Montevarchi: approvata in Consiglio la vendita della rete del gas metano. Amministrazione e maggioranza compatti sostengono la decisione

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È stato approvato con il voto compatto della maggioranza e quello contrario delle opposizioni, a Montevarchi, l’atto con cui l’Amministrazione dà il via libera alla vendita della rete del gas metano nell’ambito della procedura d’ambito per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas. Un atto che ha visto una accesa discussione in aula, con l’Amministrazione comunale che ha difeso fortemente la scelta di procedere a questa alienazione e la minoranza che invece aveva chiesto di ritirare l’atto e procedere ad un percorso di informazione e coinvolgimento dei cittadini prima di riportarlo in Consiglio. La stima per la vendita (prevista per il 2027) è di circa 5 milioni e 700mila euro. 

A spiegare la natura della decisione è stata la vicesindaco Cristina Bucciarelli: “Non è una decisione che prendiamo oggi, ma ricordo ai consiglieri che è la conseguenza della delibera di giunta n. 87 del 9 aprile 2024, dove si esprimeva chiaramente la volontà di alienare la rete del gas in sede di gara d’ambito. Tra l’altro tutti i comuni della provincia di Arezzo hanno deciso favorevolmente per l’alienazione. Non stiamo vendendo solo per fare cassa, il nostro bilancio è sano. Questa Amministrazione ritiene che la valorizzazione della rete garantirà diversi benefici: prima di tutto, si tratta di una infrastruttura realizzata fra gli anni ’70 e ’80, che sta invecchiando e quindi avrà bisogno di sempre maggiori manutenzioni; venderla adesso invece significa valorizzarla al meglio, quando il suo valore è comunque ancora alto, trasferendo al concessionario ogni rischio sull’invecchiamento della rete e mantenendo però intatto il potere di programmazione sullo sviluppo futuro, quello che abbiamo richiesto, cioè l’ampliamento della rete nelle zone oggi non servite. L’alienazione è possibile solo in questo momento, in occasione della gara di ambito: e rinunciare significa soltanto veder perdere progressivamente di valore ad un bene pubblico”.

Dalle opposizioni pesanti critiche. Bertini (PD) ha affermato: “Non avete inserito questa decisione né nel documento di programmazione, né nel bilancio di previsione: se ritenete così importante questa alienazione, perché non l’avete detto ai cittadini fino all’ultimo? È anche una questione di trasparenza amministrativa, visto che si tratta di una scelta strategica. Scelta che andava spiegata ai cittadini, anche perché è irreversibile”. Camiciottoli (Avanti Montevarchi Europa Verde), che aveva richiesto anche un parere dei revisori dei conti, ha aggiunto: “Ci priviamo della proprietà di una infrastruttura strategica, ma dopo quanto possiamo incidere sulle scelte come comune? E come si tutelano i futuri cittadini? Non dimentichiamo che tutti gli investimenti finiranno comunque sulle spalle dei cittadini, perché finiranno sulle tariffe”. Cristina Rossi (Insieme Comune): “Quando una cosa non è più nostra, diventa problematico dettare delle condizioni. Il problema non è la gara di ambito, ma il futuro, cioè la possibilità per il comune di dettare regole. Ritengo che la rete del gas sia un servizio strategico per i cittadini, da qui la richiesta di ritirare l’atto”. Critiche anche per la mancata comunicazione ai consiglieri comunali della petizione che i cittadini hanno presentato in mattinata contro questo atto.

Dalla maggioranza gli interventi dei consiglieri hanno invece ribadito che la scelta dell’Amministrazione è quella più vantaggiosa, “per evitare la svalutazione di una rete che già sta diventando obsoleta, garantire la manutenzione di cui ci sarà sempre più bisogno, mantenendo comunque il controllo sulle scelte, compresa quella dell’ampliamento della rete”.

È stato il sindaco Silvia Chiassai Martini a chiudere gli interventi: “La nostra non è una decisione estemporanea, ma già anticipata dalla delibera di giunta del 2024. Oggi non è possibile né ritirare l’atto né fare percorsi per scelte diverse. Noi abbiamo fatto una scelta chiara e pubblica già da due anni. Tutte le amministrazioni della provincia di Arezzo, anche di centrosinistra, hanno deciso per la vendita, ritenendo che sia la decisione giusta, valutando che la tutela dell’interesse pubblico non sia mantenere reti che diventano obsolete e quindi un costo da sostenere; ma che la tutela sia proprio nella vendita, oggi, valorizzandole e non svalutandole. Questa è la nostra scelta”. E alla domanda su come verranno investiti a Montevarchi quei soldi, che comunque non arriveranno prima del 2027, Chiassai ha risposto: “Non potremo metterli a bilancio prima di averli, ma tra gli obiettivi valutati essenziali dalla giunta con questi soldi c’è il progetto di realizzare un teatro a Montevarchi, che il nostro comune non ha più da anni per scelte di svendita delle amministrazioni passate”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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