19, Agosto, 2022

Turni e spostamenti: cos i dipendenti Valentino tornano al lavoro. I sindacati: “Sacrifici e impegno per mantenere qui la centralit”

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Una parte dei lavoratori a Montelupo Fiorentino, un’altra parte a Levane nello stabilimento messo a disposizione da Prada, con una rotazione bimestrale; e poi, un nuovo stabile per la logistica e una parte dei dipendenti negli uffici rimasti in piedi. Ecco come si ripartir a maggio, con l’obiettivo di mantenere il ruolo centrale del Valdarno anche per l’investimento futuro

Il mese di maggio sarà quello della prima ripartenza, per i dipendenti e per l'intera produzione della Valentino Shoes Lab. L'azienda, colpita duramente dall'incendio che una settimana fa l'ha praticamente rasa al suolo, ha presentato il suo piano ai sindacati ieri, e prevede una serie di passaggi precisi. Ieri sera, i rappresentanti sindacali di categoria, Filctem Cgil e Femca Cisl, hanno incontrato in videoconferenza i lavoratori per illustrare il piano ai lavoratori, che lo hanno condiviso ed accettato seppur con alcuni sacrifici importanti, presi però con lo spirito di collaborazione che in questo momento è, se possibile, ancora più forte che mai. 

"L'impegno e il sacrificio ci sono da parte dei lavoratori – commenta oggi Davide Scherillo, della Femca Cisl – e questo è significativo: perché è un segnale di forte collaborazione, un modo per dire all'azienda 'noi ci siamo', e questo rende rende ancora più chiaro il ruolo centrale del Valdarno e, di conseguenza, indispensabile un investimento qui per il futuro". Insomma, i dipendenti raccolgono la sfida del presente con l'obiettivo di assicurare, insieme all'azienda, un futuro che sia ancora in Valdarno. 

L'organizzazione del lavoro nei prossimi mesi sarà complessa: prevede infatti la divisione su più stabilimenti, come ha già preannunciato ieri l'azienda in una nota ufficiale. "Circa 60-65 dipendenti lavoreranno nello stabilimento Valentino di Montelupo Fiorentino – spiega ancora Scherillo – lavoreranno in un turno pomeridiano, dalle 16 alle 22 dal lunedì al venrdì, e percepiranno però lo stipendio sulle 8 ore, comprendendo anche il trasferimento da e per il Valdarno, che è a carico dell'azienda".

Turni impegnativi, specialmente per chi ha una famiglia e figli da seguire. "Ne siamo coscienti: per questo, come richiesta sindacale e raccogliendo le difficoltà dei lavoratori, abbiamo chiesto che ci sia una rotazione bimestrale: ogni due mesi, cioè, i dipendenti che lavorano su Montelupo si alterneranno, tutti o una buona parte, con quelli che restano a Levane. Questo per non creare persone di serie A e di serie B, ma anche per dare respiro a tutti e permettere il più possibile di stare vicino alla famiglia. La rotazione diventa insomma un obiettivo cruciale e fondamentale, per noi". 

Altri dipendenti invece lavoreranno, appunto, a Levane, nello stabilimento messo a disposizione da Prada: "Si tratta di uno stabile in via Carducci a Levane, che in precedenza, fino a qualche mese fa, era occupato da una produzione specifica di Prada, i cosiddetti 'special order', e che dopo una riorganizzazione oggi è vuoto: ma è uno stabilimento già pronto, perfettamente funzionale, con macchinari e quant'altro. Qui lavoreranno circa 60-65 dipendenti Valentino, lavoreranno dal lunedì al sabato con i doppi turni: dalle 7 alle 13, e dalle 14 alle 20". 

Infine, l'ultimo gruppo di lavoratori: 15-20 persone lavoreranno in uno stabile situato poco lontano da quello andato in fumo, che era attualmente vuoto, e che è stato preso per la parte logistica e di magazzino; i rimanenti, una decina di persone, lavoreranno infine nell'edificio degli uffici della Valentino, in via Valiani, risparmiato dalle fiamme. Secondo le previsioni, l'intera riorganizzazione del lavoro e della produzione prenderà il via a inizio maggio, dunque in meno di un mese sarà tutto pronto per ripartire. 

E per il futuro? "Sulla prospettiva futura – conclude David Scherillo – l'azienda ha detto soltanto che ha intenzione di investire. Questa intenzione però si concretizzerà comunque non prima di un anno, secondo quanto ci hanno comunicato". Quindi per questo anno si andrà avanti con questa organizzazione provvisoria del lavoro, in attesa di capire come poi l'azienda intenderà fare questo investimento, necessario per rimettere in piedi un polo produttivo. "Noi comunque come sindacati abbiamo ribadito un messaggio preciso: i lavoratori hanno dato la disponibilità a fare qualche sacrificio in questo anno, ma con il preciso obiettivo di dare un segnale all'azienda di quanto è importante per loro, per noi, per tutti, che il Valdarno resti centrale anche nel futuro". 

Glenda Venturini
Capo redattore

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