Sull’incendio sviluppatosi a Podere Rota interviene Catia Naldini, presidente del Comitato “Le vittime di podere Rota” avanzando richieste e proposte di indennizzi.
“Per anni i cittadini di San Giovanni Valdarno hanno sopportato i disagi, le preoccupazioni e le conseguenze legate alla presenza della discarica di Podere Rota. Una vicenda sulla quale, troppo spesso, le legittime richieste della nostra comunità sono rimaste inascoltate. Abbiamo più volte denunciato una situazione che riteniamo profondamente ingiusta: San Giovanni Valdarno ha sopportato per anni il peso di un impianto che ha rappresentato un elemento di forte impatto per il territorio, senza che ai cittadini venisse riconosciuto un adeguato beneficio o una compensazione proporzionata ai disagi subiti. Non dimentichiamo, infatti, che la nostra comunità non ha avuto neppure un’esenzione dalla tassa sui rifiuti, almeno per un periodo, come sarebbe stato ragionevole attendersi a fronte dei sacrifici sopportati”.
Sull’incendio il Comitato continua: “E oggi arriva un nuovo episodio che non può essere liquidato come un semplice incidente. Un incendio si sta sviluppando all’interno del sito di Podere Rota, accompagnato dalla presenza di fumo nero, suscitando comprensibilmente preoccupazione tra i cittadini. Non vogliamo fare allarmismo e non intendiamo sostituirci agli organi tecnici competenti.
Ma proprio per questo chiediamo che siano gli organismi preposti a fornire risposte rapide, puntuali e trasparenti. La domanda politica che poniamo è semplice: chi sta controllando oggi Podere Rota? Una discarica che si trova nella fase di cosiddetto post mortem dovrebbe essere sottoposta a un’attenta e rigorosa gestione e a tutti i controlli necessari. Se si verifica un incendio con una significativa produzione di fumo, è doveroso accertare immediatamente che cosa sia accaduto, quali materiali siano coinvolti, quali siano le cause dell’incendio e se vi siano state o vi siano conseguenze per l’ambiente e per la salute pubblica.
Chiediamo quindi che vengano effettuati tutti i monitoraggi ambientali e sanitari necessari, rendendo pubblici i relativi risultati e informando tempestivamente la cittadinanza. La trasparenza, in una vicenda che per decenni ha coinvolto direttamente la nostra comunità, non può essere considerata un’opzione: è un dovere nei confronti dei cittadini”.
“È una questione politica che riguarda il rapporto tra un territorio e le scelte che sono state compiute nel corso degli anni. Per troppo tempo ai cittadini sangiovannesi è stato chiesto di sopportare. Sopportare i disagi, le preoccupazioni, le discussioni, le promesse e le rassicurazioni.
Oggi, però, è arrivato il momento di cambiare prospettiva. Non è accettabile che la nostra comunità continui a essere considerata il territorio chiamato a sopportare gli effetti di una gestione dei rifiuti che ha prodotto conseguenze durature. San Giovanni Valdarno ha già dato. Ha dato troppo.
Per questo chiediamo alla Giunta Vadi di assumere una posizione politica chiara e di farsi portavoce, senza ambiguità, delle ragioni dei cittadini sangiovannesi presso tutti gli enti competenti. Non servono dichiarazioni di circostanza. Serve una presa di posizione forte. La Giunta deve chiedere che siano chiarite fino in fondo le responsabilità relative alla gestione e alla sorveglianza del sito, che siano garantite tutte le necessarie misure di sicurezza e che venga definito un percorso certo verso la cessazione di ogni ulteriore attività della discarica”.
Il Comitato, poi, chiede indennizzi: “Riteniamo ormai non più rinviabile anche il tema dell’indennizzo alla comunità sangiovannese. Per anni il nostro territorio ha sopportato un impianto che ha avuto un impatto significativo sulla vita dei cittadini e sull’immagine stessa del territorio. Se davvero si vuole voltare pagina, occorre riconoscere concretamente quanto San Giovanni Valdarno ha sopportato. Chiediamo quindi che venga aperto un confronto istituzionale serio per arrivare a un forte indennizzo a favore della comunità sangiovannese, da destinare a interventi utili al territorio e alla collettività. Non stiamo chiedendo un privilegio. Stiamo chiedendo che venga riconosciuto il peso che la nostra città ha sostenuto per anni. E soprattutto chiediamo che il futuro non sia ancora una volta quello di una comunità costretta ad accettare decisioni prese altrove”.
Infine: “Non è più possibile continuare con una politica fatta di rassicurazioni ogni volta che emerge una criticità e di silenzi quando l’attenzione pubblica si abbassa. Servono controlli permanenti, informazioni pubbliche, responsabilità precise e un cronoprogramma chiaro.
Chiediamo pertanto: immediati accertamenti sulle cause e sulle modalità dell’incendio; monitoraggi ambientali e sulla qualità dell’aria, con pubblicazione tempestiva dei risultati; verifiche sulla corretta gestione della fase di post mortem della discarica; piena informazione dei cittadini sugli esiti dei controlli; l‘impegno della Giunta Vadi per ottenere la cessazione di ogni ulteriore attività del sito; l’apertura di un confronto istituzionale per ottenere un adeguato indennizzo per la comunità sangiovannese; un progetto chiaro e definitivo per la messa in sicurezza e il futuro dell’area”.
“San Giovanni Valdarno non può continuare a pagare il prezzo di scelte compiute nel passato. La nostra comunità ha il diritto di sapere, il diritto di essere tutelata e il diritto di vedere finalmente riconosciuti i sacrifici sostenuti. Podere Rota deve diventare una vicenda del passato, non un problema destinato a trascinarsi ancora per anni. È arrivato il momento che le istituzioni ascoltino davvero San Giovanni Valdarno”.

