29, Novembre, 2022

Chiuso e sequestrato dal Tribunale di Arezzo un “polo estrattivo” per la produzione di inerti

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I carabinieri della sezione di P.G. della Procura di Arezzo, insieme ai colleghi del Gruppo Carabinieri Forestale di Arezzo, hanno dato esecuzione ad una ordinanza del Tribunale di Arezzo e sottoposto a sequestro preventivo due stabilimenti adibiti alla prima lavorazione degli inerti da cava situati in località Casa Corneto nel Comune di Terranuova Bracciolini e in località Piandichena nel Comune di Laterina.

Le ipotesi di reato vanno dalla gestione di rifiuti speciali costituiti da terre e rocce in assenza di autorizzazione, alle emissioni diffuse in atmosfera anch’esse senza autorizzazione, alla dispersione diffusa e incontrollata di rifiuti liquidi su suolo e sottosuolo e, infine, al cambio di destinazione d’uso del suolo determinato dall’esercizio di abusivo di stabilimenti in aree agricole o comunque non compatibili con la finalità. Il sequestro ha coinvolto anche una società del comune di Montevarchi per aver effettuato illeciti trasporti di rifiuti speciali verso i due stabilimenti.

L’indagine, scattata nel periodo compreso tra marzo e aprile 2021, aveva portato alla luce l’esistenza di una intensa attività di raccolta e trattamento di rifiuti di terre e rocce, destinati alla produzione di inerti per l’edilizia, da parte di due stabilimenti che operavano, rispettivamente, in assenza di autorizzazione. Il materiale era confluito verso il cantiere dei lavori di realizzazione della terza corsia dell’Autostrada Firenze Sud e verso ditte edili e privati della zona.

“In particolare, lo stabilimento di Laterina insiste, secondo la prospettazione accusatoria – spiegano i carabinieri – su superfici mai autorizzate ad ospitare un insediamento produttivo, mentre, per quanto riguarda l’insediamento di Casa Corneto, il ciclo produttivo avveniva in violazione dell’autorizzazione originariamente concessa poiché all’interno del medesimo invece di confluire terre e rocce dall’unico sito autorizzato a produrle (Cava Poggio Sud) giungevano sedimenti dallo Stabilimento di Laterina in capo alla medesima Società. Pedinamenti, l’impiego di aeromobili a pilotaggio remoto e l’utilizzo di dispositivi GPS hanno permesso di ricostruire il ciclo produttivo di entrambi i siti e ad ipotizzare una vera e propria illecita gestione di rifiuti che per mesi e mesi ha alimentato una grande opera pubblica e cantieri edili della zona”.

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