Sarà inaugurata sabato 16 maggio alle ore 17.00, presso la Sala Espositiva del Circolo Arci Marzocco, la mostra di pittura e scultura “AnimArci – il profondo dialogo della natura”, un progetto espositivo che intreccia arte contemporanea, artigianato e riflessione ambientale.
L’iniziativa, a cura di Sandra Stanghellini e con il coordinamento di Daniele Terlizzi, nasce con l’intento di restituire vita a uno spazio storico della comunità, trasformandolo in un luogo aperto e accessibile, capace di accogliere esperienze culturali e favorire un protagonismo giovanile attivo. Un’operazione che si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione degli spazi sociali e culturali del territorio.
Il tema centrale della mostra è la natura, interpretata come soggetto vivo e interlocutore privilegiato dell’esperienza artistica. “AnimArci” si propone infatti come un invito a riscoprire i principi di equilibrio, rispetto e ascolto dell’ambiente attraverso opere che non si limitano a rappresentare la natura, ma cercano di instaurare con essa un vero e proprio dialogo.
Protagonisti dell’esposizione sono l’artista Samanta Casagli e l’artigiano Simone Naldini della Bottega Artigiana Mastrociliegia di San Giovanni Valdarno. Due percorsi differenti che si incontrano nella comune attenzione alla materia, alla trasformazione e al recupero di senso del gesto creativo.
Samanta Casagli, originaria di Poggibonsi, è diplomata maestro d’arte applicata e vanta un’importante esperienza nel restauro di opere d’arte. Ha esposto in numerose sedi di rilievo, tra cui il complesso museale di Santa Maria della Scala e i Magazzini del Sale a Siena, Palazzo Guadagni a Firenze, fino ad arrivare a esperienze internazionali presso l’Università del New Jersey e il Northern Kentucky. Le sue opere sono il risultato di una ricerca costante che unisce tecnica, sensibilità e impegno sociale, anche attraverso attività didattiche e formative.
Accanto a lei, il lavoro di Simone Naldini si distingue per una forte identità artigianale e narrativa. Il suo approccio, profondamente legato al riuso e alla sostenibilità, nasce da una visione poetica della materia: “Nella mia bottega si usano solo materiali di riciclo e riuso perché sono convinto che la parola ‘scarto’ l’abbia inventata chi non era innamorato”, racconta l’artigiano. Un pensiero che sintetizza una filosofia del fare in cui l’oggetto recuperato diventa opera e racconto.
La mostra si configura così come un percorso condiviso tra arte e artigianato, dove la natura non è solo tema, ma presenza viva e generatrice di senso. L’evento è patrocinato dal Comune di San Giovanni Valdarno e realizzato con il contributo di Unicoop Firenze, a conferma del sostegno delle istituzioni e delle realtà cooperative alla promozione culturale del territorio.

