Il circolo Legambiente Valdarno Superiore ha promosso una giornata di mobilitazione e partecipazione, con due cerimonie di piantumazione organizzate in luoghi simbolo del territorio valdarnese interessati dalla vicenda dell’inquinamento da Keu, emersa dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze.
La prima iniziativa si è svolta alle ore 11 alla rotatoria della S.P. 8 del Botriolo, nel territorio di Terranuova Bracciolini.
A fare il punto sulla vicenda è Sergio Serges, per Legambiente: “Siamo all’incrocio tra la strada provinciale 7 e la strada provinciale 8, qui è stato localizzato uno dei 13 siti dove l’inchiesta della DDA di Firenze, con il supporto di Arpa e altri enti, ha localizzato la presenza di Keu, un materiale che nasce dalle concierie. L’inchiesta è partita nel 2021 e finalmente è iniziato il processo a Firenze, trattandosi di inquinamento ambientale. L’azienda che ha commercializzato il Keu è stata denunciata e collegata ad una cosca della criminalità organizzata. Abbiamo pensato di farlo in questo luogo perché il terrapieno su cui poggia la strada è stato messo in sicurezza. Oggi piantiamo quindi queste piante in segno di vita e di rinascita dei luoghi, perché bisogna pensare anche al futuro. Il Keu, a contatto con l’ossidazione, contiene il cromo esavalente, che è una sostanza cancerogena. Questo materiale è stato interrato a partire dal 2012, ma nonostante siano passati quasi 15 anni, non è ancora avvenuto nulla, almeno in questa parte di Toscana. Dal 2023 il Generale dei Carabinieri forestali, Commissario Straordinario per la bonifica dei siti inquinati, Giuseppe Vadalà, ha coordinato la messa in sicurezza di tre dei 13 siti, tra cui la strada regionale 429 Empoli-Castel Florenzi e due cantieri nel Valdarno. La Regione ha stanziato 15 milioni di euro: è un buon punto di partenza, anche se Legambiente ritiene che la cifra dovrebbe essere il doppio. Un ringraziamento speciale ai Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Pieve Santo Stefano per aver donato le piante e sostenuto questa iniziativa.”
Sulla vicenda sono intervenuti anche gli assessori del Comune di Terranuova Bracciolini e San Giovanni e il consigliere comunale di San Giovanni, sottolineando l’impegno delle istituzioni locali.
Giulia Bigiarini, Terranuova Bracciolini: “Oggi non stiamo semplicemente piantando degli alberi. È un gesto simbolico e concreto che restituisce vita e futuro ad un’area che purtroppo è stata soggetta ad un inquinamento, di cui, da come sappiamo le indagini sono ancora in corso. L’amministrazione comunale di Terranuova da subito si è resa responsabile come parte civile anche nel processo, quindi grazie a Legambiente perché questo gesto fa capire come le istituzioni non devono essere sole ma è grazie anche ai cittadini e alle associazioni che si può ottenere risultati. Perché in una vicenda come questa deve essere un gesto collettivo.”
Alberto Marziali, San Giovanni Valdarno: “Questi alberi ricorderanno alle future generazioni che qui c’è stata una ferita e anche se questa ferita non può essere rimarginata da questi alberi, però può essere un ricordo importante perché si può fare impresa in tanti modi. E qui è stato scelto da qualche persona di fare impresa facendo pagare al territorio e alle future generazioni. Credo che sia una cosa importante, ogni volta che passeremo di qui ci ricorderemo che questo è stato un modo di lavorare, un modo di essere presente nella comunità che non va assolutamente bene.”
Elena Spadaccio, consigliere comunale e provinciale: “Io sono in doppia veste, sono doppiamente coinvolta come provincia e come comune di San Giovanni Valdarlo. Come provincia chiaramente siamo qui non solo per piantare degli alberi ma per far vedere che comunque le istituzioni ci sono. Noi non vogliamo dimenticare, anzi vogliamo far sì che il nostro intervento, che dovrà essere fatto insieme al comune di Terranova Bracciolini congiuntamente per bonificare la zona, venga in qualche maniera ricordato e messo in luce. Perché comunque l’impegno che la provincia sta mettendo appunto anche in questa bonifica è un impegno grande anche dal punto di vista economico. Quindi ci sta investendo proprio perché i cittadini del Valdarno, diciamo specialmente in quest’area, hanno secondo me sofferto abbastanza. Noi stiamo parlando di Keu ma non ci scordiamo che dietro a queste colline c’è una discarica, c’è una ferita nel cuore del Valdarno ormai aperta da 30 anni nel quale ancora non è stato presentato il piano di caratterizzazione. Quindi stiamo aspettando che si decidano a dirci come dobbiamo appunto bonificare questa zona. Però questo è un momento importante, un momento importante per noi, per il Valdarno per la provincia, proprio perché non vogliamo dimenticare.”
L’obiettivo di questa iniziativa è riportare l’attenzione degli abitanti del Valdarno sulla vicenda giudiziaria legata al Keu, un caso che negli ultimi anni ha segnato profondamente il territorio sia per le conseguenze ambientali sia per gli sviluppi dell’inchiesta, che ha evidenziato la presenza della ’Ndrangheta e dei suoi interessi criminali intrecciati con attività imprenditoriali e ambienti politici in Toscana.
La giornata vede la partecipazione e la condivisione di numerose realtà del terzo settore, tra cui CAI Valdarno, ARCI Valdarno, ACLI Valdarno, FIAB Arezzo, Coordinamento Libera Valdarno e CGIL, insieme ad altre associazioni locali impegnate nella difesa dell’ambiente e nella promozione della legalità. Alle cerimonie partecipano anche le istituzioni: la Provincia di Arezzo, i Comuni di Bucine e Terranuova Bracciolini, costituiti parte civile nel processo, oltre al Comune di San Giovanni Valdarno.
Alice Vieri, Presidente del Circolo Legambiente Valdarno Superiore, ha sottolineato: “Per quanto riguarda il Keu, considerando che sono interessati più comuni della zona del Valdarno Aretino, c’è bisogno di fare rete. Fare da soli non è mai una buona idea, insieme è meglio e per questo abbiamo deciso di mettere insieme tante associazioni che hanno contribuito alla realizzazione di questo momento e poi anche del momento che ci sarà oggi pomeriggio a Bucine.”
Gli alberi piantati durante la giornata, donati dal Comando Reparto Biodiversità dei Carabinieri Forestali di Pieve Santo Stefano, hanno un valore simbolico importante: si tratta di 12 querce, di cui 8 esemplari sempreverdi e 4 che invece si spogliano. La cerimonia prosegue nel pomeriggio, alle ore 16 a Bucine, nello spazio verde tra via XXV Aprile e via Spartaco Lavagnini.

