sul proprio territorio. La Petrarca ha scelto di lavorare su Montevarchi e sul Liberty; la ricerca è partita dall’osservazione di ville, monumenti e realizzazioni in stile, poi è stata utilizzata la fotografia, la ricerca storica, la realizzazione di disegno tecnico. Il video è la sintesi di tutto questo, e contiene anche musiche degli anni ’20: tutto è curato dai ragazzi, che hanno collaborato in un progetto realmente inclusivo, che ha dato a tutti la possibilità di esprimersi e valorizzare le proprie competenze. Devo poi ringraziare chi ha collaborato, dai Fotoamatori Mochi alla Biblioteca La Ginestra, fino alla Fondazione Bossini”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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