In Valdarno l’atelier che offre laboratori e attività per l’autonomia e l’inclusione di persone con gravi cerebrolesioni acquisite

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Si chiama INDICA ed è un progetto che nasce con l’obiettivo di offrire in Valdarno, e in modo identico a Grosseto, percorsi concreti di supporto e inclusione, attraverso attività mirate al recupero e al mantenimento delle autonomie delle persone con gravi cerebrolesioni acquisite, alle quali vengono offerte attività e laboratori specifici. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione tra la cooperativa sociale Nomos e ATRACTO, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Le attività si sviluppano attraverso due atelier, attivi a San Giovanni Valdarno e a Grosseto, pensati come spazi accoglienti dedicati a persone tra i 40 e i 70 anni. Qui vengono proposti laboratori in piccoli gruppi, con un massimo di 12 partecipanti, per favorire la socializzazione, il benessere e la partecipazione attiva.

All’interno degli atelier vengono proposte attività di terapia occupazionale con laboratori specifici per stimolare la capacità cognitive, manuali e espressive. Tra queste rientrano laboratori di musicoterapia, attività creative, percorsi di psicomotricità e momenti dedicati al movimento e alla relazione.

Niccolò Laconi, musicoterapista:” Con questo gruppo ho fatto un progetto di musicoterapia di comunità. Eravamo sempre in gruppo, abbiamo suonato, abbiamo cantato, abbiamo ballato e addirittura in pochissimi incontri abbiamo anche creato secondo le loro volontà una canzone scritta dal gruppo e che rispecchiasse proprio il gruppo stesso.”

A raccontare il lavoro dell’associazione ATRACTO è la presidente Ivana Cannoni: “L’associazione è nata 29 anni fa per sostenere e aiutare le famiglie che hanno persone con gravi cerebrolesioni acquisite. Le seguiamo dal percorso fin da dentro gli ospedali, perché adesso abbiamo degli infopoint informativi aiutandole nelle parti burocratiche e amministrative, fino al rientro sul territorio e all’inserimento nei nostri laboratori. ATRACTO opera su più livelli, dalla prevenzione nelle scuole fino alla partecipazione a progetti di ricerca. Ma anche tutto ciò che riguarda le leggi, i diritti e tutto quello che può essere di aiuto alla famiglia. Ci tengo a dire ci siamo tutti volontari, ci appoggiamo a una cooperativa per gli operatori dei vari laboratori. Facciamo anche attività di volontariato sempre insieme all’associazione AVO, dentro la struttura riabilitativa, in cui tutte le settimane andiamo a giocare a tombola. Nell’associazione non ci occupiamo solo di cerebrolesioni, ma facciamo anche rete con altre realtà, come Auser, sclerosi multipla.”


Come spiega la coordinatrice del progetto INDICA, Sara Filippelli
: ”Si tratta di laboratori sulle autonomie rivolti a persone con esiti di gravi cerebrolesioni acquisite. Sono attività utili anche nella vita quotidiana, pensate come un modo per stare insieme e allo stesso tempo lavorare sulle capacità personali”.

Nel territorio del Valdarno, le attività si svolgono con cadenza settimanale, ogni giovedì, dalle 15:30 alle 18:30 e seguono una programmazione mensile. Gli incontri sono condotti da un’educatrice professionale affiancata da un operatore sociosanitario, con il coordinamento e la supervisione di un’équipe composta anche da psicologi.

Sandra Bonini, educatrice: “Conosco questo gruppo da quattro anni e per me è energia, energia pura, perché so di far parte di un progetto molto importante con persone che potremmo essere noi, ognuno rappresenta una storia potrebbe essere la nostra. Per cui mi sento grata di poter far parte delle loro vite e mi arricchiscono ogni volta che facciamo qualcosa insieme e mi fanno molto riflettere sul senso della vita. Ogni volta che esco da un pomeriggio insieme a loro, mi sento più ricca e so che non possiamo dare niente per scontato in tutto quello che nella vita ci accade.”

Accanto a queste attività si sviluppa anche un percorso teatrale, attivo sia nel Valdarno che a Grosseto. Nel tempo ci sono stati spettacoli e partecipazioni a eventi anche fuori dal territorio regionale, tra cui iniziative a Roma, Firenze e Monfalcone. Attualmente il gruppo è impegnato nella realizzazione di un nuovo spettacolo che nasce dai ragazzi, spiega Miriam Valiani vicepresidente di ATRACTO:” Ognuno di loro si è cucito addosso un personaggio, creando questo nuovo copione. Insieme a loro recitano anche i familiari e altre persone creando un vero momento di inclusione utile sia ai ragazzi che sia ai caregiver.”

Il progetto dedica momenti specifici di attenzione anche ai caregiver, ovvero le persone che si prendono cura di persone con disabilità. ”Spesso infatti hanno più bisogno di quando si pensa” sottolinea Miriam. Per questo sono previste iniziative pensate per offrire supporto, ascolto e condivisione, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nell’assistenza quotidiana, come avvenuto proprio ieri nell’atelier di San Giovanni.

Miriam spiega inoltre come le attività siano sempre progettate partendo dalle capacità residue delle persone e calibrate sulle loro possibilità: “Devono essere attività che riescono a fare perché altrimenti generano frustrazione.”

[rp4wp limit=4]
[rp4wp limit=4]

Articoli correlati