La tecnica è quella di sempre. Qualcuno contatta la persona prescelta al telefono fisso spacciandosi per un appartenente all’Arma dei Carabinieri. “La sua auto è stata usata per una rapina. Deve recarsi al comando provinciale” ma subito dopo chiede denaro per “risolvere” la questione. Questa volta, però, i truffatori hanno scelto proprio la persona sbagliata. A ricevere la telefonata-truffa, infatti, alle 14.00 è stata l’assessore del Comune di Castelfranco Piandiscò Orietta Gagliardi.
“Sono il maresciallo Nardi – ha detto lo sconosciuto con tono sicuro e formale – La sua auto è stata adoperata per una rapina. Deve recarsi al comando di Arezzo”. Ma l’assessore, che ha riconosciuto subito il tentativo del raggiro, prima lo ha assecondato e poi gli ha detto che avrebbe chiamato i carabinieri della locale stazione. Lui ha riattaccato.
Non è la prima volta che simili truffe vengono tentate nel territorio di Castelfranco Piandiscò, tanto che la Giunta ha emesso un comunicato per mettere in guardia i cittadini.
“In queste ore si sta diffondendo con grande insistenza una pericolosa truffa ai danni dei cittadini, perpetrata da malintenzionati che si spacciano per carabinieri o per altri appartenenti alle forze dell’ordine. I truffatori contattano le vittime al telefono, utilizzando toni formali e rassicuranti, per carpire informazioni sensibili o per convincerle a consegnare denaro e oggetti di valore. La situazione richiede una risposta ferma e immediata da parte di tutti, poiché il rischio che persone oneste, in particolare gli anziani e i più fragili, possano cadere in questo tranello è concreto e inaccettabile”.
“Nessun militare o poliziotto chiama per chiedere denaro. Di fronte a una simile richiesta, la regola è assoluta e non ammette eccezioni: riattaccare immediatamente il telefono! La sicurezza della nostra comunità si fonda sulla vigilanza reciproca e sulla capacità di proteggere chi è più esposto a questi raggiri. Vi esortiamo a parlare di questo pericolo con i vostri genitori, i nonni, i vicini di casa e chiunque viva solo o possa trovarsi in difficoltà nel riconoscere l’inganno”.

