Incontro in Comune a San Giovanni sui treni e i disagi per i pendolari. Presenti l’assessore regionale Filippo Boni, il sindaco di San Giovanni Valentina Vadi insieme ad altri colleghi del Valdarno, rappresentanti di RFI e di Trenitalia, il Comitato pendolari Valdarno Direttissima. Un incontro definito da tutti proficuo soprattutto per la disponibilità dell’assessore regionale al confronto e alla ricerca concreta di soluzioni atte a risolvere i problemi di tantissimi pendolari che dal Valdarno ogni giorno si recano a Firenze e ad Arezzo per lavoro e per motivi di studio. Pendolari sempre più assillati da disagi legati a ritardi e guasti.
Un nuovo ‘Memorario’, ma soprattutto la richiesta di raddoppio della tratta Figline-Rovezzano, un intervento infrastrutturale deciso e importante, strategico per risolvere finalmente il problema della sovrapposizione tra il traffico regionale ed Alta Velocità sulla linea ferroviaria aretina. Questi i due obiettivi fissati dall’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni in occasione della nuova seduta del tavolo istituzionale di confronto per la linea aretina. L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto sullo stato attuale e il futuro della linea, e l’assessore Boni ha colto l’occasione per annunciare l’arrivo dei primi due treni Etr108, con velocità fino a 200 km/h. Dei 6 previsti in arrivo in Toscana, i primi due entreranno in servizio entro la prima metà di novembre.
Filippo Boni, assessore ai trasporti Regione Toscana: “È stato un incontro, credo, molto proficuo e molto importante, per questo ringrazio i Comitati, ringrazio il Comune San Giovanni Valdarno che ci ha ospitato, tutti i comuni che hanno partecipato, ma anche RFI e Trenitalia che hanno dato delle risposte molto chiare e precise. Dunque, abbiamo fatto il punto sulla linea aretina, innanzitutto a livello infrastrutturale. Noi abbiamo condiviso che dobbiamo chiedere tutti insieme in maniera chiara e forte il raddoppio della linea Figline Rovezzano. È in corso un documento sulla linea lenta che RFI ci ha annunciato stamani mattina. Entro la fine del 2027 dovrebbe essere pronto. Aspettiamo questo documento che analizza costi e benefici e che andrà a risolvere in maniera infrastrutturale decisiva i problemi della linea aretina. Questo deve essere un obiettivo politico di lungo periodo. Nel corto, nel breve periodo abbiamo naturalmente analizzato i problemi relativi ai disagi che si sono verificati nel corso delle ultime settimane, fatto il punto sulla sicurezza della linea ed RFI ha garantito la massima sicurezza, ma anche abbiamo fatto il punto sui nuovi treni”.
“Nuovi treni che arriveranno, treni a 200 km all’ora, due nel mese di novembre, entro la prima decade del mese di novembre, e gli altri quattro entro il mese di maggio-giugno del 2027. Quindi anche questo è un argomento importante perché sono treni a 200 km all’ora che la Regione Toscana su questa linea aspetta da molto tempo. Abbiamo avuto notizia anche da RFI e da Trenitalia che avremo sostanzialmente lo stesso memorario, su cui noi vogliamo lavorare nel corso del 2026-27, da qui al prossimo anno, anche entro la metà del 2027 sarà lo stesso. Quindi noi nel corso di questi mesi, da ora fino a giugno 2027, lavoreremo per costruire un nuovo memorario più performante, perché dobbiamo far sapere e ripetere sempre con chiarezza che abbiamo un orario di 2007, quando sulla linea dell’alta velocità transitavano 70 treni, oggi su quella stessa linea, con la stessa infrastruttura di 20-25 anni fa, ce ne transitano 283“.
“Ho studiato e riflettuto a lungo su questa linea, che ha delle caratteristiche specifiche rispetto a tutte le altre, perché rappresenta una ‘strozzatura’ anche nel traffico ferroviario nazionale. Sono giunto alla conclusione che per migliorare il servizio i nostri obiettivi per i prossimi anni devono essere due: rifare un nuovo orario, diciamo pure un nuovo ‘Memorario’, più aderente alle attuali necessità, ma soprattutto chiedere a gran voce al Governo ed a RFI il raddoppio della tratta Figline-Rovezzano, perché solo con un reale potenziamento della linea si potrà risolvere una carenza infrastrutturale che la vede satura e per questo soggetta a intoppi e criticità continue. Regione, territori e cittadini devono farsi promotori di una richiesta netta per intervenire. Terminato il passante Tav di Firenze il prossimo grande lavoro da chiedere a RFI è questo, perché intervenire in maniera strutturale è l’unica soluzione possibile per risolvere un problema che è della linea aretina ma non solo, è anche un problema del traffico ferroviario nazionale”.
