28, Giugno, 2022

Valdarno ambiente, 16 milioni di investimenti nel segno dell’economia circolare. Tra gli obiettivi anche l’occupazione

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Nasce in Valdarno il primo distretto di economia circolare. Valdarno ambiente, grazie alla volontà di Iren ed al ruolo attivo del Comune di Terranuova, investirà 16 milioni di euro in tre anni per impianti e tecnologie dedicate alla produzione di energia pulita, al riciclo dei rifiuti e al recupero di metalli preziosi da materiale di scarto. Attenzione anche al mantenimento degli attuali standard occupazionali per il territorio.

Il sindaco di Terranuova Sergio Chienni: “Valdarno Ambiente è un’esperienza innovativa di economia circolare in Valdarno. Come comune di Terranuova abbiamo svolto un ruolo attivo affinché il distretto potesse nascere, portando così a compimento un lavoro iniziato nell’ottobre 2020. Questa nuova realtà – continua Sergio Chienni – rappresenta uno scenario avanzato, attraverso investimenti e tecnologie pensate per fare dello scarto un valore. Ma non solo. Valdarno Ambiente offre una diversa futuribilità anche in termini di livelli occupazionali, introducendo numerose innovazioni di processo nella filiera del recupero/riciclaggio, riconvertendo le attività su progetti di economia circolare con valenza di «Distretto circolare territoriale». La collaborazione con Iren, che è uno dei soggetti industriali italiani più importanti nel settore dei servizi è un’ulteriore garanzia della solidità ed efficacia del progetto”.

Circolarità, innovazione e occupazione sono quindi gli obiettivi della nuova società, nata come progetto un anno e mezzo fa. Il piano di sviluppo prevede la realizzazione di un progetto di transizione verso l’economia circolare a servizio del territorio, sulla messa a fattor comune delle attività industriali esistenti (facenti riferimento alle aziende controllate e/o partecipate da CSAI e dal Gruppo Iren presenti sul territorio) e sulla valorizzazione di percorsi di produzione energetica da fonti rinnovabili.

La società ha previsto la costruzione di un sistema integrato di impianti che permetterà di gestire tutte le fasi del recupero di numerose frazioni di rifiuti, per il recupero di materia e la produzione di energia. In particolare, il polo ambientale di Valdarno Ambiente tratterà flussi di rifiuti indifferenziati, carta e cartone, legno e ingombranti, compresi impianti per lo smaltimento del percolato da discarica, oltre che per la produzione di biometano e di energia da fonti rinnovabili.

“Quello che si configura dal piano di sviluppo – afferma Michele Stretti, Amministratore Delegato di Valdarno Ambiente – è quindi un progetto di territorio composto da più attività tra loro coordinate e in sinergia, con la previsione di un
fatturato, a regime, di 15 milioni di Euro, circa 50 persone impiegate e un presidio strutturato dei settori di mercato relativi al riciclo della carta, al trattamento e all’estrazione di preziosi dai RAEE (dispositivi hardware), al trattamento dei rifiuti indifferenziati, alla produzione di energia e biometano. Un’attività che vede oltre l’80% del suo sviluppo legato a dinamiche di circular economy (recupero e riciclo, transizione energetica) e il restante 20% invece legato al processo di trattamento rifiuti”.

“Iren Ambiente ha definito nuovi obiettivi nell’ambito dello sviluppo impiantistico dei propri assets in Toscana, che tengono in considerazione l’affermarsi di nuove gerarchie nella gestione dei rifiuti e di politiche ambientali ed energetiche volte a una sempre maggiore sostenibilità – dichiara Alfredo Rosini, Amministratore Delegato di Iren Ambiente Toscana -. Si tratta di orientamenti definiti sia a livello europeo e nazionale, ma presenti anche nei primi lineamenti che la Regione Toscana ha adottato per la predisposizione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, ispirati a principi di circolarità e decarbonizzazione. Il progetto di Valdarno Ambiente presentato oggi si colloca all’interno di questa cornice, e potrà portare un contributo significativo in termini di gestione dei rifiuti in Ambito Toscana Sud, in particolare per intercettare alcuni flussi oggi prevalentemente esportati in altre regioni, con vantaggi sotto il profilo economico e ambientale.”

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