San Giovanni, Tari: Pef in aumento dell’1,75%, il più basso della provincia. Primi sei mesi dalla Tariffa puntuale: differenziata all’82%

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Il Consiglio comunale di San Giovanni, ieri, ha preso atto del Piano economico finanziario (PEF) 2026 del servizio di gestione dei rifiuti, già validato dall’ATO Toscana Sud e ora destinato all’approvazione finale da parte di ARERA. Contestualmente sono stati illustrati anche i risultati del primo semestre di applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale, che evidenziano un miglioramento sia sul fronte economico sia su quello ambientale, con costi sotto controllo e una crescente adesione dei cittadini a comportamenti virtuosi. Il Piano economico finanziario 2026 ammonta a 3.575.035 euro, al netto dell’IVA, come previsto per i comuni che applicano la Tariffa Corrispettiva Puntuale. Rispetto al 2025 l’incremento è pari all’1,75% sul PEF complessivo e allo 0,75% sul PEF ante detrazioni, risultando il più basso dell’intera provincia di Arezzo.

Tre gli elementi che caratterizzano il PEF 2026 di San Giovanni. Il primo riguarda il corrispettivo riconosciuto a Sei Toscana, che rappresenta la componente principale del Piano economico finanziario e che diminuisce da 3.250.317 euro a 3.140.166 euro, con una riduzione del 3,39%, pari a 110.151 euro in meno. L’incremento complessivo del PEF deriva quindi esclusivamente dai costi comunali diretti, da conguagli e altre componenti tecniche. Il secondo elemento è rappresentato dall’attività di recupero dell’evasione da parte degli uffici comunali di San Giovanni Valdarno, che registra un deciso incremento. Le entrate passano infatti da 17.624 euro nel 2025 a 113.841 euro nel 2026, quasi 100 mila euro in più che vengono portati in detrazione del PEF, contribuendo a ridurre il peso della tariffa per i contribuenti in regola. Il terzo aspetto riguarda l’assenza di eccedenze tariffarie dovute al superamento del limite di crescita: San Giovanni non genera alcun debito da trasferire agli anni successivi e mantiene il proprio PEF ampiamente al di sotto del limite di crescita del 2,80% fissato da ARERA, senza ricorrere a deroghe o ad artifici contabili.

Nel corso della seduta sono stati presentati anche i primi risultati della Tariffa Corrispettiva Puntuale, illustrati dall’assessore Laura Ermini. “Sono trascorsi 6 mesi dall’entrata in vigore della Tariffa Corrispettiva e abbiamo i primi dati. Il Pef del 2026, validato in assemblea di Ato, vede per il comune di San Giovanni un incremento di 1,75%, ed è il rincaro più basso della provincia di Arezzo. Anche i comuni intorno a noi, in Valdarno, registrano aumenti percentuali dei Pef che stanno fra il 2% e il 3%, e San Giovanni è al di sotto anche della media di ambito. Per i risultati del primo semestre della tariffa puntuale, i dati mostrano che le famiglie riescono tranquillamente a non superare le soglie di conferimento. Da gennaio a giugno abbiamo registrato circa 116mila vuotature, e quasi tutte le categorie di utenza rimangono in proiezione al di sotto delle minime deliberate. La media mensile per utenza è passata da 2,5 a 2,4 conferimenti, segnale di una progressiva riduzione della quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. Abbiamo circa 1300 vuotature in meno di indifferenziato rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente: ed è questo l’obiettivo della tariffa puntuale, spingere verso un comportamento più virtuoso sul fronte della differenziata”.

Ancora l’assessora Ermini: “La differenziata passa dal 70,49% del primo semestre 2025, all’82,09% di questo primo semestre 2026: è in aumento di oltre 11 punti percentuali, un risultato di grande rilievo, anche se va sottolineato che sono dati del gestore e non quelli ancora certificati. Va detto inoltre che non andrà sempre così, perché arriveremo ad un momento di assestamento quando il sistema sarà ormai rodato. Si registra, infine, anche una diminuzione di rifiuti prodotti nel complesso”.

Ha commentato il sindaco, Valentina Vadi: “Siamo a un punto importante di un percorso che abbiamo portato avanti con convinzione nel nostro programma elettorale. Noi siamo partiti dal 39% del 2019, San Giovanni era uno dei comuni con la raccolta differenziata più bassi nella provincia di Arezzo e nel Valdarno; e siamo arrivati all’84% di luglio 2026, dato non ancora certificato, ma che dimostra che siamo ora fra i comuni con la maggiore differenziata dell’ambito. E dunque è un motivo di orgoglio, perché abbiamo agito nel nostro ruolo di amministratori per raggiungere importanti obiettivi dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Dal punto di vista della riflessione politica, ci viene chiesto dov’è il risparmio: beh, partiamo dal fatto che non necessariamente ci dev’essere un risparmio se facciamo il nostro dovere, che è quello di non inquinare l’ambiente. Si tratta prima di tutto di una responsabilità individuale dei cittadini ma anche di una responsabilità politica, quella di preservare l’ambiente. Credo fortemente che dobbiamo lasciare un ambiente migliore di quello che abbiamo trovato. E comunque, nonostante questa nostra convinzione, abbiamo lavorato anche sul fronte del risparmio: non dev’essere sottovalutato il fatto che le nostre bollette crescono meno di quelle di altri comuni. Sarebbero cresciute anche a San Giovanni molto di più se fossimo rimasti con il sistema precedente”.

Ha concluso il sindaco Valentina Vadi: “Questo percorso che abbiamo intrapreso, il modello che abbiamo scelto, ci ha portato a raggiungere tre obiettivi: percentuale di raccolta differenziata cresciuta; contenimento al minimo dell’aumento delle tariffe; diminuzione nella produzione dei rifiuti. L’idea che avevamo sette anni fa, e su cui abbiamo lavorato, ci ha portato ai risultati di oggi”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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