San Giovanni Valdarno si prepara a vivere, martedì 24 giugno, una giornata intensa e partecipata in onore del suo Santo Patrono, San Giovanni Battista. Una festa che intreccia tradizione e innovazione, con un ricco programma di appuntamenti che attraversa la storia, la spiritualità, l’arte e la cultura cittadina.
Le celebrazioni sono state presentate questa mattina in conferenza stampa alla presenza della sindaca Valentina Vadi, di don Luigi Torniai, rettore della Basilica di Santa Maria delle Grazie, e dei rappresentanti delle tante realtà coinvolte nell’organizzazione: la Pro Loco, le associazioni Liberarte, Muse, Arcieri del Borro e Arcieri di Avalon, il Concerto Comunale, oltre agli artisti Luciano Mori e Alessandro Gambassi.
“Il 24 giugno è una data profondamente radicata nella memoria e nel cuore della nostra comunità – ha dichiarato la sindaca Valentina Vadi –. Ogni anno rinnoviamo un legame profondo con le nostre radici attraverso cerimonie e iniziative che affondano le loro origini nella storia più autentica di San Giovanni Valdarno. È un giorno in cui la città si ritrova, si riconosce e si racconta attraverso simboli, riti e tradizioni che ci appartengono e che desideriamo tramandare alle nuove generazioni”.
La giornata si aprirà con una delle novità più simboliche di questa edizione: la cerimonia di incoronazione del Marzocco in piazza Cavour. Verrà portata la corona, realizzata dall’artista Luciano Mori, che verrà collocata sul capo del Marzocco, leone simbolo della Repubblica Fiorentina. La corona, in ferro dorato e decorata con gemme colorate, richiama un’antica usanza descritta anche nelle “Memorie storiche della terra di San Giovanni nel Valdarno Superiore” di Francesco Polverini, risalenti al 1914. La riscoperta di questa tradizione è stata possibile grazie a una ricerca storica curata da Alessandro Gambassi.
Tra le novità di quest’anno, infatti, spicca proprio l’incoronazione del Marzocco, una rievocazione storica che recupera un’antica tradizione e che si deve all’intuizione di Luciano Mori, artigiano e appassionato di storia locale:“Ricordo da bambino il Marzocco con una corona di ferro, è un’immagine che mi è rimasta impressa. Così ho deciso di ricostruirla. Se fosse venuta bene, pensavo, l’avrei proposta all’amministrazione. Documentandomi, ho scoperto che a Firenze questa tradizione esiste ancora oggi. Ne ho parlato con la sindaca e con l’assessore alla cultura Fabio Franchi, che si sono dimostrati entusiasti. L’assessore ha voluto però una base storica solida, così ci siamo rivolti ad Alessandro Gambassi, che con una ricerca puntuale ha trovato dei documenti che attestano la presenza storica di questa corona. A quel punto ho completato il lavoro, e ora sono orgoglioso di poter incoronare il Marzocco con quello che considero un piccolo capolavoro.”
Nel pomeriggio, a partire dalle 17.15, ancora in piazza Cavour, prenderà vita “La città ideale”, un laboratorio artistico ideato da Muse, che invita adulti e bambini a progettare e costruire – attraverso materiali scenografici – una città dei sogni, fatta di ponti, edifici, spazi immaginari. Un’occasione per riflettere, giocare e creare insieme una visione condivisa del futuro. Contemporaneamente, in largo Masolino da Panicale, accanto a Palazzo d’Arnolfo, si terrà un’esibizione degli Arcieri del Borro e degli Arcieri di Avalon, che proporranno dimostrazioni di tiro con l’arco storico, con possibilità per il pubblico di cimentarsi con questa antica arte.
Alle 17.30 si svolgerà la rievocazione storica curata da Liberarte, con oltre quaranta figuranti in abiti d’epoca. Il corteo partirà da Palazzo d’Arnolfo e attraverserà il centro storico. L’evento si ispira alle descrizioni di Alvaro Tracchi e alle fonti storiche che raccontano le antiche celebrazioni patronali, quando al suono delle campane le autorità si riunivano sotto il loggiato del Palazzo per dare avvio alla processione.
Antonella Morali, Liberarte:”Anche quest’anno facciamo rivivere un momento carico di significato, che rappresenta l’incontro tra il potere religioso e quello civile nella San Giovanni di un tempo: lo scambio dei doni tra l’amministrazione e il pievano, davanti alla pieve. I ceri donati dal Comune e i fiori offerti in risposta sono gesti simbolici, ma molto profondi. Tutto è preceduto da un corteo di figuranti che attraversano il centro storico: è un’occasione di partecipazione collettiva, coinvolge adulti e bambini, ogni anno sempre più numerosi. In molti chiedono di poter sfilare insieme ad amici e parenti. È un momento corale, che valorizza la storia della città e che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni.”
Alle 18, in linea con la tradizione, si terrà lo scambio simbolico dei doni tra la sindaca Valentina Vadi e il rettore della Basilica don Luigi Torniai. Un gesto che precederà la lettura dei capitoli e la Santa Messa solenne, prevista per le 18.30 nella Pieve di San Giovanni Battista. A concludere la giornata, alle 21.15 in piazza Masaccio, il Concerto Comunale eseguirà il tradizionale Concerto di San Giovanni, con un repertorio che unirà solennità e spirito festoso.
A raccontare lo spirito dell’iniziativa è Claudio Calamandrei, presidente della Pro Loco, che sottolinea l’importanza della collaborazione tra realtà diverse del territorio: “La Pro Loco collabora strettamente con l’amministrazione comunale, con le associazioni e anche con i privati cittadini per la buona riuscita dell’evento. È una festa che nasce da una ricorrenza religiosa importante, quella del nostro patrono, ma che vuole coinvolgere anche le famiglie e i bambini, con attività pensate per tutte le età: gli arcieri, i giochi a cura dell’associazione Muse, e quest’anno anche una novità molto suggestiva, l’incoronazione del Marzocco, ispirata alla tradizione fiorentina. Il concerto del corpo musicale comunale chiuderà la serata. Crediamo che il connubio tra la nostra associazione, il Comune, i cittadini e le altre realtà associative sia l’elemento vincente per dar vita a una festa davvero speciale. Invitiamo tutti a partecipare.

