18, Gennaio, 2026

Rinascita di Castelnuovo d’Avane: conferenza e visita al borgo sullo stato di avanzamento dei lavori

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Castelnuovo d’Avane torna al centro dell’attenzione con una giornata simbolo del suo percorso di rinascita. Questa mattina il borgo nel Comune di Cavriglia è stato protagonista di un doppio appuntamento pubblico, pensato per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori e condividere con la cittadinanza il cammino di rigenerazione urbana, culturale e sociale in corso.

La mattinata si è aperta alle ore 9.30 con un sopralluogo guidato insieme ai cittadini. Un’occasione preziosa per osservare da vicino gli interventi già realizzati e quelli attualmente in corso nei diversi lotti del progetto, entrando fisicamente dentro un cantiere che sta progressivamente restituendo forma e vita a quello che per decenni è stato un paese abbandonato.

A partire dalle ore 11, nella Sala Silvano Poggi, si è svolta la conferenza sullo stato di avanzamento dei lavori. Un momento di confronto istituzionale e tecnico durante il quale sono stati illustrati obiettivi, risultati raggiunti e prospettive future dell’intervento. Sono intervenuti il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, il soprintendente Gabriele Nannetti, il professore e architetto Marco Casamonti, l’ingegnere Giovanni Cardinale dello Studio GPA, la vicepresidente di Promo PA Fondazione Francesca Velani e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Presenti anche numerosi rappresentanti istituzionali regionali, tra cui Filippo Boni, assessore alle Infrastrutture, Cristina Manetti, assessora alla Cultura, Elena Pianea, direttrice del Settore Cultura della Regione Toscana, e Roberta Casini, consigliera regionale.

Il progetto di recupero di Castelnuovo d’Avane è finanziato interamente con fondi PNRR per un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro. Un intervento di grande portata che, nei prossimi mesi, porterà alla nascita di due musei (che si aggiungono al già esistente Museo Mine), spazi pubblici rigenerati, giardini, luoghi della memoria, strutture ricettive come l’albergo diffuso, residenze private e specializzate, una casa dell’arte contemporanea, residenze per artisti, botteghe commerciali e artigianali, oltre ad abitazioni destinate al social housing e ai giovani. Chi sceglierà di vivere, lavorare o visitare il borgo sarà chiamato a condividere un “Manifesto” ideale fondato su sostenibilità ambientale, energetica, economica e sociale.

Soddisfazione anche da parte del sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni: “È una giornata importante perché abbiamo potuto mostrare ai cittadini lo stato di avanzamento dei lavori, consentendo loro di verificarlo direttamente. Il termine del 30 giugno 2026 è perentorio, ma al momento stiamo rispettando pienamente il cronoprogramma approvato dal Ministero della Cultura. Possiamo contare su un team di progettazione e su imprese serie e professionali, che stanno lavorando con grande attenzione e cura.

Un concetto ribadito anche dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha ricordato il valore simbolico dell’intervento:”La Toscana ha scelto Castelnuovo d’Avane come esempio virtuoso di borgo che si ripopola e ritrova la propria identità. Un modello di sviluppo equilibrato che riguarda le grandi città come i presidi territoriali, dove il rapporto con la natura e la qualità dell’abitare sono centrali. Dietro questo progetto ci sono memoria, storia e ricordi. Oggi consegniamo alla Toscana e all’Italia una scelta precisa: dimostrare che la rigenerazione dei borghi è possibile”.

“È un momento molto importante – ha sottolineato Filippo Boni – perché la popolazione ha avuto l’opportunità di vedere da vicino i lavori nel borgo di Castelnuovo. Si tratta di un intervento straordinario, avviato già a partire dal 2021 grazie ai fondi PNRR post-Covid. Parliamo di circa 20 milioni di euro che stanno contribuendo alla rinascita di questo luogo nel segno della cultura, dell’enogastronomia, del turismo e dell’ambiente. Il 2026 sarà un anno decisivo, ma siamo fiduciosi. Questo progetto rappresenterà un punto di eccellenza non solo per il Valdarno, ma per tutta la Toscana e per l’Italia intera”.

Dal punto di vista tecnico, l’architetto Marco Casamonti ha ricordato la complessità dell’intervento: “Il paese era completamente distrutto: tetti crollati, solai collassati, muri deteriorati. Abbiamo dovuto ripartire dalle fondamenta, ricostruendo edificio per edificio, preservandone identità, volumetrie e aspetto originari. È un’opera di rigenerazione di un borgo che sembrava perduto e che invece tornerà a vivere. I lavori stanno procedendo bene e tutti i finanziamenti saranno completati entro l’estate”.

La storia di Castelnuovo d’Avane affonda le radici in un passato complesso e doloroso: dall’antico castello medievale distrutto più volte nei secoli, alla strage del 1267 ad opera dei Pazzi, fino all’eccidio del 4 luglio 1944 durante la Seconda guerra mondiale. A segnare profondamente il territorio è stata anche l’estrazione della lignite xiloide, avviata nella seconda metà dell’Ottocento, che portò allo spopolamento del borgo.

Oggi, da “paese fantasma”, Castelnuovo d’Avane si prepara a diventare uno spazio di memoria, cultura e futuro. Un vero e proprio “Laboratorio Zero”, fondato sui pilastri della creatività, della sostenibilità e della qualità della vita. Un progetto che ambisce a restituire non solo edifici, ma senso, identità e prospettive a un luogo simbolo della storia toscana.

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