08, Agosto, 2022

Terminato il mandato di segretaria del PD di Montevarchi di Elisa Bertini: “Anni difficili, sconfitte e spaccature: ma ci ho sempre provato”

Più lette

In Vetrina

Con una lunga lettera Elisa Bertini, segretaria del Partito Democratico di Montevarchi dal 2017 a oggi, chiude la sua esperienza alla guida dell’Unione comunale del partito. “Con oggi – spiega – si conclude il mio mandato da segretario iniziato nell’ottobre del 2017, e per questo devo ringraziare tutti gli iscritti, tutti i livelli istituzionali del partito, il segretario provinciale, tutte le persone che in questi anni hanno ricoperto cariche nel partito a partire dalla Tesoriera Miranda Cipolli, tutta l’assemblea, tutta la segreteria che ha lavorato con me, e tutte le persone che con fatica in questi anni si sono messe a disposizione e pur senza incarichi hanno dato il loro contributo, anche solo montando un gazebo o facendo una chiamata”.

La conclusione del mandato è anche l’occasione per una puntuale analisi di quanto è avvenuto in questi anni, segnati da non poche difficoltà dal punto di vista politico per il PD montevarchino. “Sono stati anni difficili, il partito era uscito completamente a pezzi dalla sconfitta elettorale delle elezioni comunali del 2016 e ancor prima dalle primarie dello stesso anno. Per la prima volta dopo 70 anni il centro destra è andato al governo della nostra città, e lo ha fatto non per meriti suoi ma per gravi errori del centro sinistra che ancora stiamo pagando. Con estrema difficoltà ho e abbiamo dovuto imparare a fare l’opposizione in Consiglio Comunale e nelle ‘macerie’ mi sono messa a disposizione e impegnata nella ricostruzione del Partito, consapevole che dagli errori si possa sempre trarre un insegnamento. Questo compito è stato difficilissimo perché il nostro elettorato si è sentito tradito e non ascoltato, ma ci ho, e ci abbiamo, provato”.

Alle urne i risultati sono stati segnati da alti e bassi, ricorda Bertini, che sottolinea anche le spaccature interne: “Sono arrivate subito le elezioni politiche del 2018 che pur nella sconfitta hanno visto nella nostra città il pd raccogliere il 32% dei consensi; poi le elezioni regionali in cui il PD si riafferma sempre come primo partito in città con il 38%. Purtroppo mi sono resa conto che il partito dalle elezioni regionali ne è uscito vincente nei risultati ma con forti recriminazioni di una parte avversa alla mia candidatura ed il lavoro di ricucitura che ho messo in campo si è dimostrato insufficiente. Ed infine il risultato peggiore, quello delle elezioni amministrative della nostra città, che ci hanno visto perdere la competizione per la seconda volta, anche se abbiamo eletto 4 consiglieri ed il PD è risultato comunque il primo partito della coalizione in città. Questo risultato ci ha posto davanti ad una riflessione importante sul partito, sulla coalizione e sull’importanza della nostra presenza nel territorio”.

“Il Partito Democratico – continua Bertini – è il perno del centro sinistra a Montevarchi ma questo non basta per vincere le elezioni. Le proposte devono essere credibili e costruite ascoltando le istanze del territorio. Restano tante le cose da fare, dalla ricostruzione dei circoli al radicamento nel territorio. Credo che la volontà e le condizioni per ripartire dall’ascolto e dalla presenza nel territorio della nostra città ci siano tutte. Quello che sarà fondamentale è il tempo, è necessario partire subito perché è il nostro elettorato che ce lo chiede, c’è bisogno di ascolto, presenza e confronto. Spesso in questi anni, e ancor più nella campagna elettorale delle amministrative che mi ha visto raccogliere la richiesta del partito di candidarmi nella lista, mi sono sentita dire: “Ci vuole coraggio a fare politica di questi tempi”. Si, è vero, ci vuole coraggio perché lo stesso modello di società porta ad essere isolati, ognuno comodamente inserito nella propria dimensione individuale senza preoccuparsi della dimensione collettiva”.

“Io la mia dose di coraggio l’ho donata a questo partito e continuerò a farlo – assicura l’ormai ex segretaria – e mi auguro che il Segretario eletto possa continuare in questa scala di valori. Ma lealtà anche nei metodi dovrà sempre essere alla base. Credo che soltanto coinvolgendo la gente e portando la discussione politica tra le persone, potremmo costruire anche nella nostra città un modello di società inclusiva e solidale e che questi valori possano ritrovarsi nel governo della nostra Montevarchi. Se davvero vogliamo una società più giusta che concede la cittadinanza a chi è già italiano ma gode di minori diritti: vogliamo lo Ius soli. Vogliamo una società più inclusiva che tuteli i più vulnerabili, i disabili, le persone non autosufficienti. Se vogliamo una società in cui la pace e l’ equità sociale sono valori fondamentali allora dobbiamo proprio impegnarci ancora tanto e, come dice il nostro segretario Enrico Letta, dobbiamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo, radicali nei comportamenti. Così possiamo essere alternativi alla destra di Meloni e Salvini e anche della Chiassai nei valori, nelle proposte, nello stile”.

“In questi mesi ho lavorato affinché il partito potesse esprimere una candidatura unitaria a questo congresso, ciò non è stato possibile, ma ritengo che spesso dalle competizioni se fatte in maniera onesta, leale e rispettosa delle regole vengano fuori le energie migliori, mi auguro che anche a Montevarchi sia proprio così. Concludo dicendo che sicuramente avrei potuto fare di più e meglio ma quello che ho fatto l’ho fatto con il cuore e consapevole dei valori che volevo portare avanti”, conclude Elisa Bertini.

Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati