Sarà una giornata di manifestazioni e possibili disagi quella di domani, venerdì 30 ottobre, a causa della mobilitazione nazionale indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB), che riguarda sia il settore pubblico che quello privato. Il ministro Salvini, su invito della Commissione di garanzia, ha precettato il settore dei trasporti; ma resta confermato lo sciopero che interesserà il mondo della sanità, quello della scuola, i servizi. L’USB, inoltre, ha confermato lo sciopero per l’intera giornata anche nei trasporti, “accollandosi le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime”.
Tra le principali richieste di USB ci sono l’adeguamento degli stipendi all’aumento del costo della vita; interventi per ridurre i prezzi dei beni essenziali, le bollette e i costi degli affitti, e una riduzione dell’IVA sui beni di prima necessità. Secondo USB, il governo sta destinando troppe risorse alle spese militari, mentre quelle per la sanità, l’istruzione e gli altri servizi pubblici rimangono insufficienti.
A unirsi alla protesta, in tutta Italia, saranno anche le principali associazioni studentesche. E una manifestazione è prevista anche in Valdarno, a Montevarchi.
L’annuncio è del sindacato degli studenti del Valdarno ArezzoRev a cui si è unito nella protesta il Collettivo Volpe (giovani del Circolo Arci Redstone e Amarci Marzocco) . L’appuntamento è alle 7.30 davanti alla sede centrale dell’IIS Benedetto Varchi in viale Matteotti. I promotori della manifestazione invitano studenti e docenti a partecipare, a sostegno dello sciopero generale nazionale. “Chiediamo strutture scolastiche sicure: non si possono vivere delle scuole in cui fa freddo, le aule sono fitte, dove c’è la muffa e le infiltrazioni. Una diminuzione del costo della scuola, che sia davvero accessibile a tutti; il 5% del PIL all’istruzione e non al riarmo; trasporti efficienti e capillari”.
Il percorso, concordato con le forze dell’ordine, partirà dalla sede dei Licei Varchi e arriverà fino a Piazza Vittorio Veneto.
Il programma:
7:30 – ritrovo di fronte alla sede centrale del Varchi (Viale G. Matteotti);
8:00 – inizio interventi, canti e diffusione sonora;
9:00 – partenza del corteo;
12:00 – conclusione della manifestazione.
Lettera aperta delle studentesse e degli studenti di Arezzo Rev
Carissimi/e studenti/esse, carissime/i docenti, carissime Dirigenze Scolastiche, carissimi/e Sindaci e amministrazioni comunali, carissime Associazioni del nostro territorio, carissime/i cittadine e cittadini, questi giorni si parla continuamente di noi studenti e studentesse, delle manifestazioni che ci sono state nel nostro territorio, sempre al fine di descrivere solamente pochi episodi isolati di vandalismo fine a se stesso. Ma c’è una domanda che sembra nessuno abbia il coraggio di porci: da cosa siamo mossi? Quali sono le reali motivazioni che spingono centinaia o addirittura migliaia di studenti e studentesse a scendere in piazza per manifestare?
I problemi che viviamo ogni giorno sono concreti e toccano la vita di tutte e tutti. Innanzitutto il costo della vita che diventa sempre più alto, gravando sulle nostre famiglie. I libri e il materiale scolastico hanno prezzi sempre più alti, tanto da dover spendere dai 200 ai 600 euro all’anno soltanto di materiale obbligatorio. Il costo degli abbonamenti dei mezzi pubblici non è accessibile a tutti, e spesso non corrisponde al servizio offerto, date le moltissime tratte sovraffollate che in alcuni casi lasciano a piedi studentesse e studenti. Presi in considerazione questi problemi, la Scuola Pubblica purtroppo smette di essere pubblica e diventa una possibilità concreta di sempre meno persone. Ma non solo: vediamo che molte scuole della provincia di Arezzo sono fatiscenti: aule fredde, laboratori spesso gelidi, infiltrazioni, muffe, bagni rotti, aule sovraffollate e altre ricavate in spazi di fortuna sono la nostra quotidianità. E nonostante tutto ciò vediamo che il nostro Governo sceglie di stanziare meno soldi per l’istruzione di quanti ne ha destinati per il programma di riarmo.
Per questo sabato 17 ottobre siamo scesi in piazza pacificamente a Montevarchi con studenti e studentesse che ci hanno raggiunto da tutta la provincia di Arezzo. Quindi vogliamo dire e ribadire a tutte e a tutti che protestare è un atto di profonda responsabilità e solidarietà verso chi vive la scuola ogni giorno, sia tra i banchi che tra i lavoratori e le lavoratrici. Ed è il modo più sano che abbiamo per prenderci cura della nostra comunità.
Le nostre lotte sono chiare, pacifiche e determinate al raggiungimento di obiettivi chiari. Per questo ci distanziamo da chi sceglie il vandalismo come mezzo di protesta. Non è il nostro modo di manifestare il nostro dissenso e i nostri problemi.
Vogliamo costruire un futuro migliore dove questa generazione possa davvero vivere bene. E per farlo è necessario che alle nostre lotte si uniscano tutte le componenti della società. Vi chiediamo dunque di supportarci il 30 ottobre nella nostra manifestazione a Montevarchi e il 20 novembre ad Arezzo.
Ci vediamo in piazza, pacifici e uniti, il 30 ottobre e il 20 novembre.


