Prosegue il confronto istituzionale sul futuro del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia. A fare il punto è stata Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana, Monia Monni, intervenuta oggi in visita al presidio ospedaliero.
Al centro della discussione ci sono i criteri nazionali che regolano l’attività dei punti nascita, definiti dalla normativa vigente e monitorati attraverso il Tavolo Esiti del Ministero della Salute. Il processo prevede inoltre il coinvolgimento di una commissione nazionale che, al momento, non risulta ancora formalmente ricostituita e che ha il compito di valutare il rispetto dei parametri di sicurezza e l’eventuale attivazione di percorsi di riorganizzazione.
Il caso della Gruccia è stato aperto dopo la comunicazione ministeriale che ha evidenziato il superamento della soglia minima dei 500 parti annui, considerata indicatore di sicurezza per la piena operatività dei punti nascita.”Abbiamo avviato un’interlocuzione con il livello nazionale per rappresentare le specificità del territorio”, ha spiegato Monia Monni, sottolineando come il contesto del Valdarno presenti caratteristiche particolari legate all’estensione geografica e alla progressiva riduzione della natalità.
Secondo quanto riferito dall’assessora, il Ministero ha accolto la richiesta di approfondimento, chiedendo alla Regione Toscana la predisposizione di un dossier tecnico sulle criticità territoriali. Il documento è stato già elaborato e trasmesso al Comitato nascita regionale, che dovrà esprimersi entro il 4 maggio prima dell’invio al livello ministeriale.
Parallelamente, la Regione sta valutando anche possibili scenari alternativi, nel caso in cui il confronto con Roma dovesse portare a soluzioni temporanee o non definitive.
“L’obiettivo è garantire da un lato la sicurezza di mamme e bambini, dall’altro la continuità dei servizi in un territorio ampio e complesso”, ha aggiunto Monni, evidenziando come sia in corso un lavoro parallelo per individuare soluzioni organizzative sostenibili.
Il tema del punto nascita della Gruccia resta quindi aperto, inserito in un percorso di valutazione tecnica e istituzionale che coinvolge Regione e Ministero e che sarà definito nei prossimi passaggi formali.

