Per tre mesi, un presidio a settimana, per ribadire il no alle guerre: dal 20 settembre al 20 dicembre, ogni domenica dalle 10.30 alle 12.30, ad Ambra, frazione del Comune di Bucine, si terrà un presidio per la pace, contro ogni guerra e per il rispetto dei diritti umani. A promuovere l’iniziativa sono il Circolo di Ambra Andrea Gaggero, ARCI, ANPI e Giovani Democratici di Arezzo. “Un appuntamento – spiegano – nato dalla volontà di non rimanere in silenzio di fronte a quanto sta accadendo in Palestina e, più in generale, di fronte alle guerre e ai conflitti che continuano a colpire popolazioni civili in diverse parti del mondo”.
“La scelta di organizzare il presidio proprio ad Ambra non è casuale. Di fronte al silenzio, crediamo sia necessario che anche dal piccolo e dal locale emergano segnali di presenza, attenzione e solidarietà. Perché la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle grandi piazze o nelle occasioni istituzionali: deve diventare anche un impegno quotidiano delle comunità e dei territori. Il nome del Circolo di Ambra, Andrea Gaggero, richiama inoltre una figura profondamente legata alla storia della cultura della pace in Italia. Andrea Gaggero fu tra i fondatori della Marcia per la pace Perugia-Assisi del 1961, una delle più importanti esperienze del movimento pacifista italiano. È nel solco di quella storia e di quella scelta di testimonianza che nasce questo percorso ad Ambra”.
Gli organizzatori spiegano che il presidio sarà uno spazio aperto di presenza, confronto e sensibilizzazione, per mantenere alta l’attenzione sulla situazione in Palestina e ribadire la necessità di costruire una prospettiva di pace fondata sul rispetto del diritto internazionale, sulla tutela della popolazione civile e sul riconoscimento dei diritti dei popoli. “Non vogliamo rassegnarci all’idea che la guerra sia inevitabile, né che il dolore di chi vive un conflitto possa diventare una notizia alla quale finiamo per abituarci. Essere presenti significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte. Significa affermare, anche da una piccola comunità, che la pace riguarda tutti e che ogni territorio può contribuire a costruire una cultura diversa, fondata sul dialogo, sulla solidarietà e sul rifiuto della guerra”.

