Due giornate di confronto, approfondimento e partecipazione, durante le quali gli studenti hanno scelto di vivere la scuola come uno spazio di dialogo e crescita collettiva. È l’esperienza che ha coinvolto le studentesse e gli studenti dell’ISIS Valdarno e dei Licei Giovanni da San Giovanni, protagonisti di un’assemblea continuativa organizzata nell’ambito delle mobilitazioni studentesche che hanno interessato il territorio e il resto del Paese.
Un’iniziativa nata dalla richiesta degli stessi ragazzi e accolta dalla Dirigente scolastica, professoressa Lucia Bacci e dagli organi collegiali, con l’obiettivo di creare un’occasione di riflessione e responsabilizzazione.
La Dirigente scolastica spiega: “In questi giorni complessi per le mobilitazioni studentesche in tutto il Paese, le studentesse e gli studenti hanno richiesto di poter svolgere due giorni di assemblea continuativa, per discutere dei problemi che hanno caratterizzato le proteste. Gli errori di pochi non hanno impedito l’esempio positivo di molti e dunque l’accoglimento di tali richieste”.
A raccontare come è nata l’iniziativa sono gli stessi rappresentanti d’istituto dei Licei Giovanni da San Giovanni, che hanno sottolineato la volontà di prendere parte alle mobilitazioni attraverso modalità pacifiche e organizzate. I rappresentanti raccontano: “Noi, in quanto rappresentanti, siamo andati dalla Preside per informarci su come poter prendere parte a queste mobilitazioni in maniera pacifica e organizzata. Abbiamo iniziato a valutare diverse possibilità, tra cui quella dell’assemblea continuativa di due giorni”.
La proposta ha richiesto un lavoro di preparazione, dalla consultazione del regolamento alla presentazione di una richiesta formale accompagnata da un programma delle attività e delle tematiche da affrontare. Un’organizzazione che ha coinvolto direttamente gli studenti, chiamati a gestire anche gli aspetti pratici legati agli spostamenti e alla sicurezza all’interno degli edifici scolastici.
I rappresentanti spiegano: “Il nostro obiettivo principale era rendere le persone consapevoli. Abbiamo cercato di affrontare temi che riguardassero tutti, indipendentemente dalle idee politiche. Una manifestazione può fare più rumore, ma attraverso un’esperienza come questa si può arrivare a una maggiore consapevolezza di ciò che sta accadendo”.
Gli studenti hanno evidenziato anche il valore della responsabilità individuale e collettiva: organizzare e gestire le attività ha significato mettersi alla prova, imparando a confrontarsi e a collaborare. Un altro aspetto significativo è stato il dialogo tra i rappresentanti dei diversi indirizzi scolastici, che hanno avuto l’opportunità di condividere riflessioni ed esperienze, superando distanze e differenze.
Durante le due giornate, gli studenti hanno organizzato un programma di attività che ha previsto la visione di video e docufilm, momenti di approfondimento e confronto e la realizzazione di cartelloni dedicati ai temi affrontati.
Nei Licei le classi hanno lavorato su questioni di attualità, dalle manifestazioni studentesche al carovita, fino alle difficoltà economiche delle famiglie e alle prospettive future dei giovani. Sono stati realizzati cartelloni, slogan e materiali di approfondimento, anche attraverso attività di gruppo e con il supporto degli insegnanti. In alcune classi sono state proposte anche simulazioni e attività pratiche per riflettere sulle conseguenze concrete dell’aumento del costo della vita sui bilanci familiari.
La giornata conclusiva al Ferraris è stata invece caratterizzata da un debate in palestra, che ha coinvolto le classi prime, seconde e terze. Gli studenti, suddivisi in squadre chiamate a sostenere tesi contrapposte, si sono confrontati sui temi da loro scelti attraverso un dibattito regolamentato, nel quale ciascuno ha potuto esprimere le proprie argomentazioni, rispettando i turni di parola e i tempi concordati.
Tra gli argomenti affrontati, le manifestazioni di protesta nelle piazze e nelle scuole, il carovita e il ricorso alla violenza nelle proteste, la spesa pubblica e l’utilizzo delle risorse da parte dello Stato, le guerre e la loro giustificazione come forma di difesa, la gestione delle accise.
Le attività hanno permesso ai ragazzi di approfondire in classe i temi che stanno loro a cuore, anche grazie al supporto dei professori, che si sono resi disponibili ad accompagnarli nella ricerca delle fonti, negli approfondimenti e nelle riflessioni. Gli studenti hanno così saputo incanalare le proprie idee in un dialogo costruttivo, vivendo per due giorni la scuola davvero come una casa da abitare, uno spazio nel quale confrontarsi, esprimere opinioni e sentirsi parte di una comunità.
Fondamentale è stato il ruolo dell’intera comunità scolastica. La dirigente, il personale ATA e i docenti hanno rappresentato punti di riferimento importanti, capaci di ispirare fiducia e condivisione, accompagnando gli studenti in un percorso che ha privilegiato l’ascolto e il confronto, lasciando loro la possibilità di gestire in modo responsabile e autonomo la partecipazione all’assemblea.
Come sottolinea la Dirigente scolastica Lucia Bacci: “Abbiamo scelto l’ascolto e il confronto, lasciando che gli studenti gestissero in modo responsabile e autonomo la partecipazione all’assemblea”. Il bilancio delle due giornate è dunque positivo, sia per la partecipazione degli studenti sia per la capacità di affrontare questioni complesse attraverso il confronto. Un’esperienza che mette in luce come la scuola possa offrire strumenti diversi per esprimere il dissenso, approfondire i problemi e sviluppare una maggiore consapevolezza.

