Giubileo 2025: il cammino dell’Icona delle Misericordie della Toscana termina a Matassino

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Le Misericordie della Toscana si sono ritrovate alla Parrocchia Santa Maria Regina di Matassino per l’evento conclusivo regionale del Cammino Giubilare, terminato lo scorso 6 gennaio con la chiusura della Porta Santa in San Pietro da parte di Papa Leone. Termina con esso anche il viaggio dell’Icona Giubilare delle Misericordie che in questo anno ha attraversato tutta Italia, accolta e salutata da tutte le Misericordie del paese. Tanti i volontari riuniti a Matassino.

La Federazione delle Misericordie della Toscana ha invitano tutti i fratelli e le sorelle della regione a prendere parte alla giornata con un momento di riflessione spirituale e di condivisione, cui è seguita la celebrazione della Santa Messa solenne. L’evento, che ha assunto il significato di un momento di preghiera, gratitudine e rinnovamento spirituale da vivere insieme, ha segnato il termine simbolico del viaggio di speranza dell’Icona, benedetta da Papa Francesco, che ha creato un legame con tutte le Misericordie d’Italia in occasione del Giubileo 2025 attraverso un percorso di fede e solidarietà.

All’incontro hanno partecipato monsignor Franco Agostinelli, correttore delle Misericordie d’Italia, monsignor Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, don Simone Imperiosi, correttore delle Misericordie toscane e il presidente della Federazione delle Misericordie della Toscana Alberto Corsinovi. In apertura della mattinata il saluto del sindaco di Reggello, Piero Giunti.

Mons. Franco Agostinelli, Correttore delle Misericordie d’Italia: “Il senso è innanzitutto rivedere il cammino fatto, prendere coscienza delle opportunità che questo anno ci ha offerto e, soprattutto, trovare nuovi spunti per dire che il nostro percorso non finisce qui. Il Giubileo si è concluso, è vero, ma il nostro cammino continua, arricchito dagli stimoli e dagli input che il Giubileo stesso ha lasciato. Sarà un cammino che riparte con nuove prerogative e nuovi impegni, capaci di confermare l’identità delle Misericordie, una storia secolare che però deve essere vissuta pienamente nell’attualità di oggi. Le Misericordie hanno un compito che definirei profetico per il mondo contemporaneo: una proposta non solo spirituale, ma anche sociale. Le opere di misericordia sono corporali e spirituali: c’è la formazione dello spirito, ma anche la carità concreta, la socialità. Questo è il cammino delle Misericordie che vogliamo continuare”.

Don Simone Imperiosi, Correttore delle Misericordie della Toscana:
”Oggi a Matassino si ritrovano le Misericordie di tutta la Toscana. Si chiude l’anno giubilare, un anno importante, ma si conferma ancora una volta il ruolo dei volontari delle Misericordie, che sono sempre presenti. La mattinata di oggi vuole ribadire il grande tesoro rappresentato dal mondo dell’associazionismo in Toscana e, in particolare, dalle Misericordie, per la loro presenza capillare e costante. Tanti volontari oggi, come ogni giorno, mettono a disposizione il loro tempo e il loro servizio per la popolazione. Tornando alle radici e ai valori fondanti delle Misericordie e delle opere di misericordia, vogliamo ribadire una presenza che è anche spirituale: una dimensione che dà forza e vigore a ciò che facciamo quotidianamente”.

Piero Giunti, Sindaco di Reggello: “Sono qui con grande piacere per portare il mio saluto e ringraziare il prezioso lavoro che ogni giorno le Misericordie svolgono in Toscana e anche nel nostro territorio. A Reggello, Figline e nelle frazioni la loro presenza è davvero importante. Le Misericordie d’Italia nascono nel 1244 e in tutti questi secoli è cambiato l’aspetto esteriore: un tempo il saio e il cappuccio nero, oggi divise moderne e riconoscibili. Ciò che resta indelebile è lo spirito che anima la Misericordia e i suoi volontari: l’attenzione, l’aiuto ai più bisognosi, ai deboli, a chi ha necessità sul territorio. Oggi, ancora più di ieri, in un momento in cui è difficile recuperare e coinvolgere nuovi volontari, la presenza delle Misericordie è fondamentale. Per questo grazie per quello che fanno e per come lo fanno”.

Le interviste sono di Glenda Venturini

 

 

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