Sette laboratori, sette linguaggi e un obiettivo comune: raccontare Castelnuovo d’Avane attraverso le persone, la memoria e l’immaginazione. Arriva alla sua conclusione “Trame d’Avane”, il progetto realizzato dalla Cooperativa 4 Luglio insieme a Elephas APS e Big Ben Studio nell’ambito del Bando Cultura collegato al percorso di rigenerazione dell’Antico Borgo di Castelnuovo d’Avane.
Il risultato del lavoro sarà presentato sabato 19 settembre, dalle 17, nella Sala “Silvano Poggi” di Castelnuovo dei Sabbioni, con una mostra che raccoglierà le produzioni realizzate durante i diversi laboratori.
“È un progetto a più mani – spiega l’assessore al Turismo di Cavriglia Paola Bonci – con la presenza importante della Cooperativa 4 Luglio, che lavora ormai da anni sul territorio, e la collaborazione preziosa di Elephas APS e Big Ben Studio. Sono associazioni fatte di persone che si sono fatte in quattro per realizzare un progetto estremamente articolato”. Il filo conduttore, secondo Bonci, è stato soprattutto quello della narrazione:”La dimensione centrale è stata proprio la narrazione, attraverso la produzione di libri, sculture e laboratori fotografici. Tutto per raccontare il progetto di rigenerazione di un borgo come Castelnuovo d’Avane”.
Non un semplice insieme di attività artistiche, dunque, ma un percorso che ha utilizzato linguaggi differenti per guardare allo stesso luogo. Scrittura, video, fotografia, illustrazione, pittura e scultura hanno permesso ai partecipanti di confrontarsi con il paesaggio e con la storia del borgo, mentre la cucina storica ha aggiunto un’altra chiave di lettura legata al rapporto tra territorio, tradizioni e persone.
Per Michele Del Giudice, presidente della Cooperativa 4 Luglio 1944, la mostra sarà soprattutto il momento della restituzione alla comunità: “Il 19 settembre racconteremo tutti i risultati dei sette laboratori, dedicati a linguaggi artistici differenti. L’obiettivo era raccontare sia la storia del borgo di Castelnuovo d’Avane sia la rigenerazione che sta avvenendo”. Un progetto che, sottolinea Del Giudice, ha avuto anche il merito di allargare il coinvolgimento oltre i confini comunali: “Sono particolarmente contento del fatto che si sia aperto anche oltre i confini del Comune, coinvolgendo Elephas e Big Ben Studio, realtà limitrofe che operano nel Valdarno. Questo ci ha permesso di aprire la narrazione al di fuori del semplice confine comunale”. Alla mostra saranno esposti i risultati dei diversi percorsi: dai video alle fotografie, dagli elaborati grafici alle opere realizzate con materiali e tecniche differenti. Ci sarà anche il libro nato dall’incontro tra il laboratorio di scrittura e quello di illustrazione.
“L’idea che ha guidato tutto il progetto – racconta Piero Grazi, presidente di Elephas – è stata quella di coinvolgere più linguaggi e più storie per raccontare una memoria che era una memoria e che può diventare un futuro”. Grazi anticipa anche cosa troveranno i visitatori: “Ci saranno i video prodotti dal Multimedia Studio, il libro realizzato dal laboratorio di narrazione e disegno, manufatti artigianali e una mostra fotografica. È il risultato del lavoro di più generazioni che si sono avvicendate sia nel racconto sia nella produzione degli elaborati”. E la mostra, nelle intenzioni degli organizzatori, non dovrebbe rappresentare un punto di arrivo definitivo. “L’idea – aggiunge Grazi – era creare un momento in cui non finisce tutto sabato. Vorremmo che fosse qualcosa capace di gettare le basi per un nuovo futuro condiviso da queste persone. Una memoria che genera futuro”.
Sul versante editoriale, un ruolo importante è stato svolto da Big Ben Studio. “Il nostro apporto – spiega Francesco Benucci – è stato soprattutto nella ricerca dei docenti per i corsi dedicati alla parte editoriale, quindi scrittura e illustrazione, e nella stesura di quello che è diventato poi il libro nato da questa esperienza”. Il volume raccoglie infatti il lavoro sviluppato nei laboratori di scrittura e illustrazione, aggiungendo un ulteriore tassello alla narrazione collettiva di Castelnuovo d’Avane.
La mostra di sabato sarà quindi l’occasione per vedere concretamente il risultato di un percorso durato più di un anno, ma anche per riflettere sul significato più ampio dell’iniziativa: usare la cultura e la creatività per mantenere viva la memoria di un luogo e, allo stesso tempo, immaginarne il futuro.

