18, Agosto, 2022

Serristori, la consigliera regionale M5S Noferi incontra i Cobas. “La Regione continua a non dare risposte”

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La consigliera pentastellata ha presentato anche una interrogazione alla Giunta regionale sulla situazione attuale e il futuro dell’ospedale figlinese: “Ma dopo un mese ancora nessuno si degnato di rispondere”. Oggi il sopralluogo fuori dal pronto soccorso

Sopralluogo all'ospedale Serristori di Figline, oggi, per la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi, che ha incontrato anche un rappresentante dei Cobas per un confronto sulle problematiche attuali del presidio ospedaliero figlinese. "In più di un’occasione, come sta accadendo per il problema della discarica di Podere Rota, i sindaci del Valdarno hanno evidenziato problemi e criticità del Serristori, ma dal Palazzo del Pegaso non arriva nessuna risposta – accusa Noferi – dalla firma dei patti territoriali del 2013 fra ASL, Regione e Sindaci, l'ospdale aspetta ancora la tanto attesa riqualificazione e la promozione ad ospedale di zona di primo livello". 

Noferi ricorda di aver presentato "il 6 maggio scorso un’interrogazione alla giunta regionale per avere delucidazioni riguardo al destino dell’ospedale Serristori, ma dopo un mese nessuno si è ancora degnato di rispondere. Non brillano certo di iniziative in campo sanitario né di celerità nel rispondere alle interrogazioni dei consiglieri  regionali nella giunta toscana, ma la cosa straordinaria è che non rendono conto nemmeno ai sindaci del loro stesso partito!. 

"Nel frattempo nel concreto – commenta la consigliera pentastellata – si è assistito al demansionamento della struttura che negli ultimi anni, soprattutto durante la pandemia, ha visto sparire non solo molti macchinari ma anche la sub-intensiva, l’endoscopia, il pronto soccorso, quaranta dipendenti fra operatori sanitari e infermieri, la ricollocazione in altre sedi di due su tre ortopedici mentre la cardiologia, rimasta con un solo specialista ha dovuto ridurre l’attività solo ai ricoverati interni e a poche ore di ambulatorio mentre gli specialisti di area medica sono stati trasferiti in pianta stabile all'ospedale di Santa Maria Annunziata e i posti letto si sono ridotti a 15 dei 180 originari". 

"Una gestione – commenta Noferi – che sembra tutto meno che l’attuazione di quanto concordato nel 2013, con evidenti conseguenze negative sulla popolazione del Valdarno che risente anche dei disagi dovuti al pensionamento di 4 medici di famiglia per i quali non si è programmata per tempo la sostituzione. Nel frattempo a poche centinaia di metri la struttura privata di Frate Sole prospera e si amplia. Come non ricordare le parole del neo governatore Giani in uno dei suoi primissimi interventi in consiglio, quando durante le ore peggiori del dilagare della pandemia e della mancanza di posti letto, ammetteva il fallimento della politica di tagli e ridimensionamenti perpetuata da Enrico Rossi, finendo per riconoscere che gli ospedali periferici e la medicina di base sono essenziali per le emergenze sanitarie? Possibile che le parole servano solo da scudo durante i confronti pubblici ma a queste non seguano mai i fatti? Quanto potranno continuare a tirare la corda Giani e i suoi assessori, sia sul piano ambientale che su quello sanitario?", chiede in chiusura la consigliera regionale. 

Glenda Venturini
Capo redattore

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