Il rapper Simone Salib, dalle prime canzoni in Valdarno alla firma con House of Music: “La fortuna bisogna crearsela”

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Dai primi videoclip girati in Valdarno a un contratto con un’etichetta discografica, passando per i sacrifici, i momenti difficili e milioni di visualizzazioni sui social. È il percorso di Simone Salib, rapper figlinese classe 1992, che dopo anni di lavoro e determinazione ha raggiunto un importante traguardo nella sua carriera musicale: la firma con House of Music, etichetta indipendente con la quale si prepara a pubblicare nuovi brani e a sviluppare un progetto discografico più ampio.

Un risultato arrivato grazie anche alla collaborazione con Karkadan, ex componente della Dogo Gang e già manager di Young Signorino, che ha creduto nel suo progetto artistico e lo ha accompagnato verso questo nuovo capitolo professionale.

Per Salib si tratta di un traguardo che ha radici lontane, proprio in Valdarno. Avevamo raccontato i suoi primi passi nel mondo della musica già nel 2016, quando il giovane rapper aveva pubblicato Sono ancora qua, brano accompagnato da un videoclip autoprodotto e girato nella suggestiva cornice del Castello di Sammezzano. All’epoca Simone definiva la propria musica ‘poesia cruda’, un modo per esprimere emozioni, rabbia e riflessioni personali. Già allora il suo sogno era quello di attirare l’attenzione di un’etichetta discografica e trasformare la passione per il rap in una professione.

Nel 2017 erano arrivate altre esperienze significative, dai provini di X Factor alla semifinale del Tour Music Fest, dove era stato selezionato tra i migliori venti rapper italiani della competizione. Nel 2019, invece, l’uscita del singolo Tutto passa, accompagnato da un videoclip, aveva segnato un’altra tappa del suo percorso musicale. Da allora sono trascorsi sette anni, durante i quali la vita di Simone è cambiata profondamente, non soltanto dal punto di vista artistico. Dopo aver affrontato la perdita della madre e, successivamente, quella della sorella, il rapper ha deciso di lasciare il Valdarno e trasferirsi a Milano per cercare nuove opportunità.

“Ho sempre avuto il sogno di sfondare con il rap e sapevo che prima o poi ce l’avrei fatta”, racconta. “Dopo quello che era successo nella mia vita mi sono detto che non avevo più nulla da perdere. Ho deciso di andare a Milano e provare a costruire qualcosa lì”.

L’inizio non è stato semplice. Salib ha trovato lavoro come cameriere, vivendo inizialmente in una stanza in affitto. Successivamente è riuscito a raggiungere una maggiore stabilità economica, che gli ha permesso di continuare a investire nella musica, registrando nuovi brani e lavorando in autonomia alla propria crescita artistica.

La svolta è arrivata con 4 di notte, un singolo diventato virale su TikTok, dove ha superato i cinque milioni di visualizzazioni. Numeri importanti, ai quali si sono aggiunte altre visualizzazioni su Instagram, che hanno attirato l’attenzione di alcuni professionisti dell’industria musicale.

Il successo sui social ha attirato l’attenzione di diversi professionisti del settore musicale. Salib racconta di essere stato contattato dall’ex manager di Baby Gang per una proposta che, però, non si è concretizzata. Successivamente ha incontrato Jake La Furia, che gli aveva prospettato una collaborazione per sviluppare il suo progetto artistico, ma che il rapper ha scelto di non accettare, cercando una realtà disposta a investire concretamente sulla sua musica. L’opportunità è arrivata grazie a Karkadan, che lo ha messo in contatto con l’etichetta indipendente House of Music. L’accordo riguarda dieci brani, tra quelli già pubblicati e gli inediti, e prevede un investimento per la promozione e lo sviluppo del progetto. “È esattamente quello che cercavo. Per me è un salto di qualità importante”, commenta Salib.

Le prime nuove pubblicazioni sono previste per l’inizio del 2027 e anticiperanno un progetto discografico più ampio. Nel frattempo, secondo quanto racconta il rapper, sono già arrivati anche i primi contatti da parte di alcuni brand interessati a possibili collaborazioni.

Accanto agli sviluppi professionali, Salib continua a lavorare sulla propria identità musicale, che negli anni si è evoluta verso sonorità particolari. Il genere che propone è il trap metal, una contaminazione tra trap e metal, accompagnata da testi diretti, provocatori e volutamente lontani dalle convenzioni. “Quello che sto cercando di fare è portare avanti un genere che in Italia è ancora poco conosciuto”, spiega. “La mia musica è politicamente scorretta, non cerca necessariamente l’approvazione delle persone. Anzi, il mio obiettivo è anche quello di dividere, di far discutere. Non scrivo per sentirmi dire quanto sono bravo, ma per esprimermi liberamente, senza preoccuparmi di quello che si può o non si può dire”.

Una scelta artistica che Salib rivendica con convinzione, nella volontà di costruire un linguaggio personale e riconoscibile, senza rinunciare alla provocazione come forma di espressione. Ma il significato di questo nuovo traguardo va oltre il contratto discografico. Per Simone, che non ha dimenticato le proprie origini, raccontare la sua esperienza è anche un modo per lanciare un messaggio ai tanti giovani valdarnesi che coltivano il sogno di emergere nel mondo della musica.

“In Valdarno ci sono tantissimi ragazzi che fanno rap, anche da anni, e che magari non riescono a trovare le opportunità giuste. È una realtà più chiusa rispetto a una città come Milano, dove inevitabilmente ci sono maggiori possibilità di conoscere persone che lavorano in questo settore. Ma questo non significa che non si possa riuscire. Le conoscenze si possono costruire, le opportunità si possono cercare. In un certo senso, la fortuna bisogna anche crearsela”. E proprio per questo Salib ha voluto condividere pubblicamente il risultato raggiunto.

“C’è sicuramente anche una soddisfazione personale, perché dopo tutto quello che ho passato poter dire di aver raggiunto questo obiettivo significa molto. Ma soprattutto volevo dimostrare al Valdarno che si può fare. Che anche partendo da una realtà come la nostra è possibile costruirsi delle opportunità e provare a realizzare il proprio sogno”.

A dieci anni dai primi videoclip girati a Sammezzano, quel ragazzo che attraverso il rap cercava un modo per raccontare se stesso si prepara dunque a una nuova fase della propria carriera. Con un contratto discografico firmato, nuovi brani in arrivo e la consapevolezza di aver compiuto un passo importante verso quell’obiettivo che inseguiva fin dall’inizio.

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