Proteste al Varchi, il PD: “Gli studenti del Professionale meritano chiarezza e risposte. Il loro impegno è un esempio per tutti”

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“La protesta pacifica degli studenti del Professionale dell’IIS Benedetto Varchi merita attenzione, rispetto e risposte chiare”. Il Partito Democratico di Montevarchi interviene dopo le proteste dei ragazzi sulla questione della nuova sede. “Vogliamo innanzitutto esprimere la nostra vicinanza alle ragazze e ai ragazzi che hanno scelto di far sentire la propria voce in modo civile, responsabile e determinato, per difendere il diritto a studiare in ambienti sicuri e dignitosi. Il loro comportamento è un esempio per tante e tanti. In un momento in cui troppo spesso si parla dei giovani senza ascoltarli davvero, questi studenti dimostrano che la partecipazione, l’impegno e la protesta pacifica sono strumenti fondamentali per rivendicare i propri diritti e chiedere alle istituzioni di mantenere gli impegni presi”.

“La vicenda della nuova sede solleva però interrogativi che non possono essere ignorati. Da una parte, la sindaca Silvia Chiassai Martini ribadisce che la struttura è stata realizzata per il Professionale e che da gennaio gli studenti dovranno potervi entrare. Dall’altra, la dirigente scolastica conferma il trasferimento, precisando che alcuni spazi potranno essere utilizzati anche da classi di altri indirizzi, nell’ambito dell’organizzazione dell’istituto. Di fronte a queste dichiarazioni, è necessario fare piena chiarezza. Quale sarà l’effettiva destinazione della nuova struttura? Quali spazi saranno a disposizione degli studenti del Professionale? Il trasferimento previsto per gennaio 2027 è confermato e con quali garanzie?”, chiede il Partito Democratico.

“Non vogliamo alimentare contrapposizioni tra studenti, indirizzi scolastici o istituzioni”, spiegano i dem montevarchini. “Al contrario, crediamo che tutti gli studenti abbiano lo stesso valore e debbano poter contare sulle medesime opportunità, senza sentirsi cittadini di serie B. L’integrazione tra i diversi indirizzi può essere un obiettivo positivo, ma non deve tradursi in incertezza sul diritto degli studenti del Professionale ad avere finalmente una sede adeguata, dopo anni trascorsi in un edificio segnato da gravi criticità. Parliamo di una struttura realizzata con un investimento di circa 5,5 milioni di euro di fondi PNRR: è doveroso che le istituzioni chiariscano come verrà utilizzata, nel rispetto degli obiettivi del progetto e delle esigenze della comunità scolastica”.

Poi il PD continua: “Silvia Chiassai Martini, quando ricopriva il ruolo di presidente della Provincia, aveva la possibilità e il dovere di lavorare affinché la nuova sede fosse programmata e realizzata con tempi, modalità e soluzioni coerenti con le esigenze degli studenti e del polo scolastico. Oggi, invece, assistiamo a una situazione in cui i ragazzi sono costretti a protestare per avere certezze sul proprio futuro. È legittimo chiedersi perché, dopo anni di attesa e investimenti così importanti, non sia stato possibile arrivare a una soluzione chiara e condivisa prima che emergessero queste preoccupazioni. La sensazione è che, troppo spesso, la realizzazione di quest’opera sia stata utilizzata dalla sindaca soprattutto come occasione di visibilità mediatica e di consenso politico in città, anziché essere accompagnata da una programmazione complessiva, concreta e lungimirante. Le opere pubbliche non possono diventare strumenti di propaganda: devono risolvere problemi reali e produrre risultati per la comunità. Se la sindaca rivendica oggi di aver voluto e realizzato questa struttura per gli studenti del Professionale, è giusto chiederle conto delle scelte compiute, della programmazione adottata e delle garanzie che avrebbe dovuto assicurare. I meriti politici non si misurano dai comunicati stampa o dalle promesse, ma dalla capacità di portare a termine gli interventi senza lasciare dubbi, disagi e incertezze a chi ne dovrebbe beneficiare”.

Il Partito Democratico apre poi una riflessione legata alla nuova sede del Professionale e alla riorganizzazione degli spazi del Varchi, che riguarda la mobilità, la viabilità e la programmazione urbanistica della nostra città. “Da tempo si discute della bretella stradale che dovrebbe arrivare in viale Matteotti, proprio in un’area che sarà interessata dalla presenza di un numero significativo di studenti. Se a questo si aggiungono gli spostamenti quotidiani di docenti e personale scolastico, il traffico dei genitori e la necessità di garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente, è legittimo chiedersi se tutte queste scelte siano state realmente coordinate. Quale visione ha avuto la sindaca Chiassai Martini nel programmare questi interventi? È stata valutata la futura concentrazione di studenti e il conseguente impatto sulla viabilità? Sono stati considerati i flussi di traffico, la sicurezza degli attraversamenti pedonali, le fermate degli autobus e l’accessibilità della nuova sede con il trasporto pubblico? Non basta realizzare un edificio scolastico o progettare una nuova strada: occorre capire come queste opere si inseriscano in una visione complessiva della città. Il rischio, altrimenti, è di portare avanti interventi separati, senza una pianificazione capace di rispondere davvero alle esigenze dei cittadini”.

“Le opere pubbliche non si fanno per poter dire di averle fatte, ma perché servono e rispondono a un progetto preciso. Per questo chiediamo alla sindaca di spiegare quali valutazioni siano state compiute, quale sia la strategia per la mobilità nell’area del Varchi e come si intenda gestire l’aumento degli spostamenti legato alla nuova sede. Vogliamo sapere se esiste una visione organica oppure se si rischia, ancora una volta, di procedere senza un adeguato coordinamento tra edilizia scolastica, viabilità e trasporto pubblico. Chiediamo quindi alla Provincia, al Comune di fornire informazioni precise e condivise, mettendo al centro gli studenti, le famiglie e il personale scolastico. Le ragazze e i ragazzi hanno diritto a conoscere il proprio futuro e a ricevere risposte concrete, non a vivere nell’incertezza dopo anni di attesa”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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