Publiacqua lancia anche per il 2025 il Bando Cultura: come già negli anni passati, sono previsti contributi a fondo perduto per le realtà culturali del territorio in cui opera la società. Nel complesso, a disposizione c’è un importo di 150.000 euro. A presentare il Bando Cultura 2025, questa mattina, è stato il Presidente di Publiacqua Nicola Perini.
Il Bando Cultura, nello specifico, finanzia la produzione e realizzazione di eventi culturali ed è riservato a soggetti senza scopo di lucro, che operano sul territorio dei 46 Comuni dove l’azienda gestisce il servizio idrico. Per tutti i soggetti che rientreranno nei requisiti previsti dal bando è previsto un cofinanziamento che potrà arrivare ad un massimo di 20.000 euro e coprire fino al 30% del costo complessivo del progetto.
Il bando è scaricabile sul sito Publiacqua.it. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 5 maggio 2025.
Dal 2020 al 2024, Publiacqua ha già sostenuto questo settore con un bando annuale che ha consentito complessivamente di finanziare 129 progetti di produzione artistica e culturale per un valore totale di circa 635.000 euro.
La finalità è finanziare eventi tesi a promuovere il patrimonio culturale, paesaggistico e storico del territorio attraverso interventi diretti allo sviluppo della sua conoscenza e fruizione. Il legame con il territorio in cui Publiacqua opera deve risultare dal progetto e deve essere specifico.
“Il bando – ha sottolineato il Presidente Perini – quest’anno contiene una novità importante: i progetti, oltre che al loro valore culturale, saranno analizzati anche in considerazione degli obiettivi di sostenibilità e dei valori e dei comportamenti che Publiacqua promuove al suo interno e nelle relazioni con i propri stakeholder: la cultura della legalità, ma anche inclusione e contrasto all’emarginazione. La cultura è da sempre un canale di diffusione di valori e uno strumento di educazione: per questo motivo abbiamo considerato utile inserire un punteggio premiante a progetti che vadano nella direzione di parlare dei temi ricordati e che sono propri del nostro agire e delle nostre politiche”.