Cento anni di presenza dei Frati Francescani a Figline: tre giorni di celebrazioni

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Questo fine settimana la comunità di Figline celebra i cento anni della presenza dei Frati Francescani nel paese. Per l’occasione sono stati organizzati tre giorni di incontri e celebrazioni e iniziative aperte alla cittadinanza.

La presenza dei Francescani a Figline risale già ai primi anni del 1300, legata ai frati minori conventuali successivamente allontanati durante le soppressioni degli ordini religiosi. Nel 1926, in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco, ai frati conventuali fu concessa la possibilità di tornare a Figline, anche se non venne accolta. Fu così che vennero invitati i frati minori, provenienti dal convento di San Romolo e già presenti anche a Incisa e Montecarlo di San Giovanni.

In questo modo il 6 giugno 1926 un piccolo gruppo di religiosi si insediò quindi a Figline, dando avvio a una nuova fase che portò alla nascita dell’Istituto Marsilio Ficino, che celebra anch’esso il centenario. All’arrivo dei frati, il convento si presentava in condizioni molto precarie, essendo rimasto abbandonato per anni. In seguito era stato anche utilizzato da nuclei familiari, diventando di fatto una struttura occupata. Con il passare del tempo, però, l’edificio fu progressivamente recuperato. una parte venne destinata a convitto per gli studenti e ad aule scolastiche, dando origine all’attuale istituto Marsilio Ficino mentre un’altra parte rimase destinata alla residenza dei padri francescani.

Da questa storia prende avvio il programma delle celebrazioni che coinvolgerà la comunità per tre giorni. Le celebrazioni inizieranno venerdì 12 giugno alle ore 18 con la Santa Messa di apertura nella Chiesa di San Francesco. La funzione sarà presieduta da monsignor Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, e rappresenterà il momento inaugurale dell’intero programma. La serata proseguirà poi alle 19:15 con un appuntamento dedicato alla memoria e alla storia dell’Istituto M. Ficino. L’incontro, intitolato “Racconti dalla Scuola”, ripercorrerà i cento anni dell’istituto attraverso le testimonianze di ex alunni, ex docenti e persone che hanno vissuto direttamente la realtà scolastica. Alle 20:30 l’attenzione si sposterà in Piazza San Francesco, dove è prevista una cena comunitaria.

La giornata di sabato 13 giugno si aprirá invece alle 10:30 nella Chiesa di San Francesco con la presentazione di un libro scritto da padre Ugo Rossi. L’opera verrà illustrata insieme alle testimonianze delle associazioni di Figline.
Nel pomeriggio, alle 17, la stessa chiesa ospiterà la presentazione del ciclo di affreschi curata da Giovanni Ariono, studente dell’Istituto M. Ficino. Alle 18:30 si celebrerà una nuova Santa Messa, questa volta in memoria dei frati che hanno operato nel passato. La celebrazione sarà presieduta da padre Guido Fineschi, provinciale dei Frati di Toscana. La serata culminerà alle 21 con una festa in Piazza San Francesco. Il programma prevede scene eseguite dal gruppo “Il Fantasma di Figline” e un accompagnamento musicale affidato al Saint Mary Gospel Choir.

Le manifestazioni si concludono domenica 14 giugno, alle 9 e alle 11 verranno celebrate due Sante Messe nella Chiesa di San Francesco. Nel pomeriggio, alle 17 la festa si trasferirà nuovamente in piazza per un grande momento pubblico che prevede il saluto delle autorità e un’esibizione straordinaria degli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini. Alla manifestazione parteciperanno anche le autorità cittadine, sottolineando il valore civile oltre che religioso dell’iniziativa. L’ultimo appuntamento è fissato alle 18 con una Santa Messa accompagnata dalla processione di Sant’Antonio di Padova. Al termine della funzione, la festa si concluderà con un momento conviviale aperto a tutti, durante il quale vengono offerti panini e bibite.

A sottolineare il significato dell’anniversario è frate Alessandro: “Per noi ha un significato di profonda restituzione. San Francesco usava molto questa parola, “restituire”, cioè restituire a Dio il bene ricevuto. E per noi è proprio questo il senso: non tanto celebrare un risultato, quanto dire grazie per il tempo vissuto e restituire tutto questo bene alla comunità che ci ha permesso di viverlo. I frati di Figline senza Figline non sarebbero niente. Per questo per noi era molto importante, anche nella fase organizzativa, coinvolgere la cittadinanza, questo momento non vuole essere soltanto dei frati, ma ha un forte significato anche per la comunità. È un modo per restituire il bene ricevuto e per riconsegnarlo poi alle generazioni future. È un trampolino di lancio per il domani”.

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