Aveva in casa una coltivazione di marijuana: arrestato dalla Guardia di Finanza. Intercettato e portato in carcere anche un latitante

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Due arresti in Valdarno da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo nell’ambito di interventi volti al contrasto dei traffici illeciti. Nel dettaglio, la Compagnia di San Giovanni Valdarno ha eseguito un arresto nei confronti un italiano, trovato in possesso di sostanze stupefacenti, e di un cittadino albanese latitante, destinatario di Mandato di Arresto Europeo, che a suo tempo si era sottratto all’esecuzione di un ordine di carcerazione.

Nel primo caso, nel Comune di Cavriglia, controllando un’auto guidata da un sessantenne italiano con precedenti in materia di stupefacenti, i finanzieri hanno trovato sul pavimento posteriore dell’auto una busta voluminosa contenente oltre un chilo di marijuana. La successiva perquisizione personale e domiciliare ha permesso di sequestrare all’interno di un capanno, adiacente all’abitazione dell’uomo, altri 5 grammi di marijuana, materiale di confezionamento, nonché 11 piantine coltivate in un rudimentale impianto di coltivazione indoor dotato di lampade a luce artificiale. L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per illecita detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e posto a disposizione della Procura della Repubblica. All’esito dell’udienza di convalida, il GIP presso il Tribunale di Arezzo ha convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari nei suoi confronti.

Nel corso di un altro controllo su strada, effettuato nelle scorse settimane nel comune di San Giovanni, è stata invece ispezionata un’auto con a bordo due persone, entrambe di nazionalità albanese. Dai primi controlli è emerso che il passeggero, un quarantenne, aveva diversi precedenti penali connessi al traffico di sostanze stupefacenti; mentre il conducente si mostrava subito nervoso e reticente nel fornire le proprie generalità, esitando ad esibire i documenti. Insospettiti dall’atteggiamento tenuto dall’uomo, e ritenendo inattendibili le generalità dichiarate e il documento che aveva esibito, i finanzieri hanno approfondito la sua identificazione con nuovi accertamenti, scoprendo così che si trattava di un soggetto ricercato, condannato nel 2015 e destinatario di un Mandato di Arresto Europeo, che doveva ancora espiare 2 anni e 7 mesi di carcere, per una condanna emessa dal Tribunale di Firenze per reati connessi al traffico di stupefacenti. Per evitare la galera, l’uomo si era fatto attribuire in Albania il cognome della moglie, indicato nei suoi documenti, riuscendo così, in tutti questi anni, ad eludere i controlli e a muoversi indisturbato nei suoi frequenti viaggi tra l’Italia e l’Albania. A quel punto i finanzieri, informata la Procura della Repubblica di Arezzo, hanno portato l’uomo presso il carcere di Arezzo.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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