22, Giugno, 2024

Smantellata dai carabinieri un’organizzazione dedita allo spaccio di cocaina e marijuana. La base in Valdarno

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Eseguite dai carabinieri della compagnia di San Giovanni 9 misure cautelari nelle province di Arezzo e Firenze ed in Albania

Operazione "Ricavo": i carabinieri del comando provinciale di Arezzo e della compagnia di San Giovanni hanno concluso un'indagine durata 2 anni e che ha smantellato un'organizzazione dedita ad un traffico ingente di cocaina e marijuana tra il Valdarno e l'Albania. All'alba di oggi, i carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile, con la collaborazione di personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno e delle forze di polizia albanesi, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari,  di cui 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 3 obblighi di dimora con permanenza domiciliare notturna. Eseguite anche perquisizioni locali e personali nei confronti di 11 persone.

Con i 9 provvedimenti di oggi salgono in tutto a 20 le misure restrittive complessivamente eseguite nell'ambito all’indagine: sono state già, infatti, arrestate in flagranza di reato 11 persone, di cui 5 per spaccio di sostanze stupefacenti, e 6 per furto aggravato, deferite in stato di libertà 13 e segnalate altre 10 persone quali assuntori. Sequestrati 110 grammi di cocaina, e 10 piante di cannabis.

Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno e coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo, hanno preso il via nella primavera del 2018: l'obiettivo sono state alcune persone, già note per i loro trascorsi criminali, dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti nel Valdarno grazie all’approvvigionamento da canali perlopiù di nazionalità albanese, radicati in varie località della Toscana.

Le investigazioni si sono avvalse di tecniche classiche, come servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ma anche di sofisticati mezzi tecnologici, come intercettazioni telefoniche ed ambientali-veicolari, e videosorveglianza da remoto. Le attività svolte hanno consentito ai carabinieri di documentare una fiorente attività di spaccio, svolta “in favore” di una clientela perlopiù abituale, consolidata, che si rivolgeva ai propri pusher di fiducia più volte al mese, quando non a settimana, e chiamandoli per nome sulle loro utenze cellulari.

I traffici si svolgevano perlopiù presso una pizzeria di San Giovanni Valdarno e un bar di Levane in località Ricavo ( da qui il nome dell'operazione), e in una proprietà immobiliare del capo del gruppo, costituita da un complesso abitativo in un vasto appezzamento di terreno ubicato in una zona isolata e dificilmente raggiungibile di Levane.  Proprio quest'area ha creato difficioltà nello svolgimento delle indagini: gli acquirenti potevano avere sempre a disposizione un punto di riferimento da raggiungere senza necessariamente prendere appuntamento telefonico. La posizione dominante del casolare, poi, garantiva, nel caso di controlli da parte delle forze dell’ordine, di venirne a conoscenza con buon anticipo, così da consentire agli indagati di fuggire e di nascondere lo stupefacente nelle macchie boschive.

 

 

 

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