Guardia medica, dal 1 febbraio scattano i tagli in Asl Centro. Eliminato il presidio notturno a Reggello. I medici protestano

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Dal 1 febbraio, e in via sperimentale al momento per un periodo di due mesi, la guardia medica non farà più orario notturno a Reggello: il servizio di continuità assistenziale si fermerà alle ore 24, e fino alle 8 del mattino in tutto il Valdarno fiorentino rimarrà un solo medico in servizio, a Figline. È l’effetto dei tagli che la Asl Toscana Centro metterà in atto appunto da febbraio, sulla base delle indicazioni della Regione Toscana, sul servizio di continuità assistenziale.

In Valdarno fiorentino, dal 1 febbraio, il servizio sarà dunque garantito secondo questa organizzazione: nei giorni festivi e prefestivi, dalle 8 alle 20, da tre medici, uno a Figline, uno a Reggello, uno a Rignano. Nel turno serale, dalle 20 alle 24, da due medici: uno a Figline e uno a Reggello. Nel turno notturno, dalla mezzanotte alle 8 del giorno successivo, da un solo medico, di guardia a Figline.

La riorganizzazione, che ovviamente non riguarda solo il Valdarno fiorentino ma tutta l’area dell’Asl Centro, ha già suscitato le proteste dei medici che svolgono il servizio. I dottori della Continuità Assistenziale dell’AUSL Toscana Centro hanno raccolto nei giorni scorsi più di quattrocento firme, a sostegno di un documento in cui chiedono una rimodulazione del servizio che tenga conto delle condizioni di lavoro, della sicurezza degli operatori e della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini: anche perché, sottolineano, la mancata presenza contemporanea di due medici impedisce ad esempio di fare una consulenza telefonica mentre è in corso una visita domiciliare. I problemi di questa riorganizzazione, insomma, rischiano di pesare sia sui cittadini utenti, sia sugli stessi medici in servizio, spesso giovani.

Il servizio di continuità assistenziale, la ex guardia medica che risponde al numero 116117, oggi infatti è svolto prevalentemente da giovani medici, specializzandi, corsisti di Medicina Generale, ma anche dai medici di Medicina Generale a ruolo unico. Un punto, questo, che è cruciale anche per la questione dell’organizzazione dei servizi sul territorio.

Dal 1° gennaio, infatti, è entrato in vigore il nuovo modello organizzativo previsto dall’Accordo Integrativo Regionale Toscana 2025. Con il nuovo sistema sono state introdotte alcune novità: ad esempio, è decaduto l’ambulatorio e la reperibilità nei giorni prefestivi (con le conseguenze che abbiamo raccontato qui) ma è stato introdotto anche l’obbligo, per questi medici assunti  ‘a ruolo unico’, di coprire dei servizi ad attività oraria per una quantità di ore che diminuisce al crescere del numero di pazienti assistiti: ad esempio, sono 38 ore settimanali per chi ha fino a 400 assistiti, mentre scendono a 6 ore per chi ha dai 1200 ai 1500 assistiti.

Cosa sono questi servizi ad attività oraria che il medico di base ‘a ruolo unico’ deve coprire? Ad esempio, ore di servizio all’interno degli Ospedali di Comunità e assistenza a pazienti ospiti in strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali; oppure nei servizi diurni di medicina generale come il PIR, quello che è attivo al Serristori; oppure appunto nei servizi della Continuità assistenziale in orario notturno, prefestivo e festivo o nella Centrale Operativa stessa della Continuità assistenziale.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
[rp4wp limit=4]
[rp4wp limit=4]

Articoli correlati