Vite Creative: Maurizio D’Alessandro e la storia di “Antichi”

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Maurizio D’Alessandro è da sempre un grande amante della lettura, una passione che lo ha accompagnato nel tempo libero e che, a un certo punto, ha deciso di trasformare in qualcosa di nuovo. Ha iniziato così a dedicare alla scrittura parte del tempo che prima riservava alla lettura dando così vita alle sue prime storie.

La scrittura è arrivata quasi per caso racconta lo stesso Maurizio: “Quando ero più giovane ho sempre avuto voglia ma non ho mai avuto tempo. Per questo preferivo leggere molto. Sono un grande lettore, in particolare romanzi ma anche saggi, leggevo tutto ciò che mi capitava in mano e forse anche per quello iniziando a scrivere mi trovo a scrivere cose anche particolari. “

Maurizio ha continuato a coltivare questa passione, ma un giorno gli è stato suggerito di mettersi alla prova con un concorso: “Ho continuato a scrivere finché qualcuno mi ha consigliato di mandare un mio lavoro a un concorso. Ho scelto il mio romanzo “Antichi”,perché parla della zona in cui vivo, e ho deciso di partecipare alla 51ª edizione del Premio Letterario Casentino, senza sapere inizialmente quanto fosse importante. Con grande sorpresa, ho ricevuto la Menzione d’Onore per la Narrativa, ritrovandomi con un riconoscimento che non avrei mai pensato di poter ricevere e che ha rappresentato per me una grande soddisfazione.”

“Antichi”, il primo romanzo scritto da Maurizio, è un romanzo familiare ambientato in Toscana. Attraverso la vita di Ludovico e la sua famiglia il lettore attraversa  oltre quarant’anni di storia tra legami familiari e la vita del borgo che rimane sempre al centro della storia, come dichiara l’autore: “Il romanzo parla di un ragazzo di un borgo toscano, che inizia la sua vita proprio con la finale dei Mondiali del 1982. È una serata particolare per tutta l’Italia e questo ragazzo parla di questa sera, del bar in cui andava a vedere le partite, delle persone, delle avventure, i profumi e tutto ciò che ruota intorno a quel piccolo mondo. Da lì prende il via la storia di una famiglia proprietaria di una farmacia, attorno alla quale, in qualche modo, gira tutta la vita del paese. I ragazzi crescono, cambiano le persone e cambiano anche i tempi. La storia parte dal 1982 e arriva fino ai giorni nostri, seguendo l’evoluzione della famiglia: i nonni se ne vanno, arrivano i genitori che, con il passare degli anni, diventano a loro volta anziani, mentre i figli prendono strade diverse e costruiscono le proprie vite. È la storia di una famiglia ma anche quella di un paese e dei suoi cambiamenti nel corso degli anni. E purtroppo, alla fine, tutto si conclude con la morte del bambino da cui era iniziata questa storia.”

La giuria ha particolarmente apprezzato il modo in cui Maurizio rievoca la finale dei Mondiali del 1982, trasformando un evento collettivo in un intenso ricordo familiare. Al centro del racconto c’è il Bar Centrale dove un intero paese vive insieme la tensione della partita e l’entusiasmo per la vittoria dell’Italia. La giuria ha inoltre sottolineato la prosa vivace e ricca di dettagli sensoriali, insieme all’uso della parlata locale, che contribuisce a restituire l’atmosfera e l’identità del borgo.

Per quanto riguarda la pubblicazione del romanzo, al momento non c’è ancora una data: “Non ho idea sinceramente, di quando sarà pubblicato. Sono in contatto con diverse persone, ma, per un motivo o per un altro, finora non ho trovato l’accordo giusto: alcune proposte non mi convincevano, altre invece non si sono concretizzate. Per questo, al momento, non so ancora quando il romanzo potrà essere pubblicato.”

Nel frattempo, Maurizio ha continuato a scrivere. Quella che era iniziata come una passione coltivata nel tempo libero è diventata ormai un’attività alla quale dedica con continuità il proprio tempo: “Ora non smetto più di scrivere, perché non ne posso fare a meno. Sto scrivendo continuamente e attualmente sto scrivendo una cosa completamente diversa.”

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