Proteste al professionale, Chiassai: “La nuova scuola realizzata per loro, non come ampliamento del Varchi. Non ci sono studenti di serie B”

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Il Sindaco Silvia Chiassai Martini interviene sulla protesta degli studenti dell’Istituto Professionale Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale dell’IIS Varchi: “Apprendo dalla stampa della manifestazione di stamani degli studenti riguardo a voci secondo cui la nuova struttura realizzata nel complesso del Varchi potrebbe non essere destinata a loro – afferma il Sindaco – Ci tengo innanzitutto a sottolineare che questi studenti sono un esempio virtuoso di protesta educata e rispettosa. Hanno posto una questione ben precisa difendendo un loro diritto. Per questo faccio loro i complimenti, a differenza di ciò che abbiamo visto in queste settimane, con ragazzi che hanno distrutto edifici, vetrine e rubato nei negozi senza motivazioni concrete da difendere. Loro invece rappresentano un esempio di impegno anche per i propri coetanei”.

“Rimango tuttavia profondamente stupita e amareggiata, secondo quanto sostenuto dagli stessi studenti, che la dirigente scolastica sarebbe intenzionata a destinare diversamente la nuova sede che decisi personalmente di realizzare per il Professionale, quando ero Presidente della Provincia. Gli attuali ambienti della sede di via Marconi – sottolinea il sindaco – versano in condizioni di degrado, con carenze sul piano della sicurezza, che ritengo inaccettabili. Per decenni, i ragazzi sono stati in una scuola degli anni ’20, in una condizione di criticità che già risaliva a 30 anni fa, oggi diventata invivibile con sezioni dell’edificio inagibili e senza riscaldamento. Una situazione che agli studenti liceali non è stata permessa vista la realizzazione del complesso del Varchi. L’attenzione data a questi ragazzi è stata oggettivamente diversa rispetto ad altri studenti, per questo ritengo che insieme ai loro professori abbiano sopportato tutto ciò fin troppo a lungo. Questa è una promessa che avevo fatto personalmente incontrando questi ragazzi, di avere una scuola nuova. Mi aspetto, senza alcun dubbio, che da gennaio possano entrare nella struttura pensata e realizzata per loro. È una promessa fatta dalle istituzioni, per rispetto dei ragazzi, per garantire loro un luogo sicuro e decoroso e per dimostrare che, che si frequenti il Liceo, Ragioneria o il Professionale, tutti gli studenti sono uguali e hanno lo stesso valore. Non esistono ragazzi di serie A e ragazzi di serie B”.

“Non a caso, nel progetto avevo voluto espressamente anche il collegamento tra la nuova struttura e l’attuale plesso del Varchi, proprio per consentire agli studenti di entrare in relazione tra loro e socializzare – ricorda Chiassai – sono certa che la dirigente scolastica chiarirà questo equivoco, perché, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, le istituzioni non possono permettersi di tradire le aspettative dei ragazzi, ma devono essere al loro fianco per difendere i loro legittimi diritti. Desidero inoltre precisare che il finanziamento che ottenni attraverso il PNRR era destinato proprio alla realizzazione di una nuova scuola, non si trattava di un ampliamento del liceo Varchi, ma di una struttura destinata al Professionale. I ragazzi hanno dovuto aspettare più del previsto, sopportando ritardi, inefficienza e disinteresse da parte di chi avrebbe dovuto garantire il rispetto dei tempi. Non si può oggi arrivare addirittura a ipotizzare di voler “scippare” una scuola destinata a loro. Ho contattato il rappresentante di Istituto che ha accolto il mio invito ad incontrarli, lunedì 26 ottobre, per parlare della questione, perché i ragazzi devono essere ascoltati dalle Istituzioni e supportati in questa loro battaglia, e se necessario andremo nelle sedi opportune, sia della Provincia che del Provveditorato”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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