La cavrigliese Giulia Efisi espone le sue opere fotografiche al Palazzo dei Priori di Volterra, in una mostra dal titolo “Specchi rotti”, che supera i confini della fotografia tradizionale e si configura come un vero e proprio lavoro multidisciplinare. Sabato 9 maggio alle ore 17, presso la Sala del Giudice Conciliatore del Palazzo dei Priori a Volterra, si svolgerà la presentazione della Mostra , che rimarrà aperta fino al 13 maggio.
Già protagonista in importanti contesti culturali nazionali e internazionali, tra cui Milano, Roma, Firenze, Berlino, Siena e Venezia, Giulia Efisi sarà anche alla Biennale di Firenze del 2027. Sin dagli esordi, la sua ricerca artistica si è sviluppata attorno a due concetti fondamentali: l’identità e il passaggio. In una prima fase, il suo lavoro si è concentrato sul corpo rappresentato nella sua dimensione dinamica, gioiosa, riflessiva, vulnerabile e seducente. Successivamente, l’artista ha intrapreso un percorso più introspettivo, rivolto alla riscoperta del proprio universo personale e intimo, popolato da persone e oggetti legati alla memoria. Negli ultimi anni la sua indagine si è ulteriormente evoluta aprendo lo sguardo verso l’identità dell’altro.
Il suo ultimo progetto, Specchi Rotti, supera i confini della fotografia tradizionale. L’opera si configura come un lavoro multidisciplinare che include, oltre la fotografia, una performance realizzata in collaborazione con la gallerista Karen Lojelo e Cinzia De Felice, figura di spicco nel panorama del teatro italiano contemporaneo, e un video di cui Efisi ha curato la regia. A unire tutto un sound design sviluppato dall’artista romano Paolo Fattorini.
Spiega l’autrice: “Questa mostra nasce da una domanda che mi sono fatta. Guardando dentro una fotografia, quello che vedo è vero? È falso? Esiste? Non esiste? Vive? La fotografia diventa così un mezzo in cui stati ontologici si mescolano e si confondono, spesso ingannando chi guarda. Un gioco di prestigio riuscito, che accompagna il medium fin dalle sue origini. Come in un continuo rimando di sguardi, la fotografia seduce e si prende gioco della realtà”.

