Con la conclusione del periodo di stop previsto dalle norme per tutelare l’avifauna nella fase di nidificazione, entra nella fase operativa più intensa la campagna annuale di manutenzione del reticolo idraulico del comprensorio dell’Alto Valdarno. Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno porta avanti durante tutto l’anno la sorveglianza e il controllo del territorio, la manutenzione e la gestione dei corsi d’acqua di competenza, programmando gli interventi in modo da coniugare sicurezza idraulica, esigenze operative e rispetto degli equilibri ambientali.
Per il 2026 sono stati programmati interventi per oltre 13,3 milioni di euro destinati alla manutenzione ordinaria del reticolo idrografico. Di questi, circa 450mila euro sono riservati a interventi urgenti, puntuali e non programmabili, mentre circa 150mila euro finanziano le attività di vigilanza e controllo del territorio. La quota principale delle risorse è destinata alla manutenzione programmata e diffusa di oltre 2mila chilometri di tratti, con attività che comprendono tagli selettivi della vegetazione, sfalcio delle sponde e delle arginature, ripresa di piccoli scoscendimenti, interventi di consolidamento della sommità arginale e dei paramenti, oltre alla movimentazione e rimozione dei sedimenti nei punti critici. Sono inoltre previsti interventi di ripristino di soglie e briglie, opere fondamentali per la regolazione dei deflussi e per la riduzione della velocità delle acque a valle.
“Nel corso dei mesi dedicati alla tutela dell’avifauna durante il periodo riproduttivo – spiega il caposettore dell’Area Manutenzioni, ingegner Enrico Righeschi – il Consorzio ha continuato a garantire la propria attività sul territorio, intervenendo con lavorazioni compatibili con le prescrizioni ambientali e concentrandosi sugli interventi urgenti e non rinviabili. In molti casi si è operato in modo puntuale e mirato, proprio per salvaguardare la biodiversità e la continuità degli habitat fluviali. Con il termine della fase più delicata per la nidificazione riprendono nella loro piena articolazione anche le lavorazioni programmate nei tratti in cui erano state ridotte o temporaneamente rinviate, consentendo una manutenzione più organica e uniforme dell’intero reticolo”.
La programmazione delle attività secondo il calendario naturale degli ecosistemi fluviali rappresenta un elemento fondamentale del modello di gestione adottato dal Consorzio: la manutenzione non viene interrotta, ma viene organizzata in modo da rispettare i periodi più sensibili per la fauna e garantire allo stesso tempo la prevenzione del rischio idraulico. I risultati sono visibili. I corsi d’acqua, curati con cadenza programmata, risultano più curati ed efficienti, ma anche più ‘popolati’. Molte le specie presenti lungo le sponde. Tra le segnalazioni ambientali più significative del 2026 figura la presenza del martin pescatore, osservato lungo l’Arno nel tratto di San Giovanni Valdarno, indicatore della qualità degli ambienti fluviali e della capacità degli ecosistemi di mantenere condizioni favorevoli alla biodiversità.
“Il coordinamento delle lavorazioni con le normative vigenti rappresenta un importante momento organizzativo – spiega l’ingegner Serena Ciofini, Dirigente dell’Area Manutenzioni – perché consente di programmare in modo efficace le attività, ottimizzare le risorse e intervenire con particolare attenzione nei tratti caratterizzati da maggiori esigenze idrauliche e ambientali. Ed è il risultato di un lavoro continuo che il Consorzio svolge durante tutto l’anno”.
“La programmazione degli interventi, calibrata sui tempi naturali degli ecosistemi fluviali – aggiunge il Direttore Generale Tulio Marcelli – consente di integrare sicurezza del territorio e tutela della biodiversità, rafforzando un modello di manutenzione sempre più sostenibile e attento alla complessità dei corsi d’acqua”.
“La manutenzione del reticolo idraulico è un’attività permanente – ricorda la Presidente Serena Stefani – che richiede presenza costante, capacità tecnica e attenzione al territorio. Le risorse investite e l’impegno delle strutture consortili testimoniano la volontà di garantire sicurezza idraulica e cura dell’ambiente attraverso un’azione continua e responsabile. Il Consorzio conferma così il proprio ruolo di presidio tecnico e ambientale, integrando prevenzione del rischio, manutenzione diffusa e valorizzazione degli ecosistemi fluviali”.

