Cinquecento anni di storia passano da una piccola arcata sul torrente Ganascione. È il ponte che ha dato il nome a Ponticino e che domani sera, giovedì 27 agosto, sarà al centro di una serata dedicata alla sua storia, alla sua struttura e al ruolo che ha avuto nella vita del paese. L’appuntamento è alle 21 nella Piazzetta del Ponte con “Il nostro ponte – La nostra storia”, iniziativa promossa dalla Pro Loco Ponticino in collaborazione con il Comune di Laterina Pergine Valdarno, in occasione del cinquecentenario indicato dalla ricorrenza 1526-2026. Una serata pensata per conoscere, ricordare e valorizzare uno dei luoghi più rappresentativi della comunità.
Il programma prevede tre interventi. Il primo sarà affidato a Francesco Sinatti, che parlerà de “Il ruolo del Ponte di Ponticino nella viabilità storica aretina”. A seguire l’architetto Andrea Sordini approfondirà “Struttura e tecnica costruttiva del Ponte”. Infine Ernesto Piomboni proporrà “Un Ponticino, una fantastica storia fra leggenda e realtà”. La serata sarà accompagnata dagli interventi musicali dell’Ensemble di Clarinetti della Filarmonica di Anghiari. Una serata che diventa quindi anche l’occasione per ripercorrere la storia di Ponticino partendo proprio da quel ponte che ne ha segnato l’identità.
Il ponte sul Ganascione. Ponticino deve infatti il proprio nome al piccolo ponte che attraversa il torrente Ganascione, chiamato localmente anche “borro”. Il manufatto si trova nel cuore del paese ed è oggi raggiungibile anche attraverso la passerella pedonale lungo la strada principale. La datazione è un elemento particolarmente interessante. Se alcune descrizioni di carattere turistico hanno definito il manufatto come “romano” o “romanico”, le ricostruzioni più puntuali lo collocano invece nel XVI secolo, intorno al 1526. Si tratta di un ponte a campata unica, caratterizzato da una sola arcata. Secondo la documentazione richiamata nelle ricostruzioni storiche, nell’estate del 1526 furono incaricati della sua realizzazione Agnolo di Pietro e Francesco di Matteo. La data trova inoltre riscontro nei documenti d’archivio citati in occasione degli interventi di recupero del manufatto. Il 1526, però, potrebbe non rappresentare l’inizio assoluto della storia dell’attraversamento. Non è infatti da escludere che il ponte cinquecentesco sia stato costruito sul luogo di una struttura precedente, al servizio di un’antica arteria viaria. Ed è proprio il rapporto tra il ponte e la viabilità storica del territorio aretino uno degli argomenti che saranno approfonditi durante l’incontro.
Una storia che parte dal Medioevo. Per comprendere il ruolo del ponte bisogna guardare anche alla storia più antica della zona. L’area di Ponticino era conosciuta in passato anche con il nome di Tornaia e le testimonianze dell’insediamento risalgono almeno al 1049. Intorno al 1070 vi sarebbe stato fondato un monastero benedettino, rimasto attivo fino al 1109. Secondo la tradizione, nel 1273 sarebbe stato costruito un castello, passato nel corso dei secoli attraverso diverse famiglie e poi distrutto nel 1527 dai Lanzichenecchi. La vicinanza delle due date offre un curioso elemento di riflessione: se il ponte attuale risale al 1526, appena un anno dopo il territorio fu interessato da una delle vicende più drammatiche della sua storia. Un ponte che, secondo questa ricostruzione, si trovò quindi a fare da collegamento in un territorio profondamente segnato dagli eventi del tempo.
La leggenda del capriolo. Attorno al ponte è nata anche una delle storie popolari più conosciute di Ponticino. La leggenda racconta di un capriolo che si era fermato a bere l’acqua del Ganascione. Due uomini, abitanti sulle sponde opposte del torrente, avrebbero iniziato a contendersi l’animale, ciascuno tirandolo dalla propria parte e afferrandolo per le corna. La contesa ebbe un finale decisamente singolare: le corna si staccarono e il capriolo riuscì a fuggire, mentre i due contendenti rimasero con le corna tra le mani. Secondo la tradizione, proprio da quell’episodio sarebbe nata l’idea di costruire un ponte per unire le due parti del paese. Una leggenda, naturalmente, ma che restituisce bene il rapporto tra il ponte e l’identità di Ponticino.
Per una sera, però, il ponte sarà soprattutto un luogo di racconto. “Il nostro ponte – La nostra storia” porterà nella Piazzetta del Ponte documenti, ricostruzioni storiche, architettura, leggende e musica, per ripercorrere cinque secoli di vicende legate a uno dei simboli di Ponticino.
Foto dalla collezione Katia Corazzi, pubblicata sulla pagina facebook della Pro Loco Ponticino

