Non una semplice ricorrenza, ma un ritorno alle origini. A trent’anni dall’uscita de Il Ciclone, Laterina Pergine Valdarno si prepara ad accogliere nuovamente Leonardo Pieraccioni, protagonista e regista di uno dei film più iconici della commedia italiana.
L’appuntamento è fissato per il 16 maggio 2026 alle ore 11.00 al Teatro comunale di Laterina, dove l’Amministrazione comunale conferirà all’artista un riconoscimento ufficiale. Un gesto simbolico, ma dal forte valore identitario: proprio qui, tra le campagne e le coloniche del territorio, prese forma una parte importante del film che nel 1996 conquistò il pubblico italiano.
A rendere l’evento ancora più significativo è stata la scelta dello stesso Pieraccioni, che ha deciso di concentrare proprio a Laterina le celebrazioni per il trentennale. “Ci si vede tutti lì”, ha scritto sui social, invitando fan e appassionati a condividere un brindisi “col ramato” nel luogo che fu tra i set della pellicola.
Il legame tra il film e il territorio resta infatti uno degli elementi più forti dell’eredità de Il Ciclone: non solo una commedia di successo, ma un racconto capace di valorizzare paesaggi e atmosfere toscane, entrate stabilmente nell’immaginario collettivo.
Nel ricordare la nascita del progetto, Pieraccioni ha riportato alla luce episodi che restituiscono il clima di quegli anni. Dalla sceneggiatura scritta in tempi rapidissimi con Giovanni Veronesi, alla scelta della protagonista Lorena Forteza, arrivata quasi per intuizione, fino all’incontro con Mario Monicelli, che accettò di partecipare al film solo dopo averlo visto in una proiezione privata.
Il 16 maggio sarà quindi molto più di una celebrazione: un momento di incontro tra pubblico, artista e territorio, nel segno di una storia che continua a vivere nel tempo. Laterina si prepara così a diventare, ancora una volta, il centro di quel “ciclone” di entusiasmo che trent’anni fa conquistò il cinema italiano.
E, come ha ricordato lo stesso Pieraccioni con ironia, tra i ricordi più curiosi resta anche quello del motorino del film, misteriosamente scomparso dopo le riprese: “Mi piace pensare che sia scappato alla ricerca delle ballerine di flamenco”. Un’immagine leggera che riassume perfettamente lo spirito di un film capace, ancora oggi, di far sorridere intere generazioni.

