12, Aprile, 2024

Caso di meningite in Valdarno: parla e spiega la dottoressa Elena De Sanctis

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Caso di meningite in Valdarno: la dottoressa Elena De Sanctis, direttore Igiene e Sanità pubblica Area Est, spiega e precisa. Intanto Il giovane di 19 anni si trova ricoverato al San Donato di Arezzo in condizioni stabili. 100 le persone già sottoposte a profilassi.

“Il tipo di batterio che ha causato la meningite non è stato identificato – chiarisce la dr.ssa Elena De Sanctis, direttore Igiene e Sanità pubblica Area Est – perché il ragazzo, di 19 anni, studente dell’Istituto Isis Valdarno, è subito stato trattato con terapia antibiotica dopo essersi presentato in pronto soccorso con i sintomi di forte cefalea. Inizio dei sintomi il 13 marzo e ultimo giorno di scuola il giorno 15 marzo”.

“La tempestiva somministrazione di antibiotici – prosegue – ha migliorato subito la situazione clinica del ragazzo ma ha impedito di chiarire con assoluta certezza il tipo e il ceppo di appartenenza del batterio responsabile. Con il sospetto, tuttavia che si tratti di meningite meningococcica – è l’invito della dr.ssa De Sanctis – è opportuno che le persone che abbiano avuto un contatto stretto con il giovane si sottopongano a profilassi con specifici antibiotici. I contatti familiari e gli studenti sono già stati chiamati dal servizio di Igiene, in tutto circa 100 persone”.

I luoghi frequentati

“L’indagine effettuata dalla Asl Toscana Sudest – chiarisce la dr.ssa Elena De Sanctis – ha permesso di risalire ai luoghi frequentati dal ragazzo nei giorni precedenti l’esordio dei sintomi. Il ragazzo ha frequentato la discoteca Nirvana di Terranuova Bracciolini fra sabato 11 e domenica 12 marzo dalla mezzanotte alle 03.00 circa. Ha inoltre frequentato una palestra: i frequentatori sono già stati contattati dal Servizio di Igiene Pubblica della Zona Valdarno per la profilassi antibiotica”.

“Si ricorda che la profilassi dovrà essere eseguita anche se è gia stata effettuata la vaccinazione antimeningococcica – conclude De Sanctis -. Non è necessaria la chiusura degli ambienti frequentati dal malato né la disinfezione. Le persone vicine ai contatti stretti del malato non sono da considerare a rischio”.

I sintomi possono manifestarsi da due a dieci giorni dal contatto. In particolare, per la forma più grave, irrigidimento della parte posteriore del collo, febbre alta, mal di testa, vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni, rash cutaneo di tipo emorragico. In caso di necessità si invita a rivolgersi al proprio medico curante o al Servizio di Igiene Pubblica della ASL per tutte le indicazioni necessarie.

Cosa è la meningite

“La meningite è un’infiammazione delle membrane che avvolgono il sistema nervoso centrale (le meningi) causata da batteri, da virus, da funghi e da altri agenti patogeni. Le più aggressive sono le forme batteriche provocate da vari sierogruppi di Neisseria Meningitidis. Esistono 13 sierogruppi di meningococco, di cui 5 (A, B, C, Y, W135) sono responsabili della malattia meningococcica invasiva. Tra questi, i principali responsabili della malattia meningococcica in Italia sono i sierogruppi B e C. In caso di infezione batterica, occorre somministrare la profilassi antibiotica ai contatti stretti intendendo con questa definizione coloro che nei 7 giorni precedenti alla manifestazione dei sintomi abbiano condiviso l’abitazione o un ambiente di studio (la stessa classe), di lavoro (la stessa stanza) o lo stesso mezzo di trasporto per viaggi di almeno 8 ore, abbiano dormito nella stessa casa o mangiato allo stesso tavolo del malato, abbiano avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) o abbiano avuto contatti ravvicinati, siano stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca)”.

La vaccinazione

“I contatti stretti non ancora vaccinati è opportuno che, oltre alla profilassi antibiotica, si sottopongano anche alla vaccinazione. Profilassi e vaccinazione da effettuare il prima possibile dal contatto. La vaccinazione è indicata quando si è in presenza di meningite meningococcica. La vaccinazione contro il meningococco C, oltreché per i contatti di un caso, è fortemente raccomandata e offerta gratuitamente a tutti i bambini e ragazzi fino al compimento dei 20 anni oltre che ai soggetti a rischio per patologia. Per i nati dal 2014 è offerta anche la vaccinazione contro il meningococco B, altro pericoloso batterio causa di meningiti”.

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