29.09.2016  17:38

Tav: addio alla Foster, raddoppiano i treni a Santa Maria Novella. E resta il nodo dei pendolari valdarnesi

di Glenda Venturini
Il Piano definitivo sarà svelato il 18 ottobre, ma la presentazione ieri a Roma dell'Ad di Fs Renato Mazzoncini ha già anticipato l'addio al tunnel e alla stazione Foster per Firenze. Ma resta sul tavolo la questione del 'collo di bottiglia' della Direttissima, che i pendolari denunciano da tempo


Addio al sottoattraversamento e alla stazione Foster, sì al raddoppio dei treni a Santa Maria Novella. Si delinea così, dopo la presentazione ieri a Roma del piano industriale di Ferrovie dello Stato, il futuro del traffico su ferro intorno al capoluogo toscano. Uno scenario che sarà possibile comprendere a pieno solo dal 18 ottobre, quando si riuniranno Ferrovie, Ministero, enti locali, Regione e Comune di Firenze, e si conoscerà il progetto dettagliato. 

Nel frattempo, però, per il Valdarno le prospettive si fanno più fumose. Perché se da un lato è praticamente certo il potenziamento della stazione di Santa Maria Novella, destinata a raddoppiare la sua capacità e accogliere fino a 800 treni al giorno, dall'altro non c'è chiarezza sul nodo centrale, il famoso 'collo di bottiglia' che riguarda proprio il Valdarno. 

L'Amministratore delegato di Ferrovie, Mazzoncini, ha di fatto confermato che il nodo è all'imbocco della Direttissima, a Rovezzano. Il Comitato Pendolari Valdarno lo dice da tempo, ribadendo che la "separazione dei flussi" non è la soluzione, secondo i pendolari valdarnesi: "Se Rossi e Ceccarelli insistono con la separazione dei flussi, fra Av e treni regionali, condanneranno i pendolari del Valdarno alla Linea Lenta", ribadisce anche oggi il portavoce Maurizio Da Re. 

E su questo tema si è espresso anche l'onorevole Samuele Segoni di Alternativa Libera: "Invece di un buco inutile come il Foster avremmo potuto migliorare le condizioni di viaggio dei pendolari e ripensare un trasporto urbano più efficiente e pulito. Finché il Presidente Rossi insisterà con la separazione dei flussi tra alta velocità e treni regionali, vorrà dire condannare in futuro migliaia di pendolari del Valdarno alla linea lenta visto che il problema è il ‘collo di bottiglia’ di Rovezzano come fa capire lo stesso Ad di Ferrovie. La Regione ora faccia una cosa sensata, ascolti le esigenze dei cittadini e le richieste dei comitati, il traffico ferroviario potrà migliorare unicamente con l’innovazione tecnologica e non con la separazione dei flussi". 

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