11.09.2015  11:21

Il Castello di Sammezzano finisce all'asta: 20 milioni di euro per l'intero complesso che comprende altri dodici immobili

di Glenda Venturini
All'asta il 20 ottobre il magnifico castello realizzato dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona. Insieme c'è l'intero complesso immobiliare, composto da terreni e immobili, alcuni dei quali in completa rovina. Mentre il Comitato continua a lavorare alle aperture gratuite si spera in un interessamento del Ministero per i Beni culturali


Una base d'asta di 20 milioni di euro ed una data: il 20 ottobre. Il futuro del Castello di Sammezzano ripartirà da qui, da una vendita giudiziaria che sancisce il fallimento della società italo-inglese che lo acquistò, sempre all'asta, sedici anni fa, nel 1999. Ora quel castello simbolo di un'architettura eclettica, unico nel suo genere, finisce ancora una volta in vendita. 

La sua storia risale al 1600, quando l'edificio principale, insieme al parco, fu acquistato dagli Ximenes d'Aragona; ma la sua veste attuale si deve al marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona, che lo ottenne in eredità nell'800. In circa quaranta anni (dal 1850 al 1890) il Marchese Panciatichi progettò, finanziò e realizzò il Parco e il Castello di Sammezzano in base a una sua personale visione, che fonde insieme elementi orientalizzanti, dettagli realizzati da abili artigiani ed un concetto d'insieme senza precedenti. 

Durante la Seconda guerra mondiale i nazisti razziarono sia il palazzo che il giardino, dove rubarono statue e fontane. Dopo la fine della guerra il castello venne trasformato in un hotel di lusso, che chiuse nel 1990. Poi, dopo un periodo di chiusura al pubblico, nel 1999 lo acquista all'asta una società italo-inglese (la Sammezzano Castle Srl), che è ancora l'attuale proprietaria. L'obiettivo era di farne un resort di lusso, con annesso albergo (la struttura in cemento della costruzione è ancora ben visibile, in stato di abbandono, poco lontano dal castello). 

E invece gli ultimi anni sono stati segnati dall'abbandono e dalla chiusura al castello. Qualche riapertura al pubblico, per visite gratuite, è stata possibile solo grazie al Comitato FPXA 1813-2013, nato nel 2012 per celebrare i duecento anni dalla nascita del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. I volontari hanno aperto un canale con l'attuale proprietà ottenendo la disponibilità ad organizzare alcune aperture durante l'anno, meno di una decina, alle quali partecipano centinaia di persone; e la lista degli esclusi è sempre lunghissima. 

La prossima di queste visite, già fissata per domenica 20 settembre (qui le informazioni per prenotarsi on line) avrà dunque un sapore diverso. Perché potrebbe essere l'ultima della serie, visto che un mese dopo il complesso andrà all'asta. Al momento non ci sono notizie su possibili interessamenti, ed è davvero difficile immaginare se e in che misura questo castello possa attirare l'interesse di eventuali compratori. 

Tra chi ama Sammezzano circola la speranza che possa arrivare un interessamento del Mibac, il Ministero per i beni culturali. Qualcuno ha già segnalato la vendita al Ministero ed al Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, per informarli. Si profila comunque un destino incerto, al momento, per il castello per tutta la proprietà: un'intera collina, in sostanza, con terreni, immobili e quant'altro. 

Nei 20 milioni di euro all'asta, infatti, è compreso un complesso immobiliare composto da tredici fabbricati con annessi terreni oltre al Castello di Sammezzano; l'hotel in costruzione; il Casale Borghetto Pirelli; la Casina di Caccia; il Casale Quartaio; il Casale Sociana; due edifici in completa rovina; la Casa del Guardiano; la Casa di Ristoro; il Club House Marnia; l'edifico Terpini ed un parco immenso.

Cronaca

 
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