Si accende il dibattito a Figline e Incisa in merito alla spaccatura che si è generata nel centrosinistra intorno alla candidatura di David Ermini. Oggi a intervenire è il Partito Socialista, che scrive: “Di fronte alla candidatura di Ermini a Sindaco di Figline Incisa non possiamo che rilevare come questa rappresenti un singolare paradosso politico rispetto a quanto avvenuto nel recente passato”.
“Nel 2024 – ricorda il PSI – i vertici nazionali del Partito Democratico definirono “totalmente inopportuna” la sua nomina alla presidenza della holding Spininvest S.r.l., legata alle note vicende giudiziarie che portarono agli arresti del Presidente della Regione Liguria. In quell’occasione, la Segreteria Schlein pretese e ottenne le dimissioni di Ermini dalla Direzione Nazionale del partito per marcare una distanza netta tra l’attività politica e gli interessi di gruppi privati coinvolti in inchieste per corruzione. Sorge allora spontanea una domanda: se nel 2024 quegli incarichi professionali costituivano un impedimento etico alla permanenza negli organismi dirigenti di un partito, come possono oggi non rappresentare un elemento di inopportunità per chi aspira a guidare una Pubblica Amministrazione e a rappresentare l’intera comunità di Figline e Incisa considerando che, dalle visure camerali che certificano al 15 gennaio 2026 la catena di comando della Spininvest, risulta che David Ermini continuerà a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione fino al 31.12.2026?”, chiede il Partito Socialista.
“Altrettanto rilevante sotto il profilo del dibattito democratico – continua la nota – è l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle, che storicamente ha fatto della separazione tra affari e politica il proprio pilastro fondante, e che oggi osserva un silenzio che appare difficilmente conciliabile con le posizioni espresse solo pochi mesi fa. Accettare questa candidatura senza sollevare dubbi sulla sua opportunità significa, nei fatti, avallare una visione della politica in cui i principi sono flessibili e subordinati alle necessità di coalizione. I cittadini hanno il diritto di sapere se la ‘questione morale’ citata a ogni piè sospinto dalle forze progressiste sia ancora un valore, una bussola o se sia diventata un semplice strumento di polemica elettorale da riporre al bisogno”.
“Il Partito Socialista di Figline e Incisa – conclude – intende riportare al centro del dibattito il rispetto per il territorio. Figline e Incisa Valdarno non può essere considerata una sede di ‘compensazione’ o un approdo di ripiego per superare imbarazzi maturati su scenari nazionali. La carica di Sindaco richiede un impegno esclusivo e una trasparenza che non lasci spazio a zone d’ombra o a dubbi di incompatibilità, anche solo sul piano dell’opportunità politica. Il PSI continuerà a lavorare per offrire un’alternativa seria, basata su programmi concreti e su una coerenza d’azione che non muta a seconda delle convenienze del momento. La nostra comunità merita una guida che non debba giustificare il proprio passato, ma che sia proiettata unicamente verso il futuro del territorio”.

