Alzheimer: a Figline una serata di riflessione e confronto sul piano scientifico, sociale e umano

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Comprendere meglio l’Alzheimer, l’impatto sulla persona ma anche sulla famiglia e sui rapporti sociali: è il senso dell’iniziativa organizzata per lunedì 28 settembre alle ore 21 a Figline, presso il Centro sociale Il Giardino, dallo Spi Cgil del Valdarno fiorentino con il patrocinio del comune di Figline e Incisa. L’Alzheimer e in generale le demenze senili, anche in Valdarno, sono patologie diffuse perché la loro incidenza è naturalmente correlata all’invecchiamento della popolazione: e coinvolge profondamente non solo chi ne è colpito, ma anche chi gli sta accanto.

L’incontro in programma lunedì, dal titolo “Non ti scordar di me – Riflessioni scientifiche, sociali e umano sull’Alzheimer”, si inserisce sulla scia della Giornata mondiale per l’Alzheimer e proporrà diversi spunti di riflessione: da quello scientifico, con la presenza dei geriatri Patrizia Sommazzi e Alberto Peri; a quelli psicologici, con Claudia Gatteschi della cooperativa sociale Nomos. E ancora gli aspetti emozionali, raccontati dal cortometraggio “C’è da comprare il latte” di Pierfrancesco Bigazzi, che sarà proiettato nel corso della serata.

L’iniziativa vedrà anche un momento di confronto con i presenti, e sarà in qualche modo anche l’occasione per tentare di riaprire la strada per la riattivazione del progetto Atelier Alzheimer, un laboratorio di stimolazione cognitiva e riabilitazione sociale che era gestito dalla cooperativa sociale Nomos e che ha chiuso poco più di un anno fa. Amministrazioni comunali del Valdarno fiorentino, Società della Salute e enti del sociale stanno lavorando per provare a trovare i fondi per riattivare un servizio prezioso per i malati e le famiglie.

Ha spiegato Gianna Maschiti, di SPI Cgil: “Purtroppo la patologia delle demenze senili, compreso l’Alzheimer, è ormai un problema gravissimo nella popolazione a causa dell’altissimo invecchiamento. E siccome questa patologia è invasiva sia per i malati che per i familiari, lo SPI-CGL da qualche anno in questo territorio che comprende i comuni di Figline Incisa, Reggello e Rignano Sull’Arno, ha sentito il bisogno di stare vicino ai malati e alle famiglie portando informazione, sensibilizzazione e laddove possibile un supporto. Abbiamo già fatto due iniziative, una a Reggello e una a Rignano, con grande partecipazione; ora, il 28 settembre, saremo a Figline. Ci saranno due esperti delle tematiche dell’Alzheimer, la dottoressa Sommazzi e il dottor Peri che ci parleranno delle problematiche, dei sintomi, di come si riconosce la malattia, e di come mantenere la memoria; ma racconteranno anche la solitudine di questa malattia, sia dei malati che dei familiari. In mezzo a questi due interventi ci sarà la proiezione del cortometraggio di Pierfrancesco Bigazzi, ‘C’è da comprare il latte’, che è proprio dedicato a un caso di Alzheimer e quindi ci farà vedere che cosa significa perdere la memoria e subire le conseguenze di questa malattia. Abbiamo chiamato a questa iniziativa anche la cooperativa Nomos, che fino a un anno e mezzo fa in questo territorio gestiva il laboratorio Alzheimer presso il Centro sociale Il Giardino: aiutava i malati e le famiglie a passare qualche ora e qualche giornata in compagnia di operatori e volontari. Purtroppo il laboratorio Alzheimer è stato chiuso per ragioni non dipendenti né dal Giardino, né da noi delle organizzazioni che facevano il volontariato, ma da problematiche attinenti alla ASL, a fondi ecc. E noi sentiamo il bisogno che questa iniziativa si riapra”.

Ha aggiunto l’assessore Ilaria Mori, con delega al sociale: “Questa serata, grazie all’impegno e all’organizzazione di Spi Cgil, sarà un’occasione per sensibilizzare e confrontarci su una tematica così importante e di rilievo di una malattia che spesso conosciamo purtroppo solo quando si abbatte sulle nostre famiglie, con ripercussioni non soltanto legate all’aspetto sanitario della diagnosi, ma con tutta una serie di difficoltà nella quotidianità: aumentano i bisogni della persona, cambiano le relazioni e si avverte anche una solitudine della famiglia di fronte a questa patologia. Quindi occasioni come quella del 28 sono assolutamente importanti, e questa unisce vari punti di vista, quello sanitario scientifico, quello non trascurabile dell’aspetto psicologico, e quello più umano e sociale. Noi come amministrazione stiamo lavorando anche in Società della salute per valutare il ripristino di strumenti importanti come erano il Caffè e l’Atelier Alzheimer perché di fianco a iniziative che patrociniamo con piacere, come questa del 28, c’è necessità di continuare a costruire servizi e anche occasioni di socialità per le famiglie e per la comunità”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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