L’assessore ha inoltre sottolineato il grande lavoro fatto in occasione dei lavori di Ponte a Pino a Firenze e l’importanza della comunicazione all’utenza in tempo reale, un aspetto che si è rivelato vincente nel caso di Ponte a Pino e per il quale è stato rilevante anche il contributo dato dalla pagina Facebook del Comitato dei pendolari del Valdarno, che ha rilanciato e diffuso le informazioni corrette contribuendo a fare chiarezza tra gli utenti. “ necessario che tutti i soggetti coinvolti – ha aggiunto Boni – portino avanti una comunicazione coerente e corretta, a prescindere dal loro ruolo, perché dare informazioni corrette in tempo reale, soprattutto nei momenti di crisi, è essenziale per evitare il caos e il diffondersi di nozioni sbagliate”.
Valentina Vadi, sindaco di San Giovanni: “È decisamente innovativo che l’assessore regionale ha voluto portare in questo territorio su un tema che proprio incide sulla pelle diretta dei cittadini e dei pendolari. Questo incontro in modo particolare ha messo dei punti fermi strategici: lavorare tutti insieme perché davvero in tempi lunghi ma non troppo lunghi, si arrivi a un raddoppio dell’infrastruttura che adesso è satura e che crea tutti i disagi che sta creando, ma allo stesso tempo cercare di risolvere i problemi dell’immediato, perché chiaramente non si può pensare che un raddoppio della linea possa essere avvenire in tempi così rapidi, così veloci. E soprattutto nella tutela, come è stato richiesto anche dai comitati e anche da noi amministratori, di fasce di protezione, di rispetto, di garanzia per i pendolari 7-9, 17 e 19. E poi soprattutto c’è stato comunicato l’arrivo dei nuovi treni ad alta velocità e quindi arriveranno entro il mese di novembre, un impegno importante a lavorare al memorario. Io credo che pur nella difficoltà che questa infrastruttura sta vivendo ormai da tanti anni, perché è stata saturata soprattutto e bene in alta velocità, questo nuovo metodo di affrontare i problemi piano piano stia dando risposte importanti. Quindi sicuramente un grande ringraziamento all’Assessore regionale”.
Maurizio Da Re, Comitato pendolari Valdarno direttissima: “Siamo cautamente soddisfatti, da una parte i rapporti con la Regione sono tutti buoni, nel senso che esistono anche con il cantiere di Ponte al Pino, c’è collaborazione, c’è disponibilità, per cui da questo punto di vista i rapporti con l’assessore regionale Boni sono buoni. Il problema sono appunto le questioni che abbiamo sollevato durante la riunione rispetto a Trenitalia. Da una parte i problemi della sicurezza, abbiamo fatto riferimento all’incidente che c’è stato con la Linea lenta vicino a Sant’Ellero. Non era un problema di binari, quindi sarebbero altri e vedremo poi le responsabilità quando sarà conclusa l’inchiesta. E dall’altra la questione ormai stravecchia dell’ingresso in direttissima degli inchini, dei ritardi che non sembra essere risolvibile, nel senso che attendiamo l’arrivo dei nuovi treni a 200 km orari, quelli che erano stati già previsti di contratto di servizio, sono 6 nelle zone toscane, 2 arriveranno ora entro la fine dell’anno, gli altri 4 arriveranno a giugno, vediamo se con quelli, dall’orario del dicembre 2027, ci saranno delle variazioni in termini di miglioramento di servizio. In ultima istanza la questione poi con l’RFI riguarda anche i guasti. RFI sostiene che il loro impegno non è mai mancato, che la sicurezza e la manutenzione sono una priorità, però in effetti poi i guasti ci sono. A quanto ci risulta, dal gennaio del 2024 è cambiata l’organizzazione del settore tecnico riguardante la manutenzione. A noi ci risulterebbe che ci sia un minore uso di operai, RFI sostiene al contrario che invece le cose vanno bene lo stesso, il problema è che i guasti continuano a esserci. I guasti, come pensano i pendolari, comportano sospensione dei treni, blocco delle linee, ritardi a finire e quindi vedremo se nel proseguo del tempo RFI manterrà questo impegno per la manutenzione prioritaria, però ci mettiamo alla prova ancora una volta”.

