26, Settembre, 2022

Scontro sul porta a porta fra Grasso e Chiassai. L’ex sindaco: “Dalla giunta solo bugie”. La prima cittadina: “Non sa di che parla”

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Il tema della gestione dei rifiuti infiamma il dibattito politico in questa fine di agosto. Francesco Maria Grasso, dall’opposizione, torna alla carica criticando la decisione di abbandonare il porta a porta a favore dei cassonetti intelligenti. Il sindaco Silvia Chiassai Martini respinge al mittente le critiche e difende la decisione

Non si placa la polemica politica in merito alle nuove modalità di raccolta dei rifiuti decise dall'Amministrazione comunale di Montevarchi. Il passaggio al sistema dei cassonetti intelligenti, scelto per tutto il territorio eliminando il porta a porta da quelle zone dove era stato introdotto in passato, finisce al centro di un botta e risposta fra l'ex sindaco Francesco Maria Grasso, oggi all'opposizione, e la giunta con il sindaco Silvia Chiassai Martini. 

"Il sindaco e l'assessore Salvi – scrive Grasso in una nota pubblicata anche sui social – continuano a raccontarci bugie sulla loro grande idea di abbandonare la raccolta porta a porta ed intraprendere la strada indicata dal presidente Ato, Ghinelli sindaco di Arezzo, proprietario delll'inceneritore aretino che vuole ingrandire. Naturalmente gli aretini amministratori di Montevarchi si sono doverosamente prostrati sulle sue direttive, fino a raccontare un sacco di bugie ai montevarchini", accusa il capogruppo di opposizone. 

"Chiassai dice che il porta al porta non permetteva la differenziata portandola al 34%. Bugia! Il porta a porta, sperimentale in solo alcuni quartieri, dava per Montevarchi una percentuale di differenziata nel 2015 il 47% e con il piano a regime nel 2019 si prevedeva oltre il 70%. Il sindaco dal 2016 ha invece portato la percentuale in tre anni al 34%. E l'efficacia dei cassonetti intelligenti? Altre bugie. Basta vedere il sudicio in aumento su Montevarchi già ora. I nuovi cassonetti non potranno superare la necessaria soglia di differenziata, mentre la rimanente percentuale ci farà pagare la multa europea e sarà materiale a favore dell'inceneritore di Arezzo". 

Infine, Grasso accusa la mancanza di comunicazioni in Consiglio comunale: "Chiassai e Salvi ci avevano detto che avrebbero discusso in Consiglio del progetto e dei costi. Invece non hanno fatto approvare il progetto e tantomeno i costi. Che questa raccolta costi meno lo dicono loro, in quanto non vi è nessun piano finanziario di comparazione, che invece io avevo chiesto in Consiglio. Ad oggi mi è stata consegnata solo una relazione portata dall'assessore Salvi con sue valutazioni di cui non si comprendono le comparazioni economiche. Orbene questi signori hanno speso oltre 1 milione e 300mila euro di nostre nuove tasse senza una relazione tecnica di comparazione alla base, senza una discussione democratica, approfondita e circostanziata". 

 

Tutte accuse che il sindaco, Silvia Chiassai Martini, respinge al mittente, attraverso un comunicato. "Solo nel mese di maggio 2019 e solo con l'avvio del sistema di conferimento dei rifiuti con i cassonetti intelligenti e un 'porta a porta' aziendale per le imprese di Montevarchi Nord, il Comune di Montevarchi ha raggiunto la percentuale del 48% di raccolta differenziata – rivendica la prima cittadina – il consigliere Grasso, ex Sindaco, o non sa di cosa parla o mente sapendo di mentire, confermando un modo di intendere la politica da cui prendere le distanze". 

"L'ex sindaco Grasso non sa, non ha studiato, o non è stato adeguatamente informato, che il decreto del Ministero dell’Ambiente del 2016 ha stabilito le nuove linee guida per il calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, modificando il metodo per la certificazione dei dati prodotti dai Comuni. La Regione Toscana ha adottato retroattivamente questi parametri e questo giustifica, dati alla mano, la decrescita significativa di molti punti in percentuale tra il 2015 e il 2016 in tanti Comuni della Toscana. A Montevarchi si assiste ad una diminuzione quantitativa della raccolta differenziata che passa dal 45,28% del 2015 già al di sotto del 40% nel 2016 per il cambiamento del metodo di calcolo, secondo le nuove direttive ministeriali. In poche parole le percentuali del 2015 erano stimate a vantaggio dei Comuni", argomenta Chiassai. 

"Solo nel 2018, grazie agli interventi di questa amministrazione comunale, i dati confermano un miglioramento della performance della raccolta differenziata superando la soglia del 40,5%. Con l’introduzione dei cassonetti intelligenti, la percentuale della differenziata ha toccato in pochi mesi il 48% per responsabilità, impegno e consapevolezza dei cittadini e delle imprese del territorio. L'obiettivo che i Comuni dell'Ato si sono dati è almeno il 65% entro il 2022. Il tanto sbandierato metodo del 'porta a porta', che può avere portato benefici in alcuni piccoli comuni, non funziona invece per Montevarchi, senza alcun ritorno sull'aumento delle percentuali di raccolta differenziata. Abbiamo speso ogni anno 321.000 euro per un servizio 'porta a porta' introdotto al Pestello e in alcune frazioni collinari che si è dimostrato fallimentare, con spese extra di oltre 30mila euro per la dotazione dei sacchetti".

"Dobbiamo ancora spiegare a Grasso – conclude Chiassai Martini – che se avessimo esteso il porta a porta a tutto il territorio comunale (non si comprende perché una modalità per lui così risolutiva non sia stata attivata completamente nei suoi cinque anni) avremmo speso circa 2 milioni e mezzo di euro incidendo per il 30% sulla Tari pagata dai cittadini. Invito l'ex Sindaco, che soltanto adesso vede una città più 'sporca', ad informarsi meglio prima parlare politicamente a casaccio. Gli uffici sono sempre a sua disposizione".

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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