Punto nascita del Valdarno, la Conferenza dei sindaci fa il punto: parti in crescita, deroga ancora in sospeso e nuovo PIR pediatrico

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La risposta del Ministero sulla richiesta di deroga per il mantenimento del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia era attesa, ma ancora una volta non è arrivata. È questo l’elemento principale emerso questa mattina dalla riunione della Conferenza dei sindaci del Valdarno, convocata insieme alla direzione della Asl Toscana sud est e ai responsabili delle strutture coinvolte nel percorso nascita.

Un incontro che ha confermato il trend positivo registrato negli ultimi mesi sul fronte delle nascite, ma che lascia ancora aperta la questione decisiva per il futuro del servizio: il via libera ministeriale alla deroga rispetto alla soglia dei 500 parti annui prevista dalla normativa nazionale.

Alla seduta hanno partecipato, oltre ai sindaci e agli assessori del territorio, il direttore generale della Asl Toscana sud est Marco Torre, la direzione aziendale e ospedaliera, i responsabili delle unità operative complesse di Ostetricia e Ginecologia e Pediatria e Neonatologia della Gruccia, con il direttore Filippo Francalanci, oltre al presidente del Calcit Valdarno Marco Ermini.

La deroga resta in attesa. La Conferenza dei sindaci ha chiesto aggiornamenti sul percorso avviato nei mesi scorsi con la richiesta di deroga inviata dalla Regione Toscana al Ministero della Salute. La risposta formale, che era attesa proprio in questo periodo, non è però ancora arrivata.

“Questa mattina la conferenza dei sindaci integrata con l’azienda sanitaria e con i responsabili delle unità operative del punto nascita è andata molto bene – ha spiegato la presidente della Conferenza dei sindaci Valentina Vadi – nel senso che non abbiamo ancora una risposta effettiva e formale del Ministero alla Regione Toscana”.

Secondo quanto emerso durante la riunione, il percorso potrebbe comunque essere vicino a una conclusione. “Informalmente abbiamo capito che questo trend di crescita delle nascite ha colpito positivamente il comitato percorso nascita”, ha aggiunto Vadi, sottolineando però che il territorio attende una comunicazione ufficiale prima di definire le prossime strategie.

Crescono i parti: 267 già nel 2026. Sul fronte dei numeri, invece, arrivano dati incoraggianti. I parti registrati alla Gruccia sono attualmente 267, con un incremento di circa 44 nascite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un risultato che rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alle preoccupazioni iniziali e che, secondo l’azienda sanitaria, conferma l’efficacia delle azioni messe in campo a partire dall’inizio dell’anno.

“Le nostre proiezioni ci attestano a fine anno attorno ai 499 parti – ha spiegato il direttore generale della Asl Toscana sud est Marco Torre – quindi l’obiettivo che avevamo indicato, cioè riavvicinarci fortemente ai 500, è praticamente raggiunto”.

Un dato che dovrà comunque essere valutato all’interno del quadro complessivo previsto dalla normativa nazionale, ma che rappresenta un elemento importante nel confronto con il Ministero.

Anche il direttore dell’unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia Filippo Francalanci ha evidenziato il momento positivo: “Stiamo andando bene rispetto sicuramente all’anno precedente. Vediamo intorno al nostro punto nascita e al pronto soccorso ostetrico un bel fermento di donne in attesa e questo ci fa ben sperare anche per i mesi successivi”.

Secondo Francalanci, il risultato è frutto di un lavoro che ha coinvolto tutta la rete del percorso nascita, dall’ospedale ai consultori, con l’obiettivo di aumentare la fiducia delle famiglie nel servizio valdarnese.

Più collegamenti con il Valdarno fiorentino. Tra gli elementi evidenziati durante la riunione anche la crescita degli accessi da territori esterni al Valdarno aretino. In particolare sono aumentati i parti provenienti dal Casentino e dall’area del Valdarno fiorentino, compresa la zona di Figline e Incisa e Reggello.

Proprio su questo fronte la presidente Vadi ha chiesto alla direzione della Asl di rafforzare ulteriormente il rapporto con il territorio fiorentino, creando una collaborazione più strutturata sia sul piano ospedaliero sia su quello dei consultori.

Una richiesta accolta positivamente dal direttore generale Marco Torre, che ha indicato come strategico il lavoro di integrazione tra le diverse realtà: “Continueremo con le azioni avviate, in particolare con le proiezioni oltre confine rispetto alla zona del Valdarno aretino, sia verso il Casentino, che sta producendo ottimi risultati, sia verso il Valdarno fiorentino”.

Al via il PIR pediatrico: il primo sperimentale in Toscana. Tra le novità annunciate durante l’incontro anche l’attivazione del PIR pediatrico, il primo servizio di questo tipo sperimentato in Toscana.

Si tratta di un Punto di intervento rapido pediatrico, un servizio territoriale gestito dai pediatri pensato per dare una risposta ai bambini con problematiche a bassa complessità, riducendo gli accessi impropri al pronto soccorso e alleggerendo il carico della pediatria ospedaliera.

“Entro il 15 di questo mese, quindi entro la prossima settimana, attiveremo in via del tutto sperimentale il primo PIR pediatrico in Toscana – ha annunciato Marco Torre – sarà un punto di intervento rapido gestito dai pediatri per scaricare il lavoro attualmente svolto dagli accessi al pronto soccorso che vengono orientati direttamente alla pediatria per i codici minori”.

Il nuovo servizio sarà operativo con la nuova funzione dal primo agosto e consentirà di concentrare le risorse pediatriche ospedaliere sulla pediatria dell’ospedale e sul percorso nascita, offrendo allo stesso tempo un punto di riferimento aggiuntivo per famiglie e bambini.

Calcit, raccolta fondi oltre il 50% per il nuovo ecografo. Durante la riunione è stato inoltre fatto il punto sulla raccolta fondi promossa dal Calcit Valdarno per l’acquisto di un nuovo ecografo destinato all’ospedale della Gruccia.

Il presidente Marco Ermini ha spiegato che il progetto sta procedendo positivamente e che la raccolta ha già superato il 50% della cifra necessaria, grazie alla sensibilità della popolazione e alla collaborazione di numerose aziende del territorio.

“Il percorso sta procedendo in maniera importante – ha detto Ermini – ma c’è bisogno ancora del sostegno dei cittadini per arrivare all’acquisto di questo strumento di altissimo livello”.

L’obiettivo è dotare l’ospedale di una tecnologia avanzata per migliorare ulteriormente la capacità diagnostica e individuare precocemente eventuali problematiche.

Ora l’attenzione torna sulla risposta del Ministero: il territorio attende il pronunciamento ufficiale sulla deroga, mentre i numeri del punto nascita continuano a mostrare una crescita che potrebbe risultare decisiva nel confronto istituzionale sul futuro della Gruccia.

